Torcello, l’isola misteriosa antenata di Venezia

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Torcello non è solo un’isola della laguna veneta. E’ stata l’antenata di Venezia stessa e oggi è un’isola ricca di misteri, di strani fenomeni e di bellissimi monumenti. Da scoprire.

Se le cose fossero andate diversamente, oggi Venezia sarebbe Torcello e la laguna e il Canal Grande avrebbero tutto un altro aspetto. La primissima isola della laguna ad essere abitata e a svilupparsi come città, infatti, fu la piccola isola di Torcello, fin dall’epoca Romana. L’isola dei torchi e delle fascine (turse, tursèi, turseli), da cui ha preso il nome, era avviata sulla buona strada per diventare essa stessa la “Serenissima”. Come mai questo non si sia avverato fa parte dei tanti misteri che questa terra custodisce, tra i vapori mattutini della laguna e lo sciabordio delle onde.

Oggi Torcello è addirittura la meno importante delle isole lagunari. Non ha i colori di Burano, non ha il vetro di Murano, emerge appena dal mare, totalmente piatta se non fosse per il campanile che svetta sul minuscolo paese – appena 11 abitanti! Eppure i monumenti raccontano ancora di una gloria antica e i misteri la rendono talmente interessante che il turismo la sta lentamente rivalutando. Andiamo alla scoperta di questa “Venezia minore”, della antenata della città più bella del mondo.

Torcello, dalla gloria all’oblio

Situata a nord di Burano, tra il canale di Burano, il canale di Sant’Antonio e le paludi di Rosa e di Centrega, Torcello è una lingua di terra piatta e in apparenza brulla. Le uniche bellezze che si levano dalla sua superficie sono i suoi monumenti storici e religiosi. Abitata a periodi alterni durante l’epoca Romana, si sviluppò rapidamente intorno a splendide vigne e frutteti che, sotto la dominazione Bizantina, furono utleriormente ampliati.

Le fortificazioni costruite intorno a protezione dell’isola la resero ancora più interessante, attirando persone e aumentando la popolazione. In quello stesso periodo venne edificata la cattedrale e prima dell’anno Mille Torcello era già diventata una città commerciale di alto livello. La lavorazione della lana e del vetro aumentarono i profitti e l’economia decollò, insieme alla fama dell’isola.

Nel XV secolo però, con l’ingrandirsi della vicina Venezia, iniziò una concorrenza che mise a dura prova Torcello. Inoltre, l’avanzamento delle paludi e l’aumento delle malattie portarono alla diminuzione della popolazione. La conseguente povertà costrinse tanti a emigrare, cercando lavoro proprio a Venezia. Le case vuote vennero saccheggiate e perfino, a volte, smantellate fino al degrado completo. Con il trasferimento dell’industria del vetro e della diocesi a Murano, Torcello venne del tutto dimenticata.

Torcello oggi

Chi va a Torcello oggi lo fa, di solito, durante il transito da Venezia alle altre isole. La si guarda da lontano e in pochissimi scendono a conoscerla. Ma sarebbe il caso di degnare di attenzione questa isoletta che ha dato il via alla storia di Venezia. Oggi, Torcello è un paese custodito e curato da 11 persone.

Vi accoglierà con poche case e una piazza monumentale che si apre sulle bellissime chiese dell’Assunta  e di Santa Fosca e sulle rovine del battistero di San Giovanni. Santa Maria Assunta si caratterizza per l’altissimo campanile in stile bizantino-veneziano. Risale all’anno 639 dopo Cristo ma fu restaurata dopo l’anno Mille. Da ammirare, qui, il bellissimo mosaico a parete dell’interno e le strane imposte esterne delle finestre, formate da lastroni di pietra invece che di legno!

Santa Fosca è una chiesa del IX secolo, restaurata e fortificata nell’anno 1011 quando accolse le reliquie delle Sante Fosca e Maura. Il porticato la circonda su tutti i lati mentre l’interno è semplice, abbellito da piccole pitture bizantine. Accanto alle due chiese, oltre i ruderi del vecchio battistero, sorge il Palazzo del Podestà – oggi sede del Museo del paese. Addossato al palazzo ecco il “Trono di Attila”, una poltrona di pietra anticamente riservata ai giudici e ai processi di piazza. Infine, il Ponte del Diavolo.

I misteri dell’isola

Ponte del Diavolo in realtà appare come un semplice ponte in stile veneziano – piatto, a gradinate e senza parapetto – ma per Torcello è un monumento con significati particolari. Scavalca un piccolo canale interno, connettendo i due lati dell’unica strada dell’isola, ed è legato a una macabra leggenda e a misteriose apparizioni.

Secondo la leggenda, una giovane di Torcello innamorata di un ufficiale austriaco dovette assistere all’omicidio di lui da parte dei suoi familiari. Disperata, chiese aiuto a una maga che fece – per suo conto- un patto col diavolo: riavere in cambio il ragazzo morto e portar via, al suo posto, sette anime di bambini. Ma al momento dello scambio, la ragazza e il giovane riuscirono a ingannare il demonio e fuggirono senza donargli i bambini. Da allora il diavolo appare, di tanto in tanto, sul ponte in attesa che venga saldato il suo debito. E se per caso non doveste vedere il diavolo, basterà guardare l’acqua sotto il ponte … che “ribolle” da sola, per intuire la sua presenza.

Altri misteri di Torcello sono: le finestre di Santa Fosca. La chiesa è molto scura, all’interno, ma le piccole finestre sono sistemate in modo da indirizzare i raggi del sole – per brevi momenti – nei punti importanti: l’altare, alcune statue, ecc. Anche il nome di Torcello è un po’ misterioso. Per alcuni deriva dalla parola dialettale per “fascine” o per “torchio”. Ma secondo altre versioni viene dalla contrazione di “Torre del Cielo”, nome di una delle porte della città-fortezza Romana di Altino, che fronteggiava Torcello dalla terraferma. Ma il mistero più fitto resta quello del villaggio fantasma.

Il villaggio dei misteri

Se deviate di poco dal classico percorso turistico – piazzetta, chiese di Torcello, Ponte dei Diavolo – la strada vi condurrà a un piccolo villaggio che un tempo circondava l’antica chiesa di San Tommaso.  Quella chiesa, oggi distrutta, ospitava un monaco alchimista che si dilettava a fare strani esperimenti e rimase ucciso da uno di questi.

Chi cammina tra quelle casette assiste a fenomeni inspiegabili. A volte gli orologi si fermano, i cellulari impazziscono, di sera il vento sembra portare antiche canzoni da dentro uno degli edifici. Qualche volta sono esplosi dei bicchieri, e chi ha soggiornato qui qualche giorno parla di strane energie elettrostatiche e di passi che risuonano, nella notte, per le vie deserte.

Informazioni utili

Per vivere in prima persona queste emozioni forti, e per conoscere “l’antenata di Venezia”, dovete comunque raggiungere la città della laguna. Da Venezia vi imbarcherete poi sui battelli pubblici che fanno servizio verso Burano, con fermata intermedia a Torcello. A Torcello ci sono diversi B&B in cui alloggiare. Ancora attiva la Locanda Cipriani che ospitò Hemingway.

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