In Umbria, alla scoperta del mistero di Scarzuola

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La città ideale esiste e si trova in Italia. Immergetevi nel verde delle colline umbre per trovare, tutto intorno a un’arena neoclassica, l’incredibile sito di Scarzuola

Il mondo delle fiabe esiste davvero e si trova in Umbria, a Montegabbione (Terni), paesino di poco più di mille abitanti arroccato tra i paesaggi mozzafiato di Monte Peglia e Selva di Meana. Se il paese già di suo sembra un posto da favola, con la sua storia antica nata nel XII secolo intorno a feudo di Montegiove e cresciuta fino a inglobare il vicino castello di Montegabbione, la magia si esprime nella incredibile città ideale di Scarzuola.

È questo infatti il monumento importante che ha proiettato di colpo il paesello nel firmamento delle località turistiche italiane più belle. Un’opera che sembra nata da un sogno, quello dell’architetto milanese Tomaso Buzzi che – trasferitosi in Umbria – decise di restaurare un antico convento francescano per farvi la propria residenza.

La sua arte però prese il sopravvento fino a trasformare quel semplice restauro nel progetto di una mini-città. Sviluppata intorno a una grande arena, riproduce in piccolo il centro abitato ideale in assoluto. Scoprire la Scarzuola è un itinerario di fantasia e storia che lascerà il segno nei vostri cuori.

Il convento antico

Nel luogo dove oggi sorge la Scarzuola – nome che deriva dalla pianta lacustre della Scarza – pare che San Francesco in persona nel 1218 abbia vissuto e operato miracoli: fece sgorgare l’acqua da un’aiuola in cui aveva piantato rose e alloro.

La capannuccia dove il santo aveva soggiornato divenne nucleo centrale di un convento che rimase attivo fino al XVIII secolo, quando il sito fu acquistato dai Conti di Marsciano. Passato di mano in mano, tra nobili famiglie, fino alla II Guerra Mondiale, nel 1957 fu comprato da Buzzi che decise di scatenare qui la propria creatività.

Come nasce la Scarzuola

Grazie alla forma della proprietà che, dietro la residenza principale, scivolava in una piccola valle a conca, Buzzi poté progettare non solo una cascina ma una vera città in miniatura. Tutto si raccoglie intorno alla “piazza”, ovvero alla parte bassa della conca, che divenne un’arena per gli spettacoli. Ogni costruzione, ogni angolo di questa città ideale richiama opere di grande architettura del passato ed è rimasta incompiuta volutamente, per non imprigionare l’arte e per lasciarla libera di evolversi.

La spirale degli edifici intorno all’arena viene interrotta dalla verticalità della statua di Pegaso e spezzata dai gradini, non solo delle tribune ma anche dei ponti e delle scalinate che collegano i vari palazzi. Neomanierismo e surrealismo si fondono in un percorso che fa scoprire la città mitologica che ogni architetto sogna. E chissà che anche un semplice turista non la desideri da vivere per sé?

Cosa vedere alla Scarzuola

Il vostro percorso inizierà dal giardino che si apre davanti all’ex convento-abitazione di Buzzi. Seguire i sentieri vi porterà a punti diversi della città modello, come le scelte che si fanno nella vita vera. Vi ritroverete poi insieme al centro dell’arena, circondati dalle tribune, come se un pubblico invisibile vi spiasse. Tutto intorno gli edifici strani, iper-classicheggianti o surreali pensati da Buzzi.

Forse riconoscerete l’antica villa romana di Adriano nell’edificio della palestra e della piscina, colonne e frontoni del Palladio, pezzi di Colosseo, di Pantheon, di Torre di Vestha perfino della torre dell’orologio di Mantova sparsi per “la città”. E tra un edificio e l’altro simboli esoterici, classici, astratti. La visita di questo sito dura solo due ore, ma vi sembrerà, all’uscita, di essere stati via due secoli perché il balzo indietro nel tempo vi colpirà pienamente.

Cosa vedere a Montegabbione

Oltre alla Scarzuola, anche nel piccolo paese di Montegabbione si trovano monumenti medievali di tutto rispetto. Ben tre castelli – Montegabbione, Casteldifiori, Montegiove – abbelliscono il centro storico e i dintorni, mentre la Torre Difensiva del XV secolo richiama la forma dell’altra torre, quella duecentesca di Casteldifiori.

Particolare è la chiesa madre dedicata all’Assunta, dalla originale facciata in stile bizantino in pietra rossa, ultimata nel 1876. Altre chiese edificate tra il Duecento e il Cinquecento rendono Montegabbione un piccolo tesoro artistico italiano. Da ricordare la chiesa di San Lorenzo, Madonna delle Grazie, la Cappella del Camposanto, Maria Santissima delle Rose.

 

Informazioni utili

Come arrivare: facilmente raggiungibile sia da Roma che da Firenze (e relativi aeroporti), potete utilizzare il treno scendendo alla stazione Fabro, oppure venire in macchina lungo la autostrada A1, uscita Fabro, proseguendo poi per altri 7 km direzione Montegabbione. Per chi arriva da est, seguite la Strada Pievaiola, da Perugia, per 45 km direzione Tavernelle e Montegabbione.

Visite guidate: non dimenticate che la Scarzuola è una proprietà privata, visitabile soltanto su prenotazione e soltanto in giorni e orari ben precisi da stabilire insieme ai residenti. Per farlo, chiamate il numero 0763/837463 oppure scrivete a info@lascarzuola.com . In alternativa compilate direttamente la prenotazione sulla pagina web: https://www.scarzuola.net/contact/ . L’ingresso è 10 Euro a persona.

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