Labirinto Borges a Venezia: dove si trova, storia, simboli e come visitarlo

A pochi minuti da Piazza San Marco, sull’isola di San Giorgio Maggiore, migliaia di piante di bosso disegnano un libro aperto. È il Labirinto Borges di Venezia, un giardino letterario da percorrere tra sentieri che si biforcano, simboli nascosti e continue scelte di direzione. Dedicato allo scrittore argentino Jorge Luis Borges, è uno dei luoghi più insoliti da visitare a Venezia.

Dove si trova il Labirinto Borges

labirinto Borges Venezia
labirinto Borges Venezia , courtesy Fondazione Giorgio Cini

Il Labirinto Borges si trova sull’isola di San Giorgio Maggiore, negli spazi della Fondazione Giorgio Cini, proprio di fronte al Bacino di San Marco.
La Fondazione considera il giardino parte integrante dell’area monumentale dell’isola, quasi un terzo chiostro accanto a quelli del Buora e di Palladio. Dopo l’apertura alle visite nel 2021, il Labirinto Borges ha accolto oltre 25 mila persone nei primi cinque anni.

Il luogo sembra fatto apposta per Borges. Venezia, con le calli che si interrompono sull’acqua, i sottoportici, i ponti e le corti appartate, era per lui una vera città-labirinto.
Nel 1984, due anni prima della morte, lo scrittore fu ospite proprio alla Fondazione Giorgio Cini, dove presiedette il colloquio internazionale “L’Europa e la cultura”.

La storia del Labirinto Borges e il sogno di Randoll Coate

Labirinto Borges Venezia
Labirinto restaurato, courtesy Fondazione Giorgio Cini

L’idea del giardino labirinto dedicato a Borges è dell’architetto e diplomatico inglese Randoll Coate, amico dello scrittore argentino, al quale era stato presentato nel 1950 dalla scrittrice Susan Bombal.

Il progetto prese forma tra il 1979 e il 1986 ed è legato a un episodio singolare: un sogno-presagio di Coate sulla morte dell’amico.
Una storia che sembra già uscita da una pagina di Borges.

Labirinto Borges Venezia
Jorge Luis Borges e Maria Kodama a San Giorgio, 1984, ph. di Graziano Arici, courtesy Fondazione Giorgio Cini

L’ispirazione principale fu il racconto Il giardino dei sentieri che si biforcano, pubblicato nel 1941. È uno dei suoi testi più celebri e ruota attorno all’idea di tempo come rete di possibilità parallele: ogni scelta apre strade diverse, che possono divergere, incrociarsi o continuare contemporaneamente. Borges vi immagina il tempo come una rete di possibilità: strade che divergono, si incrociano e continuano parallelamente.
Il labirinto non rappresenta quindi soltanto lo smarrimento. Nei testi di Borges diventa un’immagine dell’universo e della difficoltà dell’uomo di comprenderne l’architettura.
Ogni labirinto possiede un disegno. Chi vi entra, semplicemente, non riesce a vederlo nella sua interezza.

Il Labirinto Borges è un libro aperto

Labirinto Borges Venezia
Labirinto Borges Venezia, render e disegni progettuali, 2011, courtesy Fondazione Giorgio Cini

Per comprendere davvero il disegno del Labirinto Borges di San Giorgio Maggiore bisognerebbe osservarlo dall’alto.
Randoll Coate lo immaginò come un grande libro aperto. Le siepi disegnano la parola “Borges” speculare sulle due pagine e formano alcuni dei simboli più ricorrenti nelle opere dello scrittore: il bastone, gli specchi, la clessidra, la sabbia, la tigre e un punto di domanda.

Gli specchi, nella letteratura borgesiana, moltiplicano la realtà e mettono in discussione l’identità. La clessidra misura un tempo che scorre. La sabbia suggerisce qualcosa di apparentemente finito ma impossibile da contare.
E poi c’è la tigre.
Borges ne fu affascinato fin dall’infanzia e l’animale ricorre nella sua poesia e nei suoi racconti come immagine di bellezza, forza e mistero.
Percorrendo il labirinto questi simboli rimangono quasi invisibili. Se ne attraversano le linee senza poter leggere il disegno generale.
Ed è precisamente questo il gioco ideato da Coate.

Quanto è grande il Labirinto Borges

Il Labirinto Borges di San Giorgio Maggiore occupa un’estensione di circa 2.300 metri quadrati.
Il progetto è composto da circa 3.250 piante di bosso, Buxus sempervirens, mentre i sentieri interni raggiungono complessivamente 1.150 metri di sviluppo. Le siepi hanno un’altezza di circa 75 centimetri e sono disposte secondo le proporzioni previste da Randoll Coate.
Sui lati nord-occidentale ed orientale i filari di cipressi formano una quinta vegetale simile a un colonnato. Prima di quello veneziano esisteva una precedente realizzazione del progetto di Randoll Coate: il Labirinto Borges creato nel 2003 a Los Alamos, vicino a San Rafael, nella provincia di Mendoza, in Argentina

Il giardino dei sentieri che si biforcano diventa un luogo reale

Chi ha letto Borges riconoscerà subito il riferimento a Il giardino dei sentieri che si biforcano.
Nel racconto il labirinto è legato a una concezione vertiginosa del tempo. Ogni decisione genera possibilità diverse e le strade apparentemente escluse potrebbero continuare in altre realtà.
Nel Labirinto Borges di Venezia questo pensiero diventa esperienza fisica.
Si procede. Si incontra una biforcazione. Si sceglie.
Dopo pochi metri arriva una nuova decisione.
Il gesto è elementare, eppure lentamente costringe a modificare il proprio modo di osservare lo spazio.
A San Giorgio il visitatore entra fisicamente in una delle immagini più potenti della letteratura borgesiana.

