Esiste un modo per attraversare la storia, il gusto e la natura selvaggia in un unico viaggio a piedi: il Cammino del Prosecco. Questo itinerario di 52 chilometri si snoda nel cuore della Marca Trevigiana, offrendo un’esperienza immersiva tra i vigneti ricamati sulle colline che il mondo intero ci invidia. Non si tratta solo di una passeggiata enogastronomica, ma di una vera e propria sfida escursionistica che tocca borghi medievali, trincee della Grande Guerra e piccoli tesori artistici nascosti tra i boschi.
Il Cammino del Prosecco: percorso di 52 km tra Vidor e Vittorio Veneto
Il tracciato prende il via da Vidor e si conclude a Vittorio Veneto, seguendo il crinale delle colline UNESCO. Per chi ama camminare con calma, la suddivisione ideale è in quattro tappe, mentre gli escursionisti più esperti e allenati possono completare l’impresa in soli due giorni.
Sebbene il paesaggio appaia dolce, il cammino richiede impegno, specialmente nei passaggi finali del Monte Comun e del Monte Baldo. Per chi preferisce un approccio più soft, esiste la Variante nord, un’alternativa decisamente più accessibile che attraversa Fratta, Colmaggiore e lambisce i laghi di Revine. Ogni viaggiatore può richiedere la credenziale, il documento dove apporre i timbri delle tappe concluse per ottenere, alla fine, l’attestato ufficiale del cammino.
Cosa vedere lungo il Cammino del prosecco tra abbazie, borghi e trincee della Grande Guerra

Lungo il cammino, la storia emerge in ogni dettaglio del paesaggio: un capitello votivo, una vecchia abbazia, una collina coltivata da secoli. Il percorso attraversa luoghi dove natura, cultura e memoria si intrecciano in modo armonioso.
Si parte da Vidor, dove l’Abbazia di Santa Bona accoglie i viandanti con il suo fascino antico e la sua atmosfera di silenzio e spiritualità. Proseguendo verso Valdobbiadene, il paesaggio si apre sulle celebri colline del Cartizze, un piccolo territorio di appena 107 ettari dove il suolo, nato da antichi sollevamenti marini, ha dato origine a uno dei vini più raffinati d’Italia.
Il cammino continua verso Farra di Soligo, dove si incontrano le cosiddette Vedette, antichi punti di osservazione utilizzati dall’esercito austro-ungarico durante la Prima guerra mondiale. Tra i filari di vite si scorgono ancora oggi trincee e gallerie scavate nella roccia, testimonianze silenziose di un passato che ha segnato profondamente queste colline.
Un’altra tappa suggestiva è Follina, inserita tra i Borghi più belli d’Italia. Qui l’Abbazia di Santa Maria racconta la storia della lavorazione della lana, attività che per secoli ha rappresentato una delle principali ricchezze del territorio. Poco più avanti, nei paesi di Tarzo e Fratta, le pareti delle case diventano vere e proprie tele all’aperto grazie ai murales che raffigurano scene di vita contadina e tradizioni locali.
Il viaggio si conclude a Vittorio Veneto, nel quartiere storico di Serravalle, un elegante borgo di impronta veneziana. Prima di terminare il cammino, vale la pena salire al Santuario di Sant’Augusta, simbolo della città e luogo legato alla memoria della vittoria italiana del 1918.
Cosa mangiare lungo il Cammino del prosecco tra Colfondo, formaggi e prodotti tipici
Il nome del cammino richiama inevitabilmente il suo protagonista più celebre: il Prosecco, ottenuto dal vitigno Glera. Tra le espressioni più autentiche da scoprire c’è il Colfondo, considerato l’antenato dei moderni spumanti. Si tratta di un vino rifermentato in bottiglia che conserva i lieviti sul fondo e sviluppa aromi più rustici, complessi e profondamente legati alla tradizione contadina.
Accanto al vino, il territorio custodisce una straordinaria varietà di prodotti tipici. Tra i più curiosi spicca l’Imbriago, formaggio nato durante la guerra quando le forme venivano nascoste tra le vinacce per proteggerle dalle requisizioni. Accanto a questo si trovano le Formajele trevigiane, piccoli formaggi freschi dalla consistenza delicata.
La terra offre inoltre ingredienti di grande qualità, come il Fasol de Lago, i Marroni di Combai e il particolare Figo Longhet de Tarzo, un fico allungato e dolcissimo che rappresenta una delle specialità più caratteristiche della zona.
Come organizzare il Cammino del prosecco: tappe, varianti e credenziale
Affrontare il Cammino del Prosecco richiede una preparazione adeguata. Nonostante il percorso attraversi paesaggi straordinari, l’altimetria delle colline è significativa e i punti di ristoro non sempre si trovano a breve distanza.
È importante vestirsi a strati con abbigliamento traspirante e scegliere scarpe da trekking di buona qualità, capaci di garantire stabilità sui sentieri e tra i vigneti. Conviene portare sempre con sé una borraccia, una torcia frontale e un piccolo kit di pronto soccorso.
Chi non è abituato alle lunghe camminate dovrebbe dedicare qualche settimana alla preparazione fisica, iniziando con percorsi progressivamente più lunghi. Questo semplice allenamento permette di affrontare il cammino con maggiore sicurezza e di godersi appieno la bellezza delle colline patrimonio UNESCO.