Conoscete il Meclemburgo-Pomerania Anteriore? E’ la regione più a nordest della Germania. Un angolo estremo del Paese, che si affaccia sul mar Baltico e arriva a toccare la Polonia. Più a est di Amburgo, più a nord di Berlino. E perché mai ci si dovrebbe spingere fin lassù? Ecco qualche buon motivo in un itinerario ideale di cinque giorni tra antiche città marittime, località balneari con il fascino della Belle Epoque, boschi infiniti, centri storici, castelli riconosciuti dall’Unesco come patrimoni dell’umanità e… parecchie curiosità.

Si parte da Amburgo

Amburgo è il punto d’arrivo ideale per i voli dall’Italia, molti anche diretti. Aeroporto servitissimo, sia dalle metropoli come Roma e Milano, sia da città più piccole come Venezia, Verona e Bolzano. E un passaggio Amburgo lo merita: con quasi due milioni di abitanti è la seconda città della Germania ed è la città non-capitale più popolosa dell’Unione Europea. E’ sull’estuario del fiume Elba e da lì esercita il suo ruolo da protagonista nei traffici portuali del continente. Ha una fitta rete di canali ed è la città con più ponti al mondo: ben 2300. Pur pesantemente bombardata nella Seconda Guerra Mondiale, mantiene architetture affascinanti, tra passato e presente, tipiche delle città portuali, con magazzini e vecchi moli riqualificati. C’è chi la chiama “la Venezia del Nord”, e in effetti l’acqua la fa da padrona. Ma la bellezza è diversa e severa.
Un consiglio per dormire: il “Motel One Hamburg-Alster” (Steindamm 102), a una fermata di metropolitana (la U1) dalla stazione centrale. Hotel business, comodo e silenzioso.
Un consiglio per mangiare: “Hofbräu Wirtshaus Speersort” (Speersort 1), classica, ampia birreria bavarese aperta fino a mezzanotte (i tedeschi cenano presto e già alle 21 si rischia di trovare tutto chiuso).
In treno a Rostock

La seconda tappa del nostro viaggio ci porta in treno a Rostock. Ovvero, la Germania che si affaccia sul Baltico. E’ un’antica città della Lega Anseatica – l’alleanza medievale di circa cento città dell’Europa centro-settentrionale – ed è il centro più importante (ma non la capitale, la scopriremo dopo) del Land Meclemburgo-Pomerania Anteriore (in tedesco Meklemburg-Vorpommern). Ha duecentomila abitanti e l’università è il datore di lavoro principale. Architetture gotiche medievali in mattoni, sopravvissute alla guerra, abbelliscono grandi piazze insieme a edifici colorati mentre nei lunghi viali fiancheggiati da palazzoni si respira l’aria della vecchia DDR, la Repubblica Democratica di Germania. Sì, perché questa era la Germania Est socialista, sotto l’influenza sovietica e impenetrabile tra il 1949 e il 1990. Ci sono parchi, musei e biblioteche. Tutto è in ordine, molto curato. La passeggiata è piacevole anche perché si sentono garrire i gabbiani: il mare è a soli 12 chilometri.

Tesori d’eccezione nella chiesa di Santa Maria: tra le varie cose, c’è uno strepitoso orologio astronomico del 1472. Dalla torre della stessa chiesa, la Marienkirche, alta 86 metri, vista grandiosa sul centro storico con le vie medievali e i tetti spioventi. Può valer la pena di fermarsi qui due notti e pensare a due escursioni.
Un consiglio per dormire: “Pentahotel Rostock” (Schwaannsche Str. 6), centralissimo e confortevole.
Un consiglio per mangiare: “Zur Kogge”, il più famoso ristorante marinaro della città, tappezzato di oggetti e decorazioni che richiamano la vita di naviganti e pescatori.
Escursioni da Rostock: un parco che non c’era

Iga Park, quando una città pensa in grande. Appena fuori dal centro di Rostock – e raggiungibile in metropolitana – una grande area di oltre cento ettari è stata recuperata in occasione dell’Esposizione Internazionale di Orticoltura del 2003. Furono investiti, all’epoca, 100 milioni di euro. E oggi c’è tanto verde: un vasto parco paesaggistico e ricreativo che si affaccia sul fiume Warnow, a poca distanza dal mar Baltico.

Tra i punti interessanti, una nave-museo, la Dresda, che racconta il mondo della navigazione, con foto, oggetti e spazi interattivi per bambini. Si visita la cabina di pilotaggio, quella del comandante e si può anche simulare la guida di un rimorchiatore. Il mondo del mare visto da una prospettiva diversa. Qui, come dappertutto in zona, solo scritte bilingue: tedesco e inglese.
Un consiglio per mangiare: nel cuore del parco c’è il ristorante “WarnowHuus”, delizioso bar-caffetteria con piatti regionali e dolci fatti in casa. C’è una bella terrazza affacciata sul verde.
Escursioni da Rostock: il mare di una volta

A Warnemünde, sulle rive del mar Baltico. Siamo sempre nel territorio di Rostock e si può continuare ad usare il treno della linea S1. Warnemünde è una cittadina per le vacanze, ha una splendida passeggiata nonché pista ciclabile, alberghi e ville eleganti, lunga spiaggia battuta dal vento. Niente ombrelloni, ma ripari dall’aria liberty in vimini: grandi sedie imbottite con tessuti a righe bianche e blu. Qui l’estate dura poco, sebbene i cambiamenti climatici rendano impalpabile ogni previsione: un giorno ci sono 16 gradi, il giorno dopo 25. Nonostante le bizze del tempo, arriva oltre un milione di turisti: in maggioranza tedeschi, ma anche olandesi, belgi, svizzeri, austriaci, danesi e svedesi. Pure nelle giornate fin troppo fresche i coraggiosi locali sfruttano il sole e si temprano affrontando l’acqua fredda. C’è un porto vivace: da qui partono i traghetti per la Danimarca che, nelle giornate limpide, si vede in lontananza, a solo 43 chilometri.

