Raccontare Tiziano come paesaggista potrebbe sembrare un azzardo. Mancano infatti studi complessivi e metodologicamente aggiornati sul grande artista cadorino. Ma è proprio in questa lacuna che si inserisce questo progetto di ricerca sfociato nella mostra Tiziano e il paesaggio, dal Cadore alla Laguna, che si terrà nella sua città natale, a Pieve di Cadore, in provincia di Belluno, dal 23 gennaio al 29 marzo 2026, presso il Palazzo della Magnifica Comunità del Cadore.
La mostra Tiziano e il paesaggio

La mostra Pieve di Cadore Tiziano Un omaggio doveroso al grande artista, realizzato come mostra dossier che vede protagoniste due opere a confronto tra loro. Un format che ricalca quello già adottato nel 2013 quando venne portata da Anversa la Pala Pesaro, il primo capolavoro giovanile di Tiziano a tornare nel suo Cadore, e risultato all’epoca vincente.
Un inedito e stimolante dialogo tra due capolavori vecelliani, entrambi degli anni venti del ‘500: l’unica opera firmata con il toponimo dell’artista Titianus Cadorinus e prima veduta pittorica moderna dell’area marciana di Venezia a confronto con la xilografia su suo disegno, recante un paesaggio nordico quale scenografia dell’esercito del faraone, Pieve di Cadore quindi non solo come terra natale ma fulcro degli studi tizianeschi, grazie soprattutto alla sinergia tra la Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore, la Magnifica Comunità del Cadore e il Comune, con l’organizzazione generale di Villaggio Globale International, anche in concomitanza dei XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina, i quali hanno dato vita ad un progetto espositivo che favorisca l’affluenza di un grande pubblico, per ricordare i 450 anni dalla morte del grande artista, dedicando studi ed eventi e promuovendo nel corso dell’anno due mostre tra loro collegate, ideate da Bernard Aikema e curate da Thomas Dalla Costa, una a gennaio e l’altra il prossimo luglio, e un convegno di studi a inizio 2027, con l’intento di esplorare e stimolare interrogativi e dibattiti interdisciplinari alla scoperta di orizzonti socioculturali sin qui mai esplorati.
Dal Cadore alla Laguna: un dialogo tra opere
Nel cuore delle Dolomiti bellunesi, la Magnifica Comunità del Cadore rappresenta una delle istituzioni più antiche e simboliche dell’autogoverno alpino. Nata nel Medioevo, quando le comunità cadorine si organizzarono per amministrare in modo collettivo boschi, pascoli e risorse naturali, garantendo equilibrio tra sviluppo e tutela del territorio. Venne soppressa all’arrivo di Napoleone con la nascita dei comuni ma ricostituita nel 1875 come ente storico culturale determinante per mantenere la sinergia tra i comuni. Per secoli la Magnifica Comunità ha svolto un ruolo centrale nella vita economica e sociale del Cadore, dialogando con la Repubblica di Venezia e difendendo l’autonomia locale. Ancora oggi continua a essere un punto di riferimento culturale e istituzionale, impegnata nella valorizzazione del patrimonio storico, ambientale e identitario della valle promuovendo iniziative culturali, studi storici e progetti di salvaguardia del paesaggio dolomitico, patrimonio dell’umanità UNESCO. Un’eredità viva, che testimonia come tradizione e futuro possano convivere nel segno della responsabilità collettiva.
Le opere in mostra

Un eccezionale prestito, la celebre Pala Gozzi – Vergine con il Bambino in gloria, con i santi Francesco e Biagio e il donatore Alvise Gozzi – imponente dipinto ad olio di quasi 3 metri e mezzo di altezza (324 x 207 cm) eseguito nel 1520 per la chiesa di San Francesco ad Alto in Ancona per la prima volta arrivata nei luoghi natali del suo autore, che solo in quest’opera si firma Titianus Cadorinus nel cartiglio in evidenza. Interessante il posizionamento della pala permette ai visitatori di ammirare gli schizzi a carboncino disegnati nel retro, veri e propri studi dei personaggi ritratti.

Altrettanto significativa è la grandiosa xilografia con la Sommersione dell’esercito del Faraone nel Mar Rosso, incisa da un anonimo intagliatore, su disegno di Tiziano eseguito nel 1515 c., e conservata ai Musei Civici di Bassano del Grappa; una stampa in dodici fogli dalle dimensioni straordinarie – 120 x 220 centimetri – considerata una delle più spettacolari xilografie di tutti i tempi. Comune denominatore delle due opere il profilo dei due paesaggi. Quello lagunare per la Pala, preludio di una corrente che darà il via ai tanti coloristi e paesaggisti dell’epoca e nella xilografia un profilo nordico con campanile gotico a dominare la sommersione dell’esercito del faraone.
La mostra Tiziano a Pieve di Cadore coincide con anche con l’apertura, dopo il restauro, della casa natale dell’artista, visitabile per una completa immersione nella vita dell’artista cadorino.