Cucinare sin da bambini: i segreti dello chef Morelli

Lo chef Morelli racconta come mettersi in cucina: tra ricordi di vita, piatti e ricerca

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Morelli ha imparato come mettersi ai fornelli per gioco, poi la cucina è diventata una curiosità, un’ossessione.
Oggi, proprio come ogni artista, è dirompente, visionario, creativo, eclettico, convinto che il cibo sia la poesia della terra, che un piatto debba scatenare emozioni, attivare la memoria e generare benessere.

Dopo anni di esperienza, Morelli ha portato al suo Pomiroeu di Seregno il prestigioso conferimento della stella Michelin.

Non solo un ristorante, per lui, ma il punto di partenza di una storia che oggi lo vede anche tra Milano e Forte dei Marmi, dove ha aperto il Trombetta e ha preso le redini dell’Orsa maggiore. Quest’ultimo, per lo chef, un “food studio”, connubio tra ricerca e salto nel passato.

Ogni volta che cucino qui è come tornare alla mia infanzia in campagna”, commenta. Già, perché Morelli per creare il suo menù, che prende vita dai prodotti del territorio, parte sempre dai piccoli produttori, dalle fattorie.
E non è raro, al mattino, incontrarlo al mercato, da dove prende ispirazione.

Se il suo stile rimane inimitabile e sempre uguale nel tempo, quello che cambia a seconda dei posti in cui approda è l’interpretazione.
Il concetto del piatto inizia proprio dalla stagionalità degli ingredienti, ed è quello consiglio a chiunque mi chiede i miei segreti. La prima cosa è utilizzare le particolarità della natura locale: a Forte dei Marmi uso, ad esempio, il dente di leone, la pimpinella fresca, l’aglio orsino che viene dalla collina, senza trasformare troppo il sapore. Mi piace far assaporare ogni cosa”. Nel suo team è questo che insegna quotidianamente.

Le persone prima di mettersi in cucina devono amare la grande varietà di verdure, e andare alla ricerca dei sapori: io propongo alla clientela pietanze il cui gusto è subito riconoscibile”.

Per esperti o non dice: “Sono indispensabili pentole di rame e passione, prima di ogni cosa”, elementi che, nonostante le evoluzioni, continuano ad essere i fondamentali di una buona riuscita in cucina.

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