fbpx

In Belize, itinerario alla ricerca dell’isola di Peter Pan

Stampa

Spiagge, mare, sole, bellezza. Il Belize è un sogno da vivere pientamente. “Sogno” non solo per modo di dire, ma per l’isola speciale che si trova al largo delle sue coste. E se non siete mai cresciuti davvero la riconoscerete

Il Belize lo conoscono in tanti, anche se non proprio tutti. Non è un’isola, sebbene faccia parte dei Caraibi, ma un piccolo stato abitato da meno di 400.000 persone. Si trova nell’America Centrale, stretto tra il Messico, il Guatemala e l’oceano Atlantico e per chi lo ha visitato almeno una volta somiglia moltissimo al Paradiso!

Prende il nome dal suo fiume più grande, River Belize, e fu per molti anni colonia britannica nata intorno ad un fiorente commercio di legname. Le montagne situate a nord ovest, infatti, fornirono per molto tempo il prezioso materiale da costruzione che veniva portato fino al mare tramite navigazione fluviale.

Oggi però non sono i monti o i fiumi l’attrazione principale per il turismo, nel Paese, ma le sue coste, le splendide spiagge e le isolette della barriera corallina antistante. E tra queste isolette qualcuno ne ha notata una dai tratti quantomeno familiari, soprattutto a chi ha letto e amato la fiaba di Peter Pan.

Turneffe, l’isola che non c’è

Grazie al lavoro della redazione di “The Film Theorists” – una trasmissione televisiva che ama ricercare i luoghi reali che hanno ispirato romanzi e canzoni – si sono puntati i riflettori sull’isola di Turneffe. Anzi, le isole, al plurale.

Turneffe è infatti un arcipelago corallino ed è anche il più grande dei tre atolli  che si trovano al largo delle coste del Belize. Lungo 25 km e largo 8, contiene al proprio interno 200 cayes, isolette formate da lagune sabbiose. Per i turisti è semplicemente un luogo da sogno in cui immergersi nella luce e nella natura, dondolandosi su un’amaca e gustando frutta esotica. Ma per “The Film Theorists” è l’isola di Peter Pan.

Il piccolo grande eroe del romanzo di James M. Barrie (1902) abitava in un luogo misterioso e incantato, Neverland – letteralmente “terra del mai” – che in italiano diventa l’ “Isola-Che-Non-C’è”. Nel libro le indicazioni sono molto precise: seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino. Anche gli autori della Walt Disney avevano creduto di vedere quelle indicazioni proprio qui, alle Turneffe. O per lo meno, pare abbiano usato una di queste isole per ricostruire, nel disegno del cartone animato, quella di Peter.

Non solo Peter Pan

Certamente l’idea che l’Isola-Che-Non-C’è esista veramente in Belize farà aumentare ancora di più il peso del turismo internazionale e questo piccolo stato potrà solo trarne benefici. Dovrà combattere però con la Scozia, che dichiara di averla nel proprio mare la vera isola di Peter Pan, ma potrebbe vincere facilmente la sfida … almeno per la bellezza del clima!

Tuttavia andare in Belize vale davvero la pena, e non soltanto per rivivere una fiaba della nostra infanzia sotto il sole tropicale. Di fronte alle Turneffe sorge Belize City, ovvero la prima capitale – oggi sostituita dalla minuscola Belmopan. Belize City ha un piccolo centro storico, ricostruito interamente dopo il disastroso uragano Hattie che nel 1961 lo distrusse, con due bellissime chiese da ammirare: il Santissimo Redentore e San Giovanni.

Ovviamente sono da vedere e da vivere le spiagge, e non solo quelle di Belize City. Specialmente quelle degli altri atolli che affiancano le isole Turneffe: Ambergris Caye, dove sorge il litorale di San Pedro cantato negli anni Ottanta da Madonna, e Caulker Caye. Ma anche Punta Gorda, Placencia e Dangriga, per tornare sul continente.

Itinerario di Orange Walk, dove il tempo si è fermato

Tra una spiaggia e l’altra, tra un atollo e l’altro, andate a visitare il distretto di Orange Walk , 100 km a nord ovest di Belize City. Siamo lontani dal mare, ma questa regione vi stupirà anche più delle spiagge. Qui sorgono infatti le rovine archeologiche Maya di Lamanai, dove ammirerete una bellissima piramide quadrata a ridosso di una laguna.

Ma potreste anche incontrare alcune famiglie in abiti settecenteschi, che viaggiano in carrozzina e lavorano la terra con arnesi antichi. Sono le comunità Mennonite, che si stabilirono qui nel XVIII secolo dalla Germania, e da allora hanno sempre rifiutato qualsiasi innovazione sociale e tecnologica.

Itinerario delle grotte del Cayo

Altro percorso interessante da seguire in Belize è quello delle grotte del Cayo. Nel distretto omonimo, situato al centro del piccolo Paese, sorgono colline calcaree che vengono regolarmente scavate dall’acqua piovana. Dentro si formano così cunicoli, corridoi e anche stanze grandi che i Maya usavano come sepolture.

Le grotte più interessanti da visitare sono: la Grotta del Gigante Dormiente, le Cave di Ian Anderson e la Grotta del Sepolcro di Cristallo, dentro la quale scorre un fiume cristallino che in passato accolse migliaia di sacrifici umani dei Maya. In molte di queste grotte è possibile, se non necessario, fare anche arrampicata ma sempre nel pieno delle misure di sicurezza previste. Preparatevi mentalmente: potreste trovare pure qualche scheletro qua e là!

Informazioni utili

In Belize è meglio andare tra febbraio e maggio per evitare il caldo torrido di inizio estate e gli uragani tra agosto e novembre.

Si arriva in aereo, atterrando all’aeroporto Philip Goldson di Belize City, con voli che prevedono quasi sempre uno scalo a Miami. Per gli italiani è richiesto solo il passaporto, senza Visto, purché la permanenza non superi i 30 giorni.

Per raggiungere l’isola di Peter Pan, così come gli altri atolli, partono regolarmente barche e piccoli traghetti dal porticciolo di Belize City.

Stampa