Etiopia e la Valle dell’Omo: l’etnia Dorze

Sulle montagne che costeggiano la Rift Valley vive un curioso popolo di architetti e tessitori. Montanari, lavoratori fieri e instancabili, al pari delle api i Dorze vivono in capanne a forma di alveare. Sono costruzioni alte fino a 10 metri, realizzate intrecciando le canne di bamboo e ricoperte da foglie di falso banano.
All’interno di ogni recinto familiare c’è tutto quello che serve per vivere in autonomia: un piccolo orto, la capanna destinata al pollame, quella per lo stoccaggio dei cereali, quella destinata ai figli ed alle loro nuove famiglie…. La costruzione principale si riconosce subito: è la più grande e richiama la sagoma della testa di un elefante, che un tempo in queste zone era molto familiare.
Cosa succede quando le capanne vengono attaccate dalle termiti? Molto semplice: un gruppo di uomini le solleva da terra, le taglia alla base rimuovendo la parte intaccata e quindi le spostano. Con questi accorgimenti, possono durare fino a 70 anni.
Niente acqua né elettricità in queste abitazioni, ma vorrei trovare le parole giuste per poter descrivere quanta armonia ho percepito nel silenzio di quegli alveari umani.
L’etnia dei Dorze è pacifica e molto cordiale. Le donne ornano il loro capo con caratteristici fazzoletti colorati, che valorizzano i loro visi pur stanchi, ma sorridenti.

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