Il restauro del Labirinto Borges nel 2026

Nel 2026, a quindici anni dalla realizzazione e nel quarantesimo anniversario della morte di Jorge Luis Borges, il labirinto è stato sottoposto a un importante intervento di restauro sostenuto da PwC Italia nell’ambito del progetto PwC per la cultura.

Restaurare un’architettura vegetale significa intervenire su una materia viva.
I lavori sono iniziati con la rimozione di 165 piante di bosso morte o compromesse e con la verifica dell’impianto di irrigazione. Sono state sostituite le linee non funzionanti, concimato il terreno e aggiunti circa due metri cubi di nuovo suolo adatto alle piantumazioni.
Le nuove piante di bosso sono state scelte con una chioma già sviluppata e potate per seguire la geometria originale del labirinto.
Il successivo monitoraggio ha portato alla sostituzione di altri trenta esemplari che non avevano attecchito correttamente. Le infestanti sono state eliminate manualmente per preservare l’equilibrio dell’intera struttura vegetale.

Il restauro ha restituito leggibilità al disegno di Coate senza trasformare il labirinto in un giardino immobile. Il bosso continuerà a crescere e richiederà una cura costante.

Un Labirinto Borges più accessibile

L’intervento ha migliorato anche l’accessibilità del Labirinto Borges.
Il vialetto d’ingresso è stato livellato e stabilizzato attraverso pannelli alveolari certificati, intervenendo sulla ghiaia per creare un percorso più sicuro e accessibile anche alle persone con disabilità motoria.

Un secondo progetto è stato realizzato con la Sezione Territoriale di Venezia dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.
All’ingresso è stata installata una mappa tattile del Labirinto Borges che permette di comprendere la forma e la struttura del giardino prima di percorrerne i sentieri.
La collaborazione rientra nel lavoro che l’UICI veneziana sviluppa con diverse istituzioni culturali della città per creare percorsi multisensoriali e strumenti destinati all’accessibilità museale.

Come visitare il Labirinto Borges a Venezia

Il Labirinto Borges è visitabile attraverso i tour ufficiali organizzati da VisitCini sull’isola di San Giorgio Maggiore. Il sito ufficiale indica attualmente visite tutti i giorni, escluso il mercoledì, nella fascia di apertura dalle 10 alle 17; orari e disponibilità vanno comunque controllati al momento della prenotazione.
Il punto di incontro è presso la biglietteria situata sul lato sinistro della Basilica di San Giorgio Maggiore.
La visita consente di osservare il labirinto dall’alto dalla Nuova Manica Lunga e successivamente di entrare nei sentieri di bosso. Il percorso è accompagnato da un’audioguida e dalla colonna sonora originale composta da Antonio Fresa ed eseguita con l’Orchestra del Teatro La Fenice
Il tour dedicato al Labirinto Borges è proposto sul sito ufficiale VisitCini a partire da 15 euro; prezzi e condizioni possono essere aggiornati nel tempo.
In caso di condizioni meteorologiche avverse, per ragioni di sicurezza la visita all’interno del labirinto può essere sospesa e riprogrammata.

Come arrivare al Labirinto Borges

Per raggiungere il Labirinto Borges a Venezia bisogna arrivare sull’isola di San Giorgio Maggiore.
Il breve attraversamento del Bacino di San Marco è già parte dell’esperienza. Man mano che ci si avvicina all’isola, la facciata palladiana della Basilica di San Giorgio Maggiore prende il posto della quinta veneziana lasciata alle spalle.
La biglietteria VisitCini si trova accanto alla basilica, sul lato sinistro. Da qui iniziano i tour della Fondazione Giorgio Cini e del Labirinto Borges.

Cosa vedere a San Giorgio Maggiore oltre al Labirinto Borges

Vale la pena dedicare più tempo all’isola di San Giorgio Maggiore e non raggiungerla soltanto per entrare nel labirinto.
I tour della Fondazione Giorgio Cini permettono di visitare il Chiostro di Palladio, il Chiostro dei Buora, lo Scalone del Longhena e il refettorio palladiano con il facsimile delle Nozze di Cana.

Nel Bosco della Fondazione si trovano inoltre le Vatican Chapels, dieci cappelle progettate da architetti internazionali per il Padiglione della Santa Sede alla Biennale Architettura del 2018.

È visitabile anche il Teatro Verde, grande teatro all’aperto progettato da Luigi Vietti e oggetto di un percorso di recupero avviato dalla Fondazione Giorgio Cini.

VisitCini propone inoltre combinazioni di due o tre tour per visitare in un’unica giornata la Fondazione, il Labirinto Borges, il Bosco con le Vatican Chapels e il Teatro Verde.

Il mio consiglio è di osservare il Labirinto Borges dall’alto prima di entrarvi.

Prima si vede il libro.
Poi si scende.
E, per circa un chilometro, si perde la possibilità di leggere la pagina intera. Rimangono soltanto i sentieri, le biforcazioni e una domanda molto borgesiana: quante strade avremmo potuto scegliere?

PROPOSTE