Viaggio in Umbria nel sottosuolo tra pozzi e misteri di Orvieto

Stampa

C’è un’altra Orvieto sotto Orvieto. E se siete rimasti affascinati dall’arte gotica che si trova in superficie, non perdetevi un viaggio mozzafiato anche nel suo incredibile Ipogeo.

Dici Orvieto e subito associ il suo nome alla parola “duomo”. Infatti è questa bellissima chiesa il simbolo della più affascinante città dell’Umbria, è quella che studiamo in storia dell’arte e che leggiamo sulle guide turistiche o ammiriamo nei documentari. E il successo è ampiamente meritato, perché il Duomo – edificato a fine secolo XIII e divenuto basilica minore nel 1889 – è l’esempio massimo di arte gotica in Italia.

I marmi policromi, la facciata ricca di archi a sesto acuto, le guglie, i mosaici … un tesoro preziosissimo di cui la città va giustamente fiera. E che esibisce in ogni occasione, al punto da essere il principale motore turistico del posto. Ma se il Duomo di Orvieto merita una visita totalmente dedicata, e se le altre chiese medievali e i palazzi storici meritano altrettanta attenzione, in pochi vanno a scoprire “l’altra” Orvieto. Quella che non si vede. Quella sotterranea.

Orvieto sotterranea, la frana che scoperchiò il mistero

Negli anni Settanta una serie di frane interessò la rupe sulla quale sorge la città di Orvieto. L’ultima, e più imponente, minacciò da vicino il famoso Duomo. Furono dunque chiamati geologi, speleologi ed esperti per studiare il modo di mettere in sicurezza le fondamenta della chiesa e di tutto il centro abitato. Un gruppo di questi esperti, si calò proprio sotto la frana appena avvenuta per capire cosa muovesse la terra sotto di essa.

Erano pronti a tutto, ma non a quel che videro i loro occhi diversi metri sotto la superficie. Stanze, corridoi, tombe, cameroni … una città sotto la città. Un’altra Orvieto. Completamente nascosta sottoterra! L’opera umana era palese, non solo nella forma geometrica degli ambienti ma anche nella presenza di simboli che richiamavano a una vita attiva. I primi studi rivelarono che furono gli Etruschi i primi, nel secolo IX avanti Cristo, a cominciare a scavare pozzi in cerca di acqua.

Trovarono invece grotte immense in cui rifugiarsi, conservare cibo, seppellire i morti. Grotte che furono poi completate, come vere costruzioni, grazie alla particolare morbidezza della roccia locale. L’arrivo dei Romani, in seguito, perfezionò gli scavi per la ricerca dell’acqua e diede nuovi utilizzi a quelle grotte-rifugio sotterranee. Ma questi ambienti nascosti furono utilizzati continuamente nel corso dei secoli, anche fino a tempi molto recenti.

Itinerario nell’Ipogeo Orvietano

L’itinerario di chi vuol andare a scoprire Orvieto sotterranea deve tener presente cinque scavi in particolare. Non sono collegati tra loro, ma tutti insieme formano parte della mappa che corre nel sottosuolo della città. La Cripta della chiesa dei Santi Andrea e Bartolomeo è un edificio duecentesco rimaneggiato nel corso dei secoli fino al restauro del 1926. Mostra tracce di un antico tempio etrusco, abbellito da mosaici  medievali rimasti intatti dal VI secolo ad oggi.

Le Grotte di Adriano sono le stanze scoperte per la prima volta negli anni Settanta. Si tratta per lo più di antichi ambienti etrusco-romani, usati nel Medioevo come cantine per i vini ma anche come “frigo” in cui conservare la carne di piccione, che qui è una specialità gastronomica molto apprezzata. In alcune zone sono state ritrovate vere e proprie “colombaie” che lasciano intendere che i piccioni venissero anche allevati sottoterra.

Il Pozzo della Cava: si tratta di un antichissimo pozzo per la ricerca dell’acqua, erroneamente creduto posteriore al più famoso Pozzo di San Patrizio. Di recente si è scoperto che invece questo esisteva da prima e sprofonda fino a 36 metri con un diametro di 3,5 metri. La prima parte introduce a un secondo pozzo e in fondo a questo si trova un cunicolo che conduce alle nove stanze circostanti. Qui sono stati ritrovati: pozzi sepolcrali, una antica fornace, sepolture rupestri, cisterne e la base di una antica torre.

Leggenda vuole che in questo pozzo siano stati gettati vivi alcuni soldati francesi che avevano usato violenza alle donne del posto. Pare che i loro spiriti siano ancora inquieti tra queste grotte! Qui, ogni anno a Natale, si allestisce “il Presepe nel Pozzo”. Fanno parte dell’Ipogeo Orvietano anche le Necropoli Etrusche di Cannicella, che si trovano però fuori città, alla base della rupe. E ovviamente il ben più importante Pozzo di San Patrizio.

Il Pozzo di San Patrizio

In pieno centro storico, con accesso dal Viale Sangallo, si entra in uno dei monumenti più affascinanti del mondo: il Pozzo di San Patrizio. Edificato per volere di Papa Clemente VII nell’anno 1528 – ma i lavori si conclusero solo dieci anni dopo – ufficialmente doveva servire per cercare altre fonti d’acqua e conservare i cibi, ma in realtà era una imponente opera di ingegneria militare. Lo scopo era quello di creare un rifugio sotterraneo accessibile e vivibile in ogni istante, in caso di attacchi.

Il pozzo ha dimensioni notevoli: diametro di 13 metri, profondità di 54 metri, 248 gradini e oltre 70 finestre ad arco che portano la luce alle stanze limitrofe. Deve il nome “San Patrizio” alla cava gemella che si trova in Irlanda e che era già nota anticamente come “accesso al Purgatorio”. La meraviglia del pozzo orvietano è data dalla doppia scalinata a elica che consente di scendere in fondo senza incontrare mai chi sale, dall’altro lato. Una sorta di “labirinto verticale” che doveva confondere i nemici e garantire sicurezza – anche fisica – a chi andava a prendere l’acqua.

Un altro mistero legato a questo pozzo parla di tesori nascosti, oggetti preziosi trafugati e mai ritrovati. Doveva per forza essere una sorta di “cassaforte” se si pensa che a Orvieto esiste un detto molto antico che definisce “pozzo di San Patrizio” qualsiasi  grosso ammontare di ricchezze, sia in denaro che in cibo o in proprietà terriere.

Informazioni utili

Come arrivare a Orvieto: sia da nord che da sud, in auto, si segue l’autostrada A1, uscendo direttamente al casello Orvieto. Chi arriva in aereo, può atterrare a Roma o a Perugia e poi proseguire con mezzi propri lungo la Cassia (dalla capitale) o sulla strada E45 da Perugia. In treno si va sulla tratta Roma-Firenze-Milano e si scende alla stazione di Orvieto, poi collegata col centro cittadino da autobus e da una funicolare.

Come visitare Orvieto Sotterranea: il servizio turistico Orvieto Underground fornisce tutti gli orari e le informazioni utili per visitare l’ipogeo cittadino (cliccate su: https://www.orvietounderground.it/). Il Pozzo di San Patrizio apre tutti i giorni dalle 9 alle 20 (in inverno dalle 10 alle 17) con biglietti da 5 Euro, ridotti 3 Euro, e ingresso gratuito per i minori di 6 anni. Il Pozzo della Cava ha gli stessi orari di quello di San Patrizio ma biglietto differente: 4 Euro, ridotto 2,50 Euro, gratis per i bambini sotto i 5 anni di età.

Stampa