Malaga: città della Feria più colorata di Spagna

Seconda tappa del viaggio di Massimo e Veronica, collaboratori di Veraclasse. La solarità della Spagna del Sud ci spinge a conoscere una della Ferias più variopinte…

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Lasciamo la Costa Brava e in circa 9 ore di auto, attraversando la Regione della Mancha emuliamo Don Chisciotte ed entriamo in Andalucia dal famoso Passo del Despeñaperros, così chiamato dopo che nel 1212 Alfonso VIII ottenne una grande vittoria sui mori, dando il là alla Reconquista cattolica della Spagna. Cervantes fece attraversare ben due volte il pericoloso passo al suo eroe, noi invece andiamo oltre grazie alla comoda autostrada e, dopo il piatto nord, andiamo incontro al maestoso massiccio della Sierra Nevada, che ci regala uno spruzzo di pioggia rinfrescante, prima di raggiungere la nostra base per i prossimi giorni andalusi: Malaga.

 

Malaga, una città dai molti volti: il porto dominato dall’antica fortezza mora ha recentemente svelato i resti del teatro romano, l’antico centro storico custodisce chiese e palazzi che hanno visto artisti e viaggiatori innamorarsi a prima vista, mentre i moderni viali di accesso alla città, con le loro alte palme ricordano che le spiagge della Costa del Sol sono alle porte. Dedichiamo i primi due giorni alla visita della città che ha dato i natali a Pablo Picasso. Visitiamo la sua casa Natale, in Plaza de la Merced dove ha appreso dal padre l’amore per l’arte e dove ha “deciso” i suoi temi forti tra i quali troviamo donne (molte le sue avventure) e tori. L’arredamento è basilare ma di certo ne ha influenzato la formazione, a partire dai quadri del Rinascimento italiano che i genitori appesero alle pareti. Il vicino Museo Picasso di Malaga consente di capire di più del genio spagnolo, che era abituato a lavorare con elementi recuperati per strada come legni, cortecce o vecchie carte, sui quali imprimere i suoi soggetti, che spesso emergevano dalla sua sensazionale memoria fotografica. Dalla fase cubista a quella post cubista, il museo ospita 285 opere nella collezione permanente e consente di tracciare la storia artistica di Picasso. Considerate inoltre che siete in un elegante palazzo del Cinquecento a due passi dalla Cattedrale.

 

Prima però di visitare la più importante chiesa della città, ci concediamo una (seconda!) colazione al Cafè Central nella centralissima Plaza de la Constitución, dove possiamo gustare la tipica colazione spagnola: Churros con chocolate ovvero un biscotto fritto (!) con cioccolata calda. Gustoso. E ora, con l’avanzare del caldo, la fresca Cattedrale è la meta perfetta! Detta la manquita ovvero “la piccola monca”, per il fatto che le manca una torre (un arcivescovo locale donò i soldi per la sua costruzione alla causa per l’indipendenza americana..scopriremo che è solo una delle tante storie che si intrecciano tra Malaga e gli USA!), la Cattedrale di Malaga è costruita su una moschea. I suoi lavori iniziarono nel 1528 e la base gotica si compone con colonne prese dal rinascimento italiano grazie al fatto che uno degli architetti si rifece allo stile di Brunelleschi che studiò in Italia, che la slanciano elegantemente verso il cielo. Immancabili gli elementi barocchi (siamo pur sempre in Spagna), la cattedrale è notevole per alcuni particolari, ad esempio il coro che si trova proprio in mezzo alla chiesa, sulla via che porta all’altare. Una posizione che mai il Papa aveva concesso prima, ma che con Malaga vede il suo primo esempio. L’organo che sovrasta il coro conta ben 4.844 canne e il suo costruttore ne fu così orgoglioso da chiedere (ed ottenere) di poterci dormire accanto per sempre! Visse nell’unica torre costruita..se volete vedere anche la seconda torre eretta potete sempre lasciare un’offerta, come alla Sagrada Falmilia di Barcellona!

