Il Cammino del Prosecco in Veneto attraversa uno dei paesaggi culturali più studiati e fotografati d’Europa: le Colline di Conegliano e Valdobbiadene, riconosciute Patrimonio dell’Umanità UNESCO per il loro sistema di “ciglioni” – i terrazzamenti erbosi che modellano le pendenze e rendono coltivabile un territorio altrimenti impervio.
In questo particolare contesto la viticoltura, al di là della produzione agricola, si trasforma in architettura del paesaggio. Le colline, disegnate da filari sinuosi e piccoli borghi in posizione dominante, raccontano una stratificazione secolare fatta di lavoro manuale, microproprietà contadina e una continua ricerca di qualità.
Nel 2025 l’area UNESCO ha registrato 252.553 arrivi e 573.644 presenze, il dato più alto mai raggiunto, con una crescita dell’8,5% nelle presenze e del 10,5% negli arrivi dall’estero . Un incremento che conferma la maturità del territorio come destinazione di turismo lento, enogastronomico e culturale, capace di attrarre viaggiatori con una permanenza media in aumento e una distribuzione dei flussi più equilibrata durante l’anno.
Quando la bella stagione esplode di colori, profumi e sapori, non c’è nulla di più rigenerante di una camminata – o una pedalata – attraverso borghi, vigneti, abbazie e cantine, assaporando il meglio della cucina veneta e scoprendo il vino simbolo del Veneto: il Prosecco. Una scelta per chi ama il turismo lento e le destinazioni meno frequentate dal turismo di massa.
Cammino del Prosecco: itinerario tra Conegliano e Valdobbiadene nelle Colline UNESCO
Il tracciato principale collega Conegliano a Valdobbiadene per circa 51 chilometri, con diramazioni che toccano Vidor e Vittorio Veneto. Non si tratta di un cammino lineare, ma di una successione di saliscendi tra dorsali collinari, piccoli centri abitati e vallate coltivate a Glera.
Il territorio attraversato coincide con la denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, vertice qualitativo della produzione di Prosecco. Qui la viticoltura viene definita “eroica” per la pendenza dei terreni e per la necessità di lavorazioni quasi interamente manuali. I vigneti non sono campi pianeggianti ma superfici inclinate che richiedono esperienza, precisione e tempi lunghi.
Il riconoscimento UNESCO non ha trasformato l’area in una destinazione di massa. I dati mostrano piuttosto una crescita strutturata e coerente con la tutela paesaggistica. La core zone ha registrato un aumento del 7,4% negli arrivi e dell’8,9% nelle presenze nel 2025 , segnale di un interesse concentrato proprio nei comuni centrali del paesaggio collinare.
Conegliano: cultura, enologia e architettura
Conegliano rappresenta il punto di partenza ideale. Il castello medievale domina la pianura trevigiana e ospita il Museo Civico, mentre il centro storico porticato conserva un impianto rinascimentale elegante e misurato.
Qui si trova la Scuola Enologica fondata nel 1876, la più antica d’Italia, istituzione che ha contribuito alla codificazione scientifica della produzione spumantistica. Conegliano non è soltanto città d’arte, ma centro di ricerca e formazione legato al vino.
Il cammino lascia progressivamente la pianura per inoltrarsi tra colline più ripide, dove il paesaggio si frammenta in appezzamenti irregolari delimitati da ciglioni erbosi.

Vidor, Farra di Soligo e Miane: memoria storica e natura
A Vidor si incontra l’Abbazia di Santa Bona, fondata nell’XI secolo, testimonianza del ruolo religioso e strategico di questo territorio lungo le vie di collegamento tra la pianura e le Prealpi.
Tra Farra di Soligo e il Sentiero delle Vedette compaiono ancora trincee e postazioni della Prima Guerra Mondiale. Le colline furono linea di confine e teatro di scontri, e il paesaggio conserva tracce leggibili per chi cammina con attenzione.
A Miane, nella frazione di Premaor, le architetture rurali raccontano un’economia agricola fatta di piccole cascine in pietra e legno. Qui il ritmo rallenta ulteriormente: il cammino attraversa boschi, prati e vigneti alternati a piccoli nuclei abitativi.
Follina e Cison di Valmarino: spiritualità e borghi fortificati

Il borgo di Follina custodisce uno dei complessi monastici più importanti del Veneto: l’Abbazia di Santa Maria, con un chiostro cistercense del XIII secolo caratterizzato da un equilibrio architettonico essenziale. È uno dei punti di sosta più significativi dell’intero itinerario.

