Oltre i grattacieli, oltre il vetro, l’acciaio e la modernità di Abu Dhabi, appena fuori dai confini della città, ecco che si apre il deserto.

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Le dune del Rub al Khali, “Il Quarto Vuoto”, si fanno sempre più ampie mentre le sagome dei primi cammelli selvatici iniziano a comparire all’orizzonte.
Si tratta di una regione selvaggia, impervia, tanto da essere diventata accessibile soltanto di recente.

Il Rub al Khali è il secondo più grande deserto di sabbia del mondo ma, seppur in apparenza così desolato da non ospitare anima viva, è sede di alcune oasi e città molto importanti, visitabili e raggiungibili da Abu Dhabi city:

 

Liwa, la verdissima

Situata quasi al confine con l’Oman, nella parte sud dell’emirato, Liwa è famosa soprattutto per la coltivazione dei datteri.

Ciò che la caratterizza è l’incredibile estensione dei suoi campi verdeggianti in cui crescono ortaggi e alberi da frutto, grazie all’abbondanza di acque sotterranee nelle varie oasi sviluppatesi.

Oltre alle rigogliose coltivazioni, coesistono a Liwa le più alte dune del Rub al Khali che possono essere anche scalate, a piedi o con moderni veicoli a quattro ruote per sentirsi un po’ degli avventurieri.

Tra le principali attrazioni, il Meel Al Fort, struttura difensiva costruita tra il 1816 ed il 1818 durante il regno di Mohammad Bin Bin Shakhboot Dhiab e i forti di Dhafeer, Al Jabbanah, Maria Al Sharqiya e Muzeira’a, circondati da piantagioni di datteri ed eretti per proteggere le sorgenti idriche.

 

Al Ain, una città su 7 oasi

Il nome “Al Ain” significa letteralmente “sorgente” e questa città, sviluppatasi su sette oasi, è dimora di ben 3.000 abitanti.
Considerata un po’ come la culla della cultura del deserto degli Emirati Arabi è un simbolo vivente della capacità di contrastare le difficile condizioni ambientali.

È la più autentica area naturale di Abu Dhabi e ciò grazie alle rigide norme approvate dal sultano defunto Sheikh Zayed Bin Sultan Al Nahya che, lungimirantemente, aveva compreso l’importanza di mantenere il più intatti possibile il patrimonio culturale e l’architettura tradizionale di Al Ain.

Dal 2010 Al Ain fa parte del Patrimonio Mondiale UNESCO ed è sede di numerose fortezze oltre che delle preziosissime sorgenti di acqua naturale.

Di notevole importanza il Museo Nazionale di Al Ain, un’ampia raccolta di reperti archeologici che raccontano la storia del territorio, e il restaurato Al Jahili Fort in cui una mostra permanente ripercorre la spedizione dell’esploratore britannico Sir Wilfred Thesiger attraverso il Rub Al Khali nel 1940.

Al Jahili Fort, Al Ain
Al Jahili Fort, Al Ain

 

Al Gharbia, per un safari nel deserto

Vicina ai confini di Qatar ed Arabia Saudita, Al Gharbia si sviluppa tra dune dorate e 350 chilometri di costa.
Essa è sede del rinomato Arabian Wildlife Park a Sir Bani Yas Island, un’area protetta dimora di svariate specie animali tra cui i magnifici fenicotteri rosa, la gazzella araba e l’orice indigeno, in cui immergersi nell’incredibile esperienza di un safari nel deserto. Il parco è di proprietà della famiglia reale ma è stato di recente aperto al turismo.
La regione ospita molte città tra cui le 7 principali e maggiormente popolate sono Mirfa, Ghayathi, Liwa, Ruwais, Sila, Dalma Island e la capitale Madinat Zayed.

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