Bene, è l’ora della siesta. Lunga la siesta da queste parti. Non abbiamo ben capito quando inizi, considerando anche che la città pare svegliarsi non prima delle 11 del mattino (!)..ma di certo si conclude non prima delle 17. Accettiamo il suggerimento dell’Officina del Turismo di Malaga (sul cui sito trovate molte informazioni utili!) e trascorriamo questa sosta in uno dei tapas bar della città. Scegliamo El Pimpi (in Calle Granada 62) il cui patio si apre sul teatro romano. Qui scopriamo il “vino tinto de verano” una sorta di Sangria, più leggera, con poco vino e limonata (senza frutta). Davvero rinfrescante e ottimo per accompagnare le tapas (porzioni da condividere) di Malaga, tra cui consigliamo le sardine (fritte o alla griglia) e il fritto malagueño. In apertura El Pimpi offre anche uno spettacolare gazpacho di melone! Siamo proprio davanti ai resti romani scoperti casualmente nel 1951: questo teatro del 200 a.C. ci parla della fase romana, successiva a quella Iberica (che vide la nascita di Malaga nel VII a.C.) e sta proprio alla base della collina che porta all’Alcazaba e al Gibralfaro, ovvero le due strutture arabe più importanti delle città more. In un solo colpo d’occhio abbracciamo duemila anni di civilizzazione. E ci gustiamo le tapas locali! La salita all’Alcazaba è resa più semplice da un comodo ascensore. Purtroppo questa fortificazione (del VIII-IX sec d.C.) è molto ricostruita dopo i bombardamenti italiani del 1937, ma alcuni scorsi arabeggianti anticipano quanto vedremo a Granada e Cordoba. Dal faro antico (Gibralfaro) la vista sulla città è incredibile: il nuovo porto e la sua lunga passeggiata, aprono l’anima al mare e accanto una brulicante città di quasi mezzo milione di abitanti ci richiama continuamente. Scendiamo, dunque, per visitare un altro interessante museo dove trascorrere la successive calde ore pomeridiane: il Museo Carmen Thyssen. Museo fratello di quello più famoso di Madrid, è stato aperto qui a Malaga solo nel 2011 e vale una visita, soprattutto se amate l’arte spagnola del XIX secolo. 230 opere su cinque piani e soprattutto occhio alle eventuali mostre temporanee: in questi due anni già è stata una mostra di artisti come Monet e Matisse. Gli spagnoli amano l’arte e lo ricorda la tv locale che oggi ci dice come la mostra su Salvator Dalì a Madrid sta battendo tutti i record nazionali, con ingresso al museo esteso fino alle 23 per consentire di smaltire le code!

E parlando di divertimenti non possiamo dimenticare che Malaga è la sede di una delle ferie più famose di Spagna. Di certo la più colorata. La Feria, ovvero la “Gran Fiesta del Verano” è una festa di 8 giorni che anima la città 24 ore su 24. Nasce dalle feste del bestiame primaverili e nel tempo è diventata pura voglia di celebrare la vita. Per farlo i malagueños si danno appuntamento in tutti i bar e le strade della città dalle 11 alle 18, mentre la sera la “feria” si trasferisce a pochi chilometri dal centro, in un enorme spazio attrezzato. Una sorta di luna park con giochi per bambini e per adulti cui si accede da quattro alte porte d’accesso illuminate da milioni di luci! All’interno lo spazio più caratteristico è quello della casetas, della vere e proprie piccole case che ospitano un ristorante o un bar e un palco. Ogni sera decine e decine di gruppi di Flamenco si esibiscono per il pubblico che accorre a migliaia da tutta l’Andalucia! Le donne di tutte le età (dai 2 ai 102 anni!) si vestono con il costume tradizionale del flamenco e indossano enormi fiori colorati abbinati all’abito tra i capelli. L’atmosfera è incredibilmente cordiale e non é strano, in città (soprattutto in Calle Larios) come alla feria notturna (aperta dalle 18 alle 7 del mattino!) incontrare gruppi di verdiales ovvero gruppi musicali composti da ballerini, musicisti e cantastorie che improvvisano in un angolo: potreste trovarvi a cantare o ballare con loro. Uno spettacolo nello spettacolo! Il prossimo anno la Feria durerà un giorno in più e inizierà il 9 agosto 2014. Non mancate! Mentre vi organizzate le vacanze 2014, noi cerchiamo qualche destinazione più nascosta di Malaga, magari scovando angoli di relax e di classe!

Foto di Malaga City Tourism Board – City Council
Testi di Massimo Frera e Veronica Del Punta (trovate altri post di archeologia su questo ed altri viaggi sul loro blog)

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