La Scala del Bovolo a Venezia, un gioiello di architettura

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Pochi conoscono la Scala del Bovolo, eppure è uno dei luoghi meno noti a Venezia che meritano una visita.

Una perla nascosta che si trova proprio lungo la via che porta a Piazza San Marco, a pochi passi dal Ponte di Rialto. Una scala a chiocciola, la più bella della città, un vero gioiello architettonico. In cima alla quale si gode una vista ineguagliabile sui tetti, i campanili le cupole di San Marco e sulle calli di Venezia.

La più bella scala a chiocciola di Venezia

La Scala del Bovolo si trova all’interno del Palazzo Contarini del Bovolo. Edificio molto antico che al tempo apparteneva alla potente famiglia patrizia dei Contarini – del ramo di San Paternian. Famiglia di cui faceva parte anche Andrea Contarini, che dal 20 gennaio 1368 alla morte fu il 60°Doge della Serenissima Repubblica di Venezia.  L’immaginario dei veneziani rimase talmente colpito dalla singolare architettura di questa scala, che l’appellativo di “bovolo” passò ad indicare un ramo della stessa famiglia Contarini.

Verso la fine del Quattrocento un discendente della famiglia, Pietro Contarini, arricchì il retro del palazzo con questa “bizzarra e leggiadra” scala a chiocciola. Il termine veneziano “bovolo” stava appunto per “chiocciola – spirale”.
Le scale a chiocciola non erano una novità a quei tempi a Venezia. Ma questa struttura era talmente affascinante ed ambigua, con un’ariosità così particolare da renderla unica rispetto a tutte le altre. Con molta probabilità fu un progetto di Giovanni Candi. Un artigiano veneziano che subì le influenze del gusto rinascimentale portate  a Venezia da artisti e maestranze provenienti dalla Toscana. Dello stesso periodo e gusto stilistico sono le logge sovrapposte che danno nel cortile interno dell’edificio.

La scala si snoda all’interno di una torre cilindrica ed è montata su una serie di logge sovrapposte mediante archeggiature ascendenti. Presenta un raffinato lavoro di traforo, che la fa apparire slanciata e leggera. La spirale della scala è composta da 80 gradini monolitici che salgono in senso antiorario. Questa inizia da una rampa rettilinea che parte dalla prima loggia. Una seconda rampa, ricostruita nel XIX secolo, porta al belvedere a cupola con copertura in legno, dove si gode una vista incantevole su Venezia.
La scala del Bovolo si sviluppa notevolmente in altezza al di sopra della media dei palazzi veneziani. Raggiunge i  26 metri, è lunga complessiva 9,80 metri ed il diametro esterno del cilindro murario è di circa 4,70 metri.

Il Palazzo Contarini del Bovolo tra storia e letteratura

Il palazzo non ha affaccio sul Canal Grande, come si vorrebbe per una potente famiglia, ma aveva a quel tempo una posizione strategica all’interno della città di Venezia, trovandosi a metà strada tra il cuore economico della città – il ponte di Rialto –  ed il suo cuore politico – San Marco -.

Nel 1717 la proprietà passò a Giovanni Minelli in seguito al suo matrimonio con Elisabetta, figlia di Pietro Maria Contarini e ultima rappresentante della famiglia.

All’inizio dell’Ottocento il palazzo fu acquistato dalla ditta Emery, che lo affittò ad Arnoldo Marseille detto “il Maltese”, che vi aprì una locanda – la “Locanda della Scala”- da cui il nome della calle che porta al campiello del palazzo, chiamata per l’appunto  “calle delle Locande”.
Il nome Maltese non sembra  quindi derivare dal famoso personaggio Prattiano, ma deriva piuttosto dall’appellativo attribuito al Marseille.

Dal 1849, dopo la morte di Domenico Emery, il palazzo venne vincolato per testamento alla Fraterna dei poveri di San Luca, che assisteva i bisognosi della parrocchia. Da quel momento la storia dell’edificio è strettamente legata a quella dell’assistenza veneziana, che vede oggi l’I.R.E. come proprietario e utilizzatore dell’immobile, insieme al Comune di Venezia.

Altra curiosità: un ospite della locanda, l’astronomo tedesco Wilhelm Tempel, condusse le sue prime osservazioni astronomiche con un telescopio dal belvedere della torre, scoprendo il 2 aprile 1859 la cometa C/1859 G1, ed il 19 ottobre 1859 la Nebulosa di Merope nell’ammasso aperto delle Pleiadi.

La Scala del Bovolo in letteratura

Per quanto riguarda la letteratura, lo scrittore veneziano Renato Pestriniero citò la Scala del Bovolo nel suo racconto Nodi, pubblicato per la prima volta nel 1981:

“Avevamo lasciato Campo Manin per inoltrarci nell’unico accesso alla corte, una fessura in ombra tra cataste di case antiche, occhiaie nere, bocche di cantine putrescenti, muri di mattoni corrosi dalla salsedine, e alla fine ecco la corte, piccola e raccolta, un pozzo formato da pareti di case sovrapposte, protuberanze, anfratti, un labirinto di volumi incastrati l’uno nell’altro nel corso dei secoli. La scala sorge lì.

E’ una spirale di gradini che si avvolge all’esterno di una torre cilindrica, un nastro orlato di trine marmoree, un capriccio architettonico. Cominciai a salire aggirando il corpo cilindrico della costruzione sul quale si avvolge la scala. Sul lato esterno la serie ininterrotta di archi si apriva su un vuoto grigio. Ad ogni decina di gradini passavo accanto a una porta di legno simile a quella dalla quale ero uscito. Un numero così elevato di porte faceva prevedere una struttura interna ben strana. Sostai accanto ad una di esse.

Filtravano suoni che non riuscivo ad interpretare, una sorta di scalpiccio, un mormorare proprio accanto all’uscio, eppure lontanissimo, passi soffici provenienti da un silenzio per immergersi in un altro silenzio. Continuai a salire, ma quando ebbi completato un paio di volute e mi trovai nuovamente sulla verticale della corte, mi resi conto che nelle distanze c’era qualcosa di sbagliato…”

Dove si trova la Scala del Bovolo

La Scala Contarini del Bovolo si trova nei pressi del Ponte di Rialto, nell’omonimo Palazzo a San Marco 4299, in Corte dei Risi o del Bovolo, in una laterale che parte da Campo Manin.

Maggiori Informazioni e visite guidate

www.gioiellinascostidivenezia.it

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