Circolo Golf Venezia: uno dei migliori 10 campi in Italia

Costruito nel 1928 ed ampliato a 18 buche nel 1951 in una lingua di terra spettacolare, tra il Mare Adriatico e la laguna di Venezia.

Stampa

La palla in buca in un solo colpo. Adrenalina, forza, passione, amore e odio. Ricerca della perfezione e nervi saldi. C’è tutto sul green. Uno sport interiore, dalla grande dimensione solitaria e spirituale, che insegna il rispetto delle regole, dell’avversario e dell’ambiente.

Le lunghe camminate di quattro o più ore in percorsi immersi nella natura contribuiscono al fascino di questo sport, nato in Scozia nel tardo Medioevo da due contadini che si lanciavano una pietra con due bastoni di legno. Col tempo, il sasso è stato sostituito da una pallina bianca numerata e i rudimentali bastoni hanno lasciato il posto a sofisticate mazze.

Praticato da neofiti ed appassionati di ogni età, è divenuto anche disciplina olimpica. L’attività aerobica consente al giocatore di sviluppare una migliore capacità cardiovascolare, che stimola la vasodilatazione e previene l’insorgere di infarti, favorendo anche la socializzazione.

Fra il Mare Adriatico e la laguna di Venezia, nell’oasi verde WWF del Lido che aveva incantato anche J.W. Goethe, sofisticata e cosmopolita, la leggenda narra che sia stato un piccolo incidente legato ad una visita dell’americano Henry Ford, presidente dell’omonima casa automobilistica, ad originare l’idea di costruire un percorso di golf al Lido di Venezia.

Attorno ad una antica fortificazione austriaca eretta per la difesa di Venezia, ad alloggi militari e scuderie per cavalli, che costituiscono l’ossatura dell’attuale Club House, nel 1928 furono avviati i lavori sotto la direzione dell’architetto scozzese Cruikshank della Maxwell M. Hart di Glasgow che disegnò le prime 9 buche dotando finalmente Venezia di un intrigante campo PAR 35.

Attualmente il percorso comprende 18 buche, PAR 72, su una lunghezza di 6.039 m dagli standard normali e di metri 6199 dai tee di campionato. I venti di bora e scirocco che spesso soffiano sul campo aumentano la sfida e richiedono un controllo del gioco per prendere i green ben protetti dai bunkers.

Pini marittimi, salici piangenti, pioppi e gelsi delimitano i fairways, premiando la precisione dal tee. Unica e spettacolare, la buca 9 richiede un colpo “cieco” che deve scavalcare il forte napoleonico, che la nasconde al giocatore. Sulle prime nove si trovano 2 difficili par 3: la buca 2 con una distanza di solo 128 metri dove è richiesta un’accuratissima precisione per prendere il green e la lunga buca 5 che, costantemente sotto l’effetto della brezza marina, richiede un buon colpo con un ferro lungo o con un ibrido.

Attualmente il Circolo Golf Venezia è classificato da “Il Mondo del Golf” come uno dei migliori dieci campi in Italia. Sui green del Lido si cimentarono personalità dal carattere indomito, da Hitler e Mussolini al Duca di Windsor e Henry Cotton, affascinati dalla bellezza del luogo, ventoso e caratterizzato da un fondo sabbioso. Hanno calpestato i links del Lido campioni quali Arnold Palmer, Tony Jacklin, Severino Ballesteros, Johnny Miller, Sam Torrance, Lee Trevino, Costantino Rocca, Baldovino Dassù, Eamonn Darcy, e più di recente Edoardo e Francesco Molinari e Matteo Manassero.

Info

Circolo Golf Venezia
circologolfvenezia.it
Aperto tutti i giorni da aprile ad ottobre, tutto l’anno dal martedì alla domenica

 

Il golf è una continua evoluzione, ogni giorno, ogni colpo (Tiger Woods)

Stampa