Anche qui, viaggiare con poco si può!
Ma chi l’ha detto che la Svizzera non è un Paese per giovani? È diffusa l’idea che sia una meta poco accessibile per chi ama viaggiare agilmente e a costi ragionevoli. Un’esperienza di una settimana, con solo uno zaino sulle spalle, mi ha fatta ricredere.

Viaggiare in Svizzera con lo zaino: come organizzarsi
Molti non sanno quanti collegamenti ferroviari giornalieri esistono fra l’Italia e la Svizzera. Per chi considera l’idea di spostarsi con mezzi pubblici, anche per contenere l’impatto ambientale del proprio viaggio, le opzioni per raggiungere la Svizzera non mancano. In questa pagina web, alcune delle tratte principali via treno. Vi è inoltre la possibilità di optare per autobus extra-urbani che effettuano viaggi internazionali, anche solo per coprire una parte del tratto di andata o ritorno.
Il tema alloggi riserva delle sorprese: per chi viaggia in solitaria o per chiunque non disdegni camere condivise, dormire negli ostelli in Svizzera risulta assolutamente accessibile, con prezzi di poco superiori ai Paesi limitrofi. Vi sono anche altre possibilità a basso costo, come ad esempio i sempre più diffusi “hotel capsula”, opzione interessante anche per un’avventura notturna alternativa.
Swiss Travel Pass: come funziona e perché conviene
Esiste un pass turistico tutto svizzero, praticamente onnicomprensivo per trasporti e musei: lo Swiss Travel Pass. Con questo “biglietto”, di durata variabile (3-4-6-8-15 giorni), si può circolare liberamente su tutti i treni ordinari, autobus, tram e battelli della Svizzera. Muoversi coi mezzi in questo Paese è davvero facile! Ci sono poi degli sconti su impianti di risalita o ferrovie di montagna. In più, consente accesso gratuito a 500 musei e luoghi di interesse. I principali e quelli che volevo vedere erano tutti inclusi. Si acquista online dai siti myswitzerland.com o swissrailways.com e si ottiene in forma di biglietto, con un pratico codice QR che basta esibire sui mezzi pubblici e all’ingresso dei musei. Facile da attivare, facile da usare.
Per un viaggio come il mio, denso di visite e itinerante, un pass di 8 giorni era l’ideale. C’è anche l’opzione giovani, a prezzi ridotti per under 25. Il costo, di primo acchito, può spaventare, ma bisogna poi relativizzare: se sfruttato a pieno, sia per spostamenti fra e in città, che per visite culturali e naturalistiche, la convenienza è indubbia. Inoltre, alleggerisce completamente dal pensiero di dover prenotare in anticipo corse o ingressi, perché col pass non sono necessarie prenotazioni! Personalmente, lo consiglio, perché dà grande flessibilità e libertà, anche di improvvisare e godersi di più i momenti.
Itinerario in Svizzera di 8 giorni: 4 tappe in treno
Solo con lo zaino e sempre con il treno: il mio itinerario, svolto nella primavera 2026, attraversava il Paese partendo da nord e scendendo verso sud-ovest, passando per quattro città scelte per internazionalità, paesaggio e offerta culturale: Basilea, Lucerna, Losanna e Ginevra. Prenotati da casa i viaggi andata-ritorno e gli alloggi per la notte, riempio uno zaino dell’essenziale per otto giorni e parto, con lo Swiss Travel Pass alla mano ed il minimo impedimento possibile.
Basilea: arte, musei e passeggiate sul Reno

