Toscana: l’ Abbazia di San Galgano e il mistero della Spada nella Roccia

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Un percorso sulle tracce della leggenda, tra le colline della campagna toscana. Dove mito e storia si incrociano, all’ombra di antichissime rovine

La spada di Re Artù? In fondo alla vallata, secondo poggio a destra! Potreste sentirvi dare davvero questa indicazione se andate nei pressi di Siena, in Toscana, per la precisione nel territorio collinare del comune di Chiusdino. A pochi chilometri da questo delizioso borgo medievale, arroccato sul suo “poggio” e in apparenza fermo nel tempo, sorgono i resti dell’Abbazia di San Galgano.

E vicino l’Abbazia, protetta da una teca di vetro, eccola davvero … la Spada nella Roccia! Si tratta di una spada vera, infilzata in profondità nella crepa di un masso, arrugginita da secoli e forse anche per questo facile da estrarre. Ma nessun giovane principe proverà mai a farlo, anche perché questa spada è un simbolo completamente opposto a quello della mitologia di Re Artù.

La storia del Santo e della Spada nella Roccia

L’Abbazia di San Galgano fa parte di un eremo detto Rotonda di Montesiepi. Oggi l’eremo è ancora in piedi, restaurato più volte e ben tenuto, ma la grande chiesa è in rovina e restano solo le facciate e i muri perimetrali. Fu edificata nel XIII secolo per volere di questo santo “misterioso“, Galgano.

Di lui si sa poco. Galgano Guidotti era nato forse a Chiusdino, ma secondo alcune versioni era arrivato qui dal nord, ed era divenuto presto un soldato di ventura. Tra queste colline morì nel 1181 appena un anno dopo la sua conversione . Pare che dopo una vita dissoluta, per rinunciare per sempre alla guerra e vivere un futuro monastico, piantò con forza la propria spada in una roccia. Quell’arma, quindi, è lì per restare e non per essere estratta da un coraggioso.

San Galgano, storia dell’Abbazia

Sorta subito dopo la morte di San Galgano, la chiesa doveva avere aspetto monumentale e i lavori si protrassero per quasi un secolo prima di completarla. Fu ultimata nel 1262 e consacrata nel 1288. Rimase attiva fino al 1474 quando i monaci si trasferirono a Siena per sfuggire alla carestia dell’entroterra.

Per molto tempo vi abitò un solo monaco che tuttavia non se ne curava. Nel XVII secolo era già stata devastata e nel 1789, totalmente in rovina, fu sconsacrata. Solo all’inizio del Novecento iniziò il recupero di quel che rimaneva. Lo stile romanico-gotico è ancora ben visibile sui muri perimetrali mentre dentro sono rimaste in piedi solo la sacrestia, la sala capitolare e lo Scriptorium.

La Spada nella Roccia è custodita nella cappella circolare che sorge poco distante dalle rovine dell’Abbazia. Una teca inserita nel pavimento di cotto protegge la reliquia che, secondo alcune indagini, fu forgiata nel XII secolo e fu maneggiata – come rivelano tracce del DNA – da un uomo “di razza nordica” di quella stessa epoca. Il mistero, quindi, aleggia ancora … .

I misteri di San Galgano

Se si provasse oggi a estrarre la spada dalla roccia, magari si riuscirebbe dato l’invecchiamento e il deterioramento del ferro. Ma come fece Galgano, con un solo fendente, a piantarla con tanta precisione e in profondità? Cronache del tempo ci dicono che tanti tentarono di estrarla senza mai riuscire.

Ma non solo … . Il nome di Galgano Guidotti, sebbene italianissimo, potrebbe nascondere l’identità di un misterioso cavaliere del nord. Anche gli esami del DNA avrebbero identificato patrimonio genetico di “un uomo del nord”. E dato che uno dei cavalieri di Re Artù dal nome molto simile, Galvano, era un condottiero, una guida (“guidotti”), chissà che la leggenda non si sia fusa davvero con la storia?

Ma rimane il mistero degli strani simboli che si ritrovano su alcune pietre. E la misteriosa “geometria sacra” che mescola musica e regole di fisica? Sappiamo che si ritrova anche nella tomba egizia di Meryatum, ed è stato grazie a questi strani collegamenti che i monaci edificarono le mura dell’abbazia in modo tanto perfetto. Se verrete a San Galgano respirerete quest’aura mitica e un brivido di emozione vi accompagnerà!

Informazioni utili

San Galgano è visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 17 in inverno e dalle 9 alle 19 in estate – in luglio e agosto anche fino alle ore 20. Il biglietto costa 3,50 Euro per chi ha un’età compresa tra 18 e 65 anni, 3 Euro ridotto per i minori e gli over 65. Bambini fino a 7 anni, disabili e guide entrano gratis.

Per arrivare: da Siena si segue la Statale per Grosseto fino al distributore del bivio di Monticiano. Da qui si seguono le indicazioni per Chiusdino e per l’Abbazia.

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