Sardegna alternativa: itinerari segreti tra archeologia, montagne e luoghi di energia

Molti continuano a pensare alla Sardegna come a una destinazione balneare, eppure la parte più sorprendente dell’isola spesso comincia proprio dove finiscono i lidi affollati. Basta allontanarsi dalla costa per scoprire un’isola diversa, autentica, arcaica: montagne battute dal vento, villaggi sospesi nel tempo, miniere abbandonate, canyon spettacolari e foreste popolate da mufloni e cavalli selvaggi. e un patrimonio archeologico che non ha eguali al mondo. Perché la Sardegna è come un piccolo continente nel mediterraneo, fatto di culture antichissime, tradizioni pastorali, siti nuragici, cammini spirituali e paesaggi che sembrano appartenere a un altro mondo.
Un viaggio nella Sardegna autentica è un’esperienza lenta, intensa, spesso emozionante. Ed è l’unico modo per conoscere davvero l’anima dell’isola.
Di seguito vi segnalo alcuni luoghi particolari da visitare, in alcuni ci sono stata, e vi assicuro che meritano davvero. Sostengo sempre che la Sardegna è uno scrigno ancora tutto da esplorare, dal punto di vista archeologico poi, ci sono rari posti al mondo con una così alta concentrazione di siti.

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La Sardegna delle grandi civiltà: dai Giganti di Mont’e Prama a Monte d’Accoddi

Sempre più viaggiatori arrivano in Sardegna in ogni stagione dell’anno, per scoprire una storia antichissima che precede quella di Grecia e Roma.

I Giganti di Mont’e Prama, il mistero più affascinante della Sardegna

Tra le scoperte archeologiche più importanti d’Europa degli ultimi decenni ci sono senza dubbio i Giganti di Mont’e Prama, ritrovati nel Sinis, vicino a Cabras.
Quando ci si trova davanti a queste statue alte oltre due metri si fatica a credere che siano state scolpite quasi tremila anni fa dalla civiltà nuragica. Guerrieri, arcieri e pugilatori dagli enormi occhi circolari osservano il visitatore con uno sguardo quasi alieno, diventato ormai uno dei simboli della Sardegna contemporanea.
Le ricerche archeologiche continuano ancora oggi e le indagini geofisiche suggeriscono che l’area possa nascondere nuove tombe e ulteriori statue. Alcuni studiosi hanno definito il sito una sorta di “Pompei nuragica” ancora in gran parte da esplorare.

Il modo migliore per visitarli è partire dal Museo Civico Giovanni Marongiu di Cabras, dove una parte importante delle statue è esposta insieme ai reperti provenienti dalla necropoli monumentale.

Monte d’Accoddi, la ziggurat del Mediterraneo

Se i Giganti rappresentano il volto più spettacolare della Sardegna nuragica, Monte d’Accoddi è probabilmente il luogo più enigmatico dell’isola. Situato nelle campagne vicino a Sassari, questo santuario prenuragico risale a oltre 5.000 anni fa ed è considerato un unicum in Europa. La sua struttura ricorda infatti una ziggurat mesopotamica: una grande piattaforma sopraelevata raggiungibile attraverso una lunga rampa monumentale.
Camminando lungo la rampa si ha davvero la sensazione di entrare in un luogo fuori dal tempo. Attorno all’altare sono stati rinvenuti menhir, pietre sacre, aree rituali e necropoli che testimoniano l’importanza religiosa del sito per migliaia di anni.

Negli ultimi anni il sito è stato oggetto di una profonda valorizzazione, con nuovi percorsi di visita e una rinnovata esposizione dei reperti nel Museo Archeologico Nazionale di Sassari.

Personalmente considero Monte d’Accoddi uno dei luoghi più suggestivi della Sardegna. Non tanto per ciò che si vede, ma per ciò che si immagina. È difficile non chiedersi chi salisse quella rampa cinquemila anni fa e quali riti si svolgessero sulla sommità di quella che appare come una montagna artificiale costruita per avvicinare il cielo alla terra.

Barbagia-Ogliastra

Se vi trovate al mare dalle parti di Orosei, Cala Gonone, ma anche a Tortolì salite in macchina e, per una volta, invece che verso le spiagge puntate verso ovest, verso l’interno. Naturalmente non prima di aver salutato, magari nella bellissima luce dell’alba, i faraglioni di porfido rosso di Arbatax che si tuffano nel Tirreno. Vi troverete a esplorare una subregione bellissima e selvaggia, l’Ogliastra, e le sue meraviglie.
In Ogliastra è tutto “più”: i Tacchi d’Ogliastra sono le montagne più strane di Sardegna, con quelle cime erose che appunto ricordano dei tacchi e nascondono meraviglie come ad esempio La Scala di San Giorgio, una serie di fratture della roccia nel monte Tacco di Osini che formano una fila di torri. Paesaggi bellissimi, ma da vedere con l’aiuto di una guida esperta.

