Alto Adige: viaggio a Predoi, il comune più a nord d’Italia

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Un itinerario che traccia i quattro punti cardinali d’Italia attraverso altrettanti comuni di confine. Mete forse non sempre note ma sicuramente da scoprire.

Vogliamo portarvi a fare un viaggio particolare, ai punti più estremi del nostro Paese. Vogliamo esplorare insieme a voi i quattro punti cardinali aiutati dalle bellezze dei comuni situati al confine: cittadine o villaggi, molto piccoli a volte, e per questo non sempre considerati con la giusta attenzione dalle grandi industrie turistiche, ma soltanto perché non si conosce ancora quanto hanno da offrire. Scopriamolo insieme. Cominciamo dall’estremo nord, dal “Comune Più a Nord d’Italia”. E dove potevamo trovarlo se non in Alto Adige? Siamo a Predoi, in Valle Aurina.

Viaggio in Valle Aurina

La Valle Aurina, o Ahrntal per le popolazioni di lingua tedesca, è l’ultimo lembo di territorio italiano prima del confine con l’Austria. E’ uno dei luoghi più incontaminati del nostro Paese, perché viverci non è facile dato il clima rigido ma chi lo fa sa rispettare l’ambiente e assimilarsi ad esso, lasciandolo bellissimo per come è. La valle è circondata da ben ottanta montagne più alte di 3000 metri, come uno scrigno ben custodito e nascosto, che contiene tesori naturali incredibili.

Le cime più importanti sono: Picco dei Tre Signori che deve il proprio nome al fatto di essere stato per secoli suddiviso territorialmente tra i feudatari di Bressanone, Gorizia e Salisburgo; Sasso Nero, uno dei percorsi escursionistici più richiesti della zona che si estende tra le malghe d’alta quota fino a un ghiacciaio; Vetta d’Italia ( o Klockerkarkopf), una montagna contesa per secoli da Italia e Austria sulla quale ancora oggi si sfidano cordate di alpinisti di entrambi i Paesi, facendo a gara per porre in cima la targa con il nome più “giusto”.

Sotto le cime, però, Valle Aurina è famosa per i suoi torrenti, per i pascoli verdi – o le piste da sci in inverno, per l’arte del ricamo a tombolo e per i ritrovamenti archeologici come le asce celtiche o i resti di siti preistorici in località Rio Bianco.

Alla scoperta di Predoi

A oltre mille metri di altezza, immerso tra prati e foreste all’ombra di Picco Tre Signori e Pizzo Rosso, sorge l’abitato del comune più a nord di Valle Aurina e dell’Italia intera: Predoi. Se volete venire a godervi il posto, preferite l’estate che qui è fresca e leggermente piovosa, mentre da ottobre cominciano il gelo e la neve. Per gli sciatori, Predoi è un’ottima meta anche in inverno grazie alle piste della vicina Klausberg o di Speikboden.

Molte le località di interesse turistico non per forza legate alla montagna e ai suoi sport: a Predoi si viene per esplorare le bellezze naturali del parco protetto Vedrette di Ries-Aurina, per ammirare le chiesette medievali ricche di storia come la quattrocentesca San Valentino o come la più famosa Cappella Santo Spirito. Questa chiesa, che conserva il nome della cappella medievale su cui fu fondata, venne costruita nel 1455 in stile tardogotico e conserva all’interno affreschi del 1490, quadri e sculture del XVI e XVII secolo. E’ un punto di riferimento importante nella valle e ad essa si legano storie e leggende che sono la vera essenza di questi monti.

Da visitare anche la Miniera di Rame, tra le più antiche al mondo dato che veniva usata anche nella preistoria e solo nel 1980 è stata chiusa alle attività lavorative. Oggi rivive nei ritrovamenti che sono custoditi nei musei della zona, in particolar modo nel Museo delle Miniere. Nel territorio di Predoi sorge la malga di Fonte della Roccia ed è questo, di fatto, il punto più settentrionale d’Italia. Vi si arriva con un percorso di trekking che i veri appassionati amano moltissimo, ma in generale tutto il territorio di Predoi è adatto al trekking, in ogni stagione dell’anno.

Leggende di tori e crocifissi

Le leggende e i miti del comune di Predoi sono legate al mondo dell’agricoltura e della fede, e spesso si intrecciano in racconti che mettono i brividi ma che appassionano allo stesso tempo. La leggenda del rame, ad esempio, che secondo i racconti popolari fu scoperto da un allevatore mentre cercava di domare un toro inferocito: le corna dell’animale, colpendo più volte il suolo, lanciarono per aria una strana “sabbia dorata” che attirò in valle molti curiosi; cominciarono tutti a scavare per trovare l’oro, invece trovarono i filoni di rame.

Un’altra leggenda legata al toro è quella della Cappella Santo Spirito. Un cacciatore che doveva partecipare a una gara di tiro con l’arco decise di allenarsi colpendo i tre bracci del crocifisso situato di fronte alla cappella, bucandolo in tutti e tre punti; andò quindi alla gara e arrivò primo, vincendo un toro. Mentre tornava a casa, passò di nuovo davanti al crocifisso che aveva bucato e qui il toro si imbizzarrì e uccise l’uomo. Ricordate, quindi: mai sfidare o offendere Dio davanti a quella croce!

Informazioni utili

Per arrivare in Valle Aurina e a Predoi si può atterrare agli aeroporti di Verona oppure a quello di Bolzano. Per chi preferisce spostarsi in treno, si arriva a Venezia o a Verona e si cambia treno fino a Brunico. Da qui si prosegue con i bus. Se arrivate in macchina, le autostrade da percorrere sono la A22 – via Modena- se venite da sud, mentre da ovest la A24 da Milano fino a Verona e da qui la A22 con uscita Bressanone. Una volta usciti dall’autostrada seguite la Statale Val Pusteria fino a Brunico per circa 30 km. Il primo paese della Valle Aurina che incontrerete sarà Campo Tures. Per raggiungere Predoi continuate sulla Statale 621 seguendo le indicazioni.
Museo delle Miniere di Predoi: telefonate allo 0474-654298 per le prenotazioni; il museo è aperto tutti i giorni tranne il lunedì, con orari 9-16:30 d’inverno e 9-17:30 da luglio a settembre. Costo del biglietto: Euro 12, ridotto Euro 8, ulteriori riduzioni per disabili, studenti e sconto gruppi o famiglie.

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