Affascinante l’iconico Warnemünde Lighthouse del 1898 (in tedesco Leuchtturm Warnemünde): un faro che consente, scalando i suoi 34 metri, di allungare lo sguardo sull’orizzonte e immaginare il Grande Nord… Prezzi modici: ingresso 3 euro, biglietto per famiglia 5.
Un consiglio per mangiare: proprio sotto il faro c’è il ristorante “Teepott”, cucina di mare con vista sulla spiaggia e sul porto.
Wismar, un tuffo nell’arte

Ripartendo da Rostock, sempre con comodo treno – dal finestrino, boschi a perdita d’occhio, prati, qualche rara fattoria -, si torna verso ovest e in poco più di un’ora si incontra Wismar. È una deliziosa cittadina ricca di storia e di bellezza e per questo è Patrimonio Unesco dal 2002. A Wismar c’è la piazza del mercato più grande della Germania, l’architettura è gotica, si respira aria di mare con i suoi commerci senza confini. Faceva parte, come Rostock, della Lega Anseatica. E’ stata a lungo svedese. Nel 1945 i bombardamenti inglesi hanno distrutto mezza città, ma molto è stato salvato e pressoché tutto è stato ricostruito. Tre grandi chiese caratterizzano il profilo del centro. Al porto, affacciato ovviamente sul Baltico, c’è il maggior produttore mondiale di pellet: la lavorazione del legno è una tradizione.
Oggi in città domina anche la tecnologia, tra scuola e università. Il “phanTechnikum Wismar”, ovvero la vetrina del Museo Tecnico Statale del Land, avvicina i ragazzi alla scienza con tante esperienze interattive. Una mezza giornata in questa città è ben impiegata.
Un consiglio per mangiare: il ristorante “Alter Schwede” (Am Markt 22) è un locale storico, proprio sulla piazza centrale, ed è tappezzato di foto dei reali svedesi per ricordare il lungo periodo di dominazione scandinavo, dal 1648 al 1803.
Una curiosità da acquistare: in pieno centro c’è il “Fischleder Concept Store” (Kramerstrasse 21), un laboratorio-negozio di una giovane artista, Ramona Stelzer, che realizza accessori e gioielli utilizzando… la pelle dei pesci. Ha studiato presso una grande casa del settore orafo e poi si è messa in proprio con risultati sorprendenti: cinture, portafogli, anelli, orecchini e collane raccontano in maniera singolare il mondo del mare.
E poi c’è Schwerin…

E poi c’è Schwerin… Ha poco più di 90 mila abitanti ed è (eccola!) la più piccola capitale di un Land tedesco. La città è un gioiello: grandi chiese, angoli medievali ma soprattutto boschi e laghi. Undici laghi nel territorio comunale!
E nel più grande spicca Lui, il Castello, il monumento più importante. Solo a guardarlo si entra in una fiaba e non ci si stanca mai di fotografarlo. In stile rinascimentale francese, è stato del Granduca del Meclemburgo ed ora è sede del Parlamento regionale. Dal 2024 è Patrimonio dell’Umanità Unesco.

La visita è uno spettacolo, vederlo in occasione di una festa storica un privilegio: gli abitanti della città vestono abiti d’epoca e, tra concerti, banchetti e show di luci e musica, ci si tuffa gioiosamente nel passato… Abbiamo avuto la fortuna di essere a Schwerin proprio durante il Castle Festival e abbiamo potuto apprezzare il sincero entusiasmo ed orgoglio dei cittadini per una serie di iniziative che hanno valorizzato questa favolosa costruzione.

Anche qui si può arrivare comodamente in treno, siamo sempre sulla linea Amburgo-Rostock, e il posto merita un paio di notti. Anche perché si possono fare belle gite in barca nei laghi, con ampi battelli, dotati di bar, che passano da uno specchio d’acqua all’altro, fiancheggiando quartieri residenziali e piccole case da pesca.
Un consiglio per dormire: “Weinhaus Uhle Schwerin” (Schusterstrasse 13-15), elegante hotel in pieno centro con camere ampie e ricca colazione.
Alcuni consigli per mangiare: “Weinhause Wöhler” (Puschkinstrasse 26), locale storico di un ex fornitore di corte; l’Orangerie del Castello dove servono una spettacolare Wiener Schnitzel, la famosa cotoletta viennese; il ristorante “Lukas” (Großer Moor 5), unico locale di pesce della città.
Da Schwerin, un’oretta di treno per arrivare alla stazione centrale di Amburgo e poi, pochi binari più in là, la metropolitana per l’aeroporto. Tra mare e storia, città marittime con carattere. Firmato: una Germania davvero diversa.