Lo stesso dicasi per Grotta su Marmuri, una delle grotte più imponenti d’Europa che si raggiunge scendendo per 200 scalini nella “pancia” di Tacco Ulassai. Al confine con la provincia di Nuoro si apre il canyon più grande d’Europa (500 metri di profondità), Su Gorropu, scavato dal torrente Flumineddu per secoli.

A questo punto siete entrati in Barbagia, la regione di cui Ogliastra fa parte. Un territorio vastissimo che copre quasi tutta la Sardegna interna e che per questo si divide in più zone. Da Ogliastra entrate nella Barbagia Nuorese e precisamente nell’area di Bitti. Non mancate di ammirare, proprio a 13 km dal comune di Bitti, il vasto complesso nuragico di Romanzesu immerso in un bosco di querce.

Sempre a Bitti, andate a visitare il museo del Canto a Tenore, magari ascoltando qualcuno di questi cori tipici della Sardegna in cui le voci imitano magicamente le cornamuse. Nel territorio di Orune, invece, potrete ammirare la fonte sacra Su Tempiesu anche essa di origine nuragica. La Barbagia, con i suoi boschi e le sue gole, abbraccia i fianchi della grande montagna sarda: il Gennargentu.

Orgosolo Sardegna
orgosolo


Poi c’è Orgosolo, un borgo antico che è considerato il cuore pulsante e storico della Barbagia. Assolutamente da visitare.

Gennargentu, Porta del Vento

Antichissima formazione rocciosa composta da scisti, graniti e calcare, il Gennargentu è la cima più alta della Sardegna, toccando i 1834 metri con Punta La Marmora. Il suo nome è romantico, significa Porta del Vento e in effetti la sua presenza al centro dell’isola sembra tagliare in due i venti che soffiano dal mare.

Per inoltrarsi sul suo territorio occorrono più che mai brave guide naturaliste, così da non perdersi e scoprire insieme piante particolari – Santolina Insulare, Peonie del Gennargentu – o la fauna locale, come i mufloni, le aquile reali, la lepre sarda e il gatto selvatico, oggi protette dal Parco Nazionale istituito nel 1998.

Lungo i sentieri, che potete percorrere in jeep, a cavallo, in mountain bike o a piedi, incontrerete ruderi di rifugi, l’abitato antico del paese di Tonara con il sito archeologico di Is Forreddos, ma anche il lago artificiale di Gusana, impianti sciistici come quelli di Broncu Spina e Monte Spada. Il sentiero più duro, ma anche il più bello, vi condurrà a Punta La Marmora, sul tetto di Sardegna!

La Foresta di Burgos

Un po’ fuori itinerario, ma altrettanto affascinante, è la Foresta di Burgos. Burgos è un piccolo comune medievale in provincia di Sassari, appena fuori dalla Barbagia. Il centro del XIV secolo è raccolto intorno al bellissimo castello, ancora più antico – pare risalga al 1129 – da dove si gode di una meravigliosa vista panoramica sui dintorni. E nei dintorni sorge la foresta, ovvero l’unione di due grandi aree boschive, Burgos e Badde Salighes, famose anche per l’allevamento di cavalli e del dolcissimo pony sardo.

Al centro della Foresta troverete il Nuraghe Costa, detto Sa Reggia per la sua grandezza – circa 14 metri di diametro – e fornito ancora oggi di bastioni e di un camminamento di ronda di 70 metri. Tra gli alberi sorge anche una antica chiesetta medievale, San Salvatore, splendido esempio di architettura gotica.

Sulcis, il Cammino di Santa Barbara

La regione mineraria del Sulcis vi introdurrà alla parte occidentale della Sardegna. E in particolare la zona di Sulcis-Iglesiente è protagonista di un percorso turistico interessante che copre 400 km ad anello, partendo e tornando ad Iglesias: il Cammino di Santa Barbara. L’itinerario prevede la visita di numerosi siti minerari ma anche la scoperta di monumenti e località uniche. Si sale fino a 900 metri sul livello del mare e si toccano 24 tappe a piedi, in bici o a cavallo.

Per descrivervi soltanto alcune delle tappe del lungo cammino: i panorami spettacolari che si godono dal paesino di Nebida, la piccola baia di Masua con il faraglione detto “Pan di Zucchero”, le venti miniere di Buggerru, il gran compendio minerario per lo zinco di Montevecchio, i siti di Domusnovas che oltre alle miniere possiede antichi resti nuragici e le spettacolari Grotte di San Giovanni, enormi camere carsiche decorate da maestose stalattiti e stalagmiti.

