Farnese è un piccolo borgo medioevale che si trova nell’Alta Tuscia, in provincia di Viterbo, nel Lazio settentrionale, a pochi chilometri dal confine con la Toscana e non lontano dal lago di Bolsena. La cittadina è arroccata su uno sperone di tufo tra vallate profonde e boschi vulcanici, in una posizione appartata grazie alla quale ha preservato l’autenticità nel tempo.
Se lo andrete a visitare scoprirete che questo è un luogo che si svela lentamente. Non cerca di stupire con effetti immediati, ma conquista attraverso la molteplicità dei suoi aspetti: paesaggi vulcanici, tracce etrusche, architetture rinascimentali e un immaginario cinematografico legato alla figura di Pinocchio, il bambino burattino che appartiene alla memoria collettiva italiana. E’ la destinazione ideale per chi ama i viaggi lenti, colti e lontano dalle già note destinazioni turistiche.

Perché visitare Farnese
Farnese è un punto di equilibrio raro tra natura e cultura. Il borgo si apre verso la Selva del Lamone, creando un dialogo continuo tra architettura e paesaggio. Qui il viaggio diventa esperienza sensoriale: il colore del tufo, il silenzio dei boschi, la luce che cambia durante il giorno.
La storia di Farnese: il legame con la famiglia Farnese e ciò che resta oggi
Il nome stesso del borgo suggerisce una connessione diretta con una delle famiglie più influenti del Rinascimento italiano, i Farnese. In realtà il rapporto è ancora più profondo: Farnese è considerato uno dei luoghi d’origine della casata, che proprio da questo territorio avrebbe tratto il proprio nome prima di affermarsi tra Roma, Parma e il Ducato di Castro.
Già nel Medioevo il borgo era un centro fortificato strategico, ma è tra Quattrocento e Cinquecento che entra pienamente nella sfera dei Farnese, diventando parte di un sistema territoriale più ampio che includeva Castro, Latera e gran parte dell’Alta Tuscia. La famiglia, destinata a raggiungere il vertice del potere con Papa Paolo III, trasformò questi territori in una vera e propria rete politica ed economica, anticipando una visione moderna del controllo del territorio.
A Farnese gli interventi non furono mai monumentali come in altri centri più rappresentativi del potere farnesiano, ma furono comunque significativi. Il borgo venne progressivamente riorganizzato, con l’inserimento di elementi rinascimentali che ancora oggi si leggono nel tessuto urbano. La Rocca dei Farnese è la testimonianza più evidente: da struttura difensiva medievale fu trasformata in residenza nobiliare, diventando il fulcro del potere locale.
Un altro segno importante è l’assetto urbanistico stesso del paese. L’apertura di Porta Nuova nel Seicento, progettata da Ettore Smeraldi, rappresenta simbolicamente la volontà di aggiornare il borgo secondo criteri più moderni, creando una continuità tra la parte medievale e quella rinascimentale.
Oggi ciò che resta della presenza dei Farnese non è tanto una singola architettura spettacolare, quanto un’impronta diffusa: nei palazzi storici, nella struttura delle vie, nella gerarchia degli spazi. Farnese conserva una dimensione più intima rispetto ad altri centri legati alla famiglia, ma proprio per questo permette di leggere con maggiore chiarezza come il potere si traducesse in trasformazione concreta del territorio.
Cosa vedere nel centro storico di Farnese

Oggi Farnese conta circa 1500 abitanti, ancora strettamente legati alle tradizioni locali. Qui si respira ancora la vita semplice e autentica di paese, con ritmi lenti e zero criminalità. Anche solo passeggiare per le vie della vecchia cittadina è come tornare indietro nel tempo e riscoprire l’Italia come era qualche decennio fa. Ma iniziamo a guardarci un po’ attorno.
La Rocca dei Farnese domina il borgo e racconta la sua evoluzione da struttura difensiva a residenza nobiliare. Poco distante, il monastero delle Clarisse con la chiesa di Santa Maria delle Grazie introduce una dimensione più raccolta, quasi sospesa, mentre la parrocchia del Santissimo Salvatore custodisce opere d’arte che testimoniano una committenza raffinata.
Passeggiando tra vicoli e piazze, si percepisce una continuità rara: il borgo di Farnese non è stato trasformato per il turismo, ma è rimasto fedele alla propria identità.
Farnese e Pinocchio: il borgo che diventa set senza tempo

Proprio per questa sua autenticità il borgo è stato scelto più volte come set cinematografico. In particolarei il legame con Le Avventure di Pinocchio di Luigi Comencini è uno degli elementi più affascinanti del borgo. Qui il regista trovò un’ambientazione perfetta per il racconto di Carlo Collodi: un luogo reale, non costruito, capace di restituire un’Italia arcaica e credibile.
Il Pinocchio di Andrea Balestri si muoveva tra queste strade insieme a Nino Manfredi e a un cast che includeva Gina Lollobrigida, Vittorio De Sica, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.
Oggi Farnese conserva intatta quella stessa autenticità. Il percorso del Borgo di Pinocchio permette di riconoscere i luoghi delle riprese, trasformando la visita in un’esperienza narrativa. La via più legata al set e oggi valorizzata con i murales è Via del Forte. Qui furono girate alcune scene dello sceneggiato di Luigi Comencini e, negli anni successivi, la strada è stata recuperata e arricchita con murales dedicati a Pinocchio. Oggi è uno dei punti più riconoscibili del percorso del Borgo di Pinocchio, dove il legame tra cinema e architettura del borgo è più evidente.
La Selva del Lamone: un paesaggio primordiale

La Selva del Lamone è il vero cuore selvaggio di Farnese. Formata da antiche colate laviche, offre un ambiente fatto di boschi fitti, massi scuri e radure improvvise. Camminare qui significa entrare in un paesaggio antico, quasi intatto. Tra i luoghi più significativi emergono Rofalco, città etrusca fortificata, e Sorgenti della Nova, uno dei siti più importanti dell’Età del Bronzo in Italia.
I sentieri da fare
I percorsi escursionistici permettono di attraversare la riserva in modo graduale. Il Sentiero dei Lacioni e quello verso Rofalco sono tra i più interessanti, ideali per un’esperienza che unisce natura e archeologia.
Cosa mangiare: l’identità gastronomica della Tuscia
La cucina di Farnese è legata alla tradizione contadina della Tuscia. I prodotti del territorio — olio extravergine, selvaggina, funghi, legumi — vengono valorizzati in piatti semplici ma profondi. Tra le specialità locali spiccano le preparazioni a base di cinghiale, le zuppe rustiche e i dolci tradizionali. Nei ristoranti del borgo e nei dintorni si possono vivere esperienze gastronomiche autentiche, spesso accompagnate da vini del territorio laziale e della vicina Toscana.
Quando andare a Farnese
Primavera e autunno sono i momenti migliori per visitare Farnese. La luce è più morbida, la Selva del Lamone è attraversabile con facilità e il borgo mantiene un’atmosfera raccolta.
Come organizzare un weekend a Farnese
Il modo ideale per scoprire Farnese Viterbo è dedicare il primo giorno al centro storico e al percorso di Pinocchio, lasciando spazio a una cena lenta in una trattoria locale. Il secondo giorno può essere riservato alla Selva del Lamone, scegliendo un itinerario che conduca a Rofalco o ai Lacioni.