Nel Lazio, alla ricerca dei “mostri” di Bomarzo

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Immaginate una tetra foresta piena di volti che vi spiano dal passato … Immaginate il brivido di una passeggiata tra i mostri. Immaginatelo, oppure fatelo. Venendo a scoprire Bomarzo.

Progettando un itinerario nel Lazio, tra le bellezze antiche e recenti della Tuscia, non fatevi sfuggire l’occasione di visitare Bomarzo, in provincia di Viterbo. Il suggerimento sarebbe di fare base direttamente in questo piccolo paese di mille abitanti, circondati dalla sua quiete di montagna e dall’ottimo cibo sano, per poi spostarvi nella regione.

Ma attenzione a non sottovalutare Bomarzo per le sue dimensioni. Qui si incrociano molti monumenti interessanti e una scia di mistero che vi porterà, tra un’antica chiesa e una piazza medievale, a scoprire anche angoli tetri e da brivido. Sarete coraggiosi abbastanza da iniziare questo percorso?

Cosa vedere a Bomarzo

Abitata dai tempi degli Etruschi, importante centro sulle vie dei commerci romane, Bomarzo conserva numerose testimonianze storiche di rilievo. Se deciderete di visitare questo paese, non vi annoierete di certo. Potrete spaziare dalle antiche rovine etrusche, come la Piramide, le Necropoli, le fornaci fino all’acquedotto romano.

In centro, invece, vi ritroverete in pieno medioevo: Santa Maria di Montecasoli, è tra le più antiche chiese della zona e si trova oggi dentro il parco naturale protetto di Monte Casoli; il cinquecentesco Palazzo Orsini, invece, è la sede del Municipio e domina il panorama con il corpo possente. Risale  al XV secolo la chiesa dell’Assunta, detta “il Duomo di Bomarzo” che presenta ancora oggi un campanile con struttura etrusca!

Sono appena più recenti invece le chiese di Santa Maria della Valle (XVII secolo) e di Sant’Anselmo (XVIII secolo). Quest’ultima, in aprile, è protagonista del Palio di Sant’Anselmo, solo uno degli eventi che vedono in sfida i vari “rioni” del paese. Ma il monumento principale di Bomarzo, quello per cui tutti almeno una volta si spingono da queste parti è il Sacro Bosco dei Mostri.

Cosa è il Parco dei Mostri

Per tutti è il “Parco dei Mostri” ma per la famiglia Orsini che lo volle costruire, nel 1547, era semplicemente il “Sacro Bosco”. Si era in un periodo di transizione, tra l’oscurantismo medievale e l’era delle scienze illuminate e le simbologie si mescolavano: natura ed esoterismo, alchimia e ricerca scientifica sembravano confondersi all’unico scopo di stupire.

E stupisce ancora oggi, il Parco dei Mostri di Bomarzo! Dopo tre secoli di abbandono, nel 1948 fu riscoperto da un illustre turista, Salvador Dalì, che aiutò gli abitanti della zona a capirne il valore. Che sia un antico percorso iniziatico o una semplice manifestazione di ricchezza, il Parco è giunto comunque fino a noi, con i suoi 3 ettari di terreno boscoso disseminati di mostruose sculture in pietra basaltica.

Itinerario nel Parco dei Mostri

Appena entrati, due possenti Sfingi egizie vi metteranno subito in soggezione. Ma non avete ancora visto nulla! Poco lontano, ecco la enorme bocca spalancata di Proteo-Glauco. Si prosegue con il Mausoleo che richiama le antiche tombe etrusche, quindi con “i Giganti”, ovvero la statua della lotta tra Ercole e Caco. Si tratta del complesso scultoreo in assoluto più grande del parco.

Da ammirare anche la Fontana di Pegaso, la Tartaruga, la Balena, il Ninfeo di Venere dominato da una grandissima statua della dea, il Teatro, il Piazzale dei Vasi, la gigantesca statua di Cerere. Isolato dal resto delle costruzioni e delle statue sorge lo splendido Tempio, dalla forma classicheggiante. Spiccano il frontone e le file di colonne doriche che ne abbelliscono l’ingresso.

Una attrazione unica è la Casa Pendente. Costruita seguendo la forma inclinata del colle, si mostra di fatto “pendente” su un lato. Almeno dall’esterno. Dentro, i pavimenti sono dritti e la sensazione di vertigine assicurata! L’Orco è un altro luogo fantastico: entrando dalla mostruosa bocca, vi ritroverete in un ambiente il cui voci e suoni sembrano deformarsi. Altri mostri del Parco sono: l’Elefante, il Drago, il Vaso Gigante, Cerbero, Proserpina, Echidna, i Leoni Furiosi.

Informazioni utili

Per arrivare a Bomarzo e al Parco: prendete come punto di riferimento l’aeroporto di Roma Fiumicino e, dopo essere atterrati, proseguite in treno – fino alle stazioni di Orte o di Viterbo – oppure con l’autobus fino a Viterbo.  Dal capoluogo non mancano le navette per Bomarzo e il suo parco. In macchina, percorrete la A1 con uscita Attigliano, quindi  in direzione Bomarzo; oppure da Viterbo, per circa 20 km, percorrendo la Viterbo-Orte fino a Bomarzo.

Orari e biglietti: il Parco dei Mostri è aperto tutto l’anno, tutti i giorni, dalle 8:30 alle 19 in estate e dalle 8:30 al tramonto da settembre a marzo. Per accedere si paga 11 Euro, ridotto 8 per i bambini da 4 a 11 anni, gratis per disabili.

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