Come non citare poi Carbonia, che già dal nome indica la specialità delle miniere del posto, ovvero l’estrazione del carbone ma che offre ai turisti anche grotte, il Parco Archeologico Punico-Fenicio e le Tombe Giganti di Corona Maria. Non mancate una visita alle miniere del rarissimo marmo nero di Nuxis.

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Porto Flavia Iglesias

Infine tornerete a Iglesias e forse vi commuoverete davanti a Porto Flavia, che sembra una chiesa fusa nella roccia ma in realtà è solo lo sbocco del tunnel di scarico delle merci provenienti dalla miniera e che, davanti a questa porta aperta a picco sul mare, venivano imbarcate sulle navi. A Iglesias ammirerete anche: le Mura Medievali, Castello Salvaterra, le splendide chiese medievali di San Salvatore, Santa Chiara, Madonna di Valverde, Madonna delle Grazie e ancora Piazza Municipio e il Cimitero Monumentale.

I luoghi di alta energia della Sardegna

Infine uno degli aspetti che mi ha attratto maggiormente della Sardegna. Quest’isola infatti è da sempre considerata una delle regioni più misteriose del Mediterraneo. Tra archeologi, studiosi di simbolismo e appassionati di tradizioni esoteriche, esiste la convinzione che alcuni siti dell’isola sorgano in punti caratterizzati da particolari energie naturali. Tra questi spiccano il santuario nuragico di Santa Cristina a Paulilatino, celebre per il suo pozzo sacro perfettamente orientato ai fenomeni astronomici; il complesso di Monte d’Accoddi, spesso definito la “ziggurat del Mediterraneo”; il sito dei Giganti di Mont’e Prama, immerso in un paesaggio carico di suggestione; e il massiccio del Gennargentu, che molti considerano il vero cuore energetico dell’isola. Non mancano poi luoghi legati a leggende antichissime come il Pozzo Sacro di Santa Vittoria di Serri, il nuraghe Santu Antine e le spettacolari Tombe dei Giganti, monumenti megalitici che secondo la tradizione popolare sarebbero stati costruiti da esseri sovrumani.

Informazioni utili per organizzare il viaggio

Quando andare nella Sardegna interna

La primavera e l’autunno sono i momenti migliori per esplorare l’interno dell’isola. Le temperature sono piacevoli, i sentieri sono percorribili e i colori della natura diventano intensissimi. L’estate è perfetta per alternare mare e montagna, mentre l’inverno sorprende con paesaggi innevati sul Gennargentu e atmosfere intime nei piccoli borghi. Arrivando sull’aeroporto di Cagliari potrete visitare le saline Conti vecchi, per iniziare.

Come spostarsi in Sardegna

Muoversi nell’interno della Sardegna richiede tempo e spirito di esplorazione. Le strade panoramiche sono spesso lente ma regalano scorci magnifici. L’auto resta il mezzo migliore per visitare queste aree.
Gli aeroporti principali sono Cagliari, Olbia e Alghero, ma per il Sulcis e la Barbagia meridionale il punto di riferimento più comodo resta Cagliari.

Molte escursioni nel Gennargentu, a Su Gorropu o nei Tacchi d’Ogliastra vengono organizzate con guide locali specializzate, consigliate soprattutto per i percorsi più impegnativi.

Come arrivare ai Tacchi di Ogliastra: il punto di riferimento sarà il comune di Ulassai che si raggiunge da Cagliari seguendo la Statale 554 e poi la Orientale Sarda SS 125 fino a confluire sulla Provinciale SP11 a Jerzu. Seguite questa strada fino a Ulassai
Come arrivare a Bitti: da Cagliari imboccate la Statale 131 fino a Ghilarza e da qui la SS 131 DCN fino a incontrare la SP 73 direzione Brigata Sassari e Bitti.
Escursioni sul Gennargentu: info@gennargentuescursioni.com – telefono 348/8544850 oppure 347/8689196
Come arrivare a Burgos: da Cagliari, seguendo sempre la SS 131 fino a Macomer, quindi le Strade Provinciali 17 e 43; se arrivate da Ulassai: Provinciale 11, Statale 198 e Statale 389 fino a Nuoro, quindi proseguite su Statale 129 e Strade Provinciali 84, 101 e 43.
Come arrivare a Iglesias: da Cagliari, percorrete la SS 130 diretta fino a Iglesias. Qui potrete prenotare il vostro Cammino di Santa Barbara contattando la omonima Fondazione iglesiente al numero 0781/24132 o alla email info@camminominerariodisantabarbara.org .

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