Proseguendo verso Cison di Valmarino, il profilo del Castelbrando domina il borgo sottostante. Le case in pietra e le strette vie acciottolate mantengono un’identità medievale intatta, rara in un territorio che ha saputo evolversi senza perdere coerenza.
Valdobbiadene e le colline del Cartizze
L’arrivo a Valdobbiadene coincide con l’ingresso nell’area del Superiore di Cartizze, sottozona storica e particolarmente vocata. I vigneti si fanno più fitti e le pendenze più marcate.
Nel 2025 l’extralberghiero ha registrato un incremento del 17,1% negli arrivi , segno che molti viaggiatori scelgono agriturismi evoluti, relais tra i filari e piccole strutture immerse nel paesaggio, coerenti con un’idea di soggiorno esperienziale.
Valdobbiadene offre percorsi che salgono verso il Monte Cesen, da cui lo sguardo spazia dalla pianura veneta fino alle Dolomiti nelle giornate limpide.
Cantine da visitare: tour e degustazioni nel cuore del Prosecco
Il Cammino attraversa alcune delle cantine più celebri del Veneto, dove è possibile partecipare a visite guidate e degustazioni:
Carpenè Malvolti a Conegliano, tra i pionieri dello spumante con metodo Charmat. Visite e degustazioni nella sede storica.
Villa Sandi a Crocetta del Montello, una villa palladiana immersa nel verde, con produzione di Cartizze e Prosecco Superiore di altissima qualità.
Nino Franco a Valdobbiadene, cantina pluripremiata, perfetta per scoprire il meglio del Glera e le sue declinazioni aromatiche.
Bortolomiol a Valdobbiadene, tradizione e innovazione si incontrano in una cantina con parco culturale e proposte wellness.
La Tordera a Vidor, sostenibilità ambientale e attenzione al territorio. Vini freschi, aromatici e certificati bio.
Cal Monda a Pieve di Soligo, produce Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, con selezioni a tiratura limitata che esprimono in modo autentico le caratteristiche dei versanti collinari.
Visitando queste cantine si può capire bene le differenze tra Rive, Cartizze e selezioni di Glera, ma anche comprendere l’evoluzione di un territorio che ha saputo trasformare un vino popolare in un prodotto di alta gamma.
Le tappe da non perdere lungo il cammino del Prosecco
Per completezza riassumo di seguito le esperienze più suggestive da vivere lungo il percorso e i luoghi interessanti da visitare:
L’Abbazia di Santa Bona (XI secolo) a Vidor
I vigneti del Cartizze e le malghe del Monte Cesen a Valdobbiadene
Il Sentiero delle Vedette e le trincee storiche di Farra di Soligo
Le cascine rurali di Premaor di Miane
Il borgo di Follina e le contrade immerse nel verde: Zuel di Qua e Zuel di Là
I laghetti di Tarzo e i suoi murales artistici
La sinagoga barocca e il castello di Conegliano
Il Santuario di Sant’Augusta a Vittorio Veneto
Ristoranti gourmet lungo il Cammino del Prosecco
Il Cammino del Prosecco si presta a soste lente. Lungo il percorso si trovano numerosi ristoranti e osterie che celebrano la cucina veneta con ingredienti di stagione e piatti della tradizione, spesso rivisitati in chiave contemporanea. Ecco alcuni indirizzi consigliati per una pausa gourmet:
Da Gigetto a Miane: storico ristorante con una delle cantine più fornite d’Italia. Propone piatti della cucina veneta con presentazioni moderne e vista panoramica.
Locanda Sandi a Valdobbiadene: cucina raffinata e ingredienti locali in una tenuta immersa nei vigneti. Ideale per una cena romantica con degustazione.
Ristorante Alla Cima a Valdobbiadene: eleganza rustica e piatti legati al territorio: polenta, funghi, selvaggina e dolci tradizionali.
Trattoria alla Cima a Conegliano: ambiente informale ma curato, cucina casalinga con pasta fatta in casa, radicchio, baccalà e selezione di vini locali.
Osteria Senza Oste a Cartizze, una sosta originale: una casa tra i vigneti dove gli ospiti si servono da soli, lasciando un’offerta per salumi, formaggi e prosecco, con vista spettacolare.
Prodotti tipici da assaggiare
Oltre al Prosecco, lungo il percorso è possibile degustare prodotti tipici unici. Fra questi segnaliamo il Il Marzemino Passito di Refrontolo, il Verdiso e il Torchiato di Fregona, i Formaggi trevigiani, tra cui il celebre Imbriago, il Fasol de Lago, il Figo Longhet de Tarz, i Marroni di Combai
Tutte specialità che raccontano il legame profondo tra questo territorio e le sue radici contadine.

Quando partire e come organizzarsi
Il percorso è accessibile senza particolare preparazione tecnica, ma i continui dislivelli richiedono scarpe adeguate e una buona gestione dell’acqua e delle pause. Conegliano e Vittorio Veneto sono servite dalla linea ferroviaria Venezia–Udine e Venezia–Belluno; l’autostrada A27 collega rapidamente l’area agli aeroporti di Treviso e Venezia.
La stagionalità è oggi più ampia rispetto al passato: la primavera resta il momento più suggestivo per camminare tra i vigneti, ma anche l’autunno, con la vendemmia e i colori delle colline, registra numeri importanti.
Per ulteriori informazioni visitare il sito ufficiale https://collineconeglianovaldobbiadene.it/cammino-delle-colline-del-prosecco/.