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Il Colle di Dante a Romano d’Ezzelino, itinerario in provincia di Vicenza

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Se vi trovate nei pressi di Bassano del Grappa e vi piacciono le escursioni naturalistiche, potete raggiungere il Colle di Dante, ai piedi del Monte Grappa, nel piccolo comune di Romano d’Ezzelino.

Il colle Bastia, tanto ameno per l’ampia veduta che potete godere dalla sommità sulla pianura veneta, quanto caro agli abitanti del luogo per i riferimenti che il nostro sommo poeta Dante Alighieri fece nella sua Divina Commedia. 

Romano e la famiglia degli Ezzelini

Forse oggi il nome della città di Romano d’Ezzelino – un Comune della provincia di Vicenza che conta poco più di 14 mila abitanti –  non vi dice molto, ma durante il Medioevo era assai noto per le vicende legate ad un certo Ezzelino III, detto Il Tiranno.
Il nome “Romano” deriva senza dubbio all’alleanza veneto-romana avvenuta probabilmente all’epoca della centuriazione di Cittadella o Bassano. Il riferimento ad “Ezzelino” riguarda invece la famiglia degli Ezzelini che dopo il 1199 qui si trasferirono.  Il potere raggiunto da Ecelo II “il Monaco” e dai due figli (Ezzelino III da Romano e Alberico II o Alberico da Romano) fino al 1260 fu tale che furono ricordati anche come “da Romano”.

Ezzelino III Il Tiranno

Il Colle Bastìa, come potrete notare, offre dalla sua cima una splendida vista sulla vallata. Ai tempi del Medioevo essendo un punto strategico di difesa e controllo del territorio, divenne  la roccaforte di Ezzelino III (1194- 1259). Il condottiero Da Romano, acerrimo nemico della Chiesa, divenne famoso con il nome di “ Tiranno”. Ezzelino, con la sua abilità politica e militare era Signore di Padova, Vicenza e Venezia; visse nella prima parte del XIII secolo e dominò grazie alla sua profonda alleanza con il sovrano Federico II, di cui sposò la figlia Selvaggia. Ma i Guelfi lo dipinsero così cruento e malvagio che alla sua morte il castello eretto sul colle Bastia venne raso al suolo per eliminare ogni ricordo del “tiranno”.
Nel 1827,  su progetto di Giovanni Zanardo, venne costruito la torre che oggi svetta sulla cima del colle,  a ricordo di quello storico castello. 

Il Colle di Dante

Su questo colle probabilmente il nostro Dante Alighieri  non andò mai, ma ne parlò nella Divina Commedia accennando alle vicende del tiranno Ezzelino III.  Il sommo poeta conobbe la sorella di Ezzelino, di nome Cunizza da Romano, e probabilmente colpito dai suoi modi gentili, la citò in un passo del Paradiso della Divina Commedia (Canto. IX, v. 25).
Dante Alighieri, guidato da Beatrice, arriva nel cielo di Venere, gli si fa incontro lo spirito luminoso della sorella di Ezzelino III, Cunizza da Romano, che così gli racconta:

In quella parte della terra prava
Italica, che siede intra Rialto
e le fontane di Brenta e di Piava
si leva un Colle e non surge molt’alto
là onde scese già una facella
che fece alla contrada un grande assalto

Il Colle è un riferimento al Col Bastia dove oggi è visibile la torre campanaria a base circolare che vedete nelle immagini della gallery.
Anche
Ezzelino da Romano venne ricordato nella Commedia, ma all’Inferno e con questi versi: “E quella fronte ch’al ‘l pel così nero è Azzolino” relegato fra i dannati nel 7° cerchio nel canto XII dell’Inferno.

Oltre alla Torre Ezzelina, sul Col Bastia vi sono l’antica chiesetta di Romano e il monumento a Dante Alighieri, dove sono riportate le terzine del Paradiso.

Negli ultimi anni, il colle di Dante ha fatto da cornice alle opere naturali ispirate alla Divina Commedia realizzate da diversi artisti della zona.

Il colle è poco distante dal centro del paese, raggiungibile fino alla base con l’auto, poi si raggiunge la sommità a piedi, con una passeggiata piacevole di pochi minuti.

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