Arrivare a Basilea e visitare il Padiglione Novartis
La prima tappa del viaggio è Basilea, una città al confine tra Svizzera, Francia e Germania, affacciata sul fiume Reno. Qui mi fermo due notti e alloggio presso Hostel By Hyve, un ostello devo dire molto pulito, funzionale e a due passi dalla stazione.
Raggiunta la città col treno e lasciato giù il superfluo, inizia subito l’esplorazione. Salto sul tram n.1, primo di molti in questo viaggio, e raggiungo il Padiglione Novartis, una struttura armoniosa e sinuosa, riflettente, immersa nel verde. Mostrato lo Swiss Pass all’ingresso, vengo subito dotata di audio-guida e sono libera di visitare l’esposizione a tema salute e medicina, davvero high tech e immersiva. Contenuti atipici ed educativi, pensati soprattutto per chi non è del settore e prova fascino per la scienza. È poi visitabile anche il Campus Novartis, adiacente. Dopo il giro, mi dirigo al parco di St. Johanns, per una pausa con vista Reno. Un sole pieno mi scalda la schiena. Prendo il tram, esploro a piedi la zona dell’università e il centro città. Viste le piazze principali, girovago liberamente e, senza averlo pianificato, mi ritrovo sul colle della Cattedrale Münster. Che spettacolo di colori, il color mattone dell’edificio baciato dal sole e, appena dietro, luci del tramonto sul fiume. Una splendida conclusione di giornata.
Cosa vedere a Basilea: musei e luoghi culturali
Basilea è una città ricchissima in termini di arte e cultura, disseminata di musei. Non a caso definita capitale culturale della Svizzera. Uno dei posti più intriganti e divertenti è senz’altro il Museo dei Mondi del Giocattolo dove, dotati di iPad all’ingresso per un “accompagnamento virtuale” alla visita, ci si immerge in un’atmosfera vintage e fantastica. Tante le curiosità: l’esposizione ospita uno degli orsacchiotti di peluche più vecchi del mondo, ormai ultra-centenario, nonché esemplari di “orsi in lutto” e “orsi punk”, produzioni educativo-sperimentali del secolo scorso. Degna di nota, poi, la collezione di strutture da gioco mobili, con impressionanti sculture animate.
Il classico museo sulla storia della città, a Basilea, non ha nulla di classico. Una parte di esso si trova, infatti, all’interno di una chiesa sconsacrata. Nel Museo storico Barfüsserkirche si parla di storia antica della zona, ma anche di contemporaneità, attraverso un mix di reperti, pittura, scultura e fonti multimediali. Da non perdere la sala della “Totentanz”, o danza della morte, il grande murales che ricopriva le vecchie mura di Basilea per ricordare la caducità della vita umana e l’uguaglianza di tutti davanti alla morale.
C’è un posto a Basilea dove respirare un’atmosfera di pace: il piccolo parco a lato della Cattedrale. Grazie a un terreno ghiaioso, questo spiazzo diventa un naturale campo da gioco per le bocce, dove si riuniscono appassionati e amatori. Stare a guardarli giocare, all’ombra degli alberi, regala un momento di semplicità e lentezza, sospeso nel tempo.
Merita una menzione speciale il Museo Tinguely che stupisce, emoziona, turba. Trasporta in un mondo di rottura con l’ordinario e di sogni ad occhi aperti. Questo inimitabile artista svizzero, Jean Tinguely, prende elementi cinestetici del reale e li sintetizza in qualcosa di nuovo, dando vita a sculture meccaniche mobili che hanno il sapore di geniali allucinazioni. Il museo, tutto interattivo, ospita numerose e anche elefantiache opere dell’artista, nonché mostre temporanee tematiche. Caratteristico e imperdibile.
In questa città, è d’obbligo una passeggiata sulle sponde del Reno, fiume che la attraversa e lungo il quale si può sostare in diversi punti, anche in piccole “spiagge” a bordo acqua.
Ultimo, ma non per importanza, è da visitare il Museo d’Arte di Basilea (Kunstmuseum), con opere prevalentemente pittoriche che spaziano dall’antico al contemporaneo. Unica la storia di due quadri di Picasso qui custoditi, rimasti a Basilea grazie ad un intervento economico statale nato da una sollevazione popolare! Oltre alla collezione permanente, il museo ospita anche mostre temporanee di artisti d’avanguardia. Un patrimonio davvero ricco in un complesso di ben due edifici, che richiede il suo tempo per essere goduto a pieno.
Basilea di sera: locali, jazz e vita notturna
Basilea è molto viva anche di notte. Ci sono spesso festival in città, ma anche quando non è periodo, non mancano occasione di nightlife. Per chi fosse in cerca di bar con vista, il lungo Reno (sponda Kleinbasel) è l’ideale. Per grandi eventi e feste, il punto di riferimento è Kaserne. Per gli amanti di jazz e musica live, il Bird’s Eye Jazz Club.
Lucerna: lago, ponti coperti e panorami alpini

Arrivare a Lucerna in treno e navigare sul Lago dei Quattro Cantoni
Raggiungo la seconda tappa del viaggio con un treno, su cui salgo senza prenotazioni, una gran cosa. Di Lucerna si comincia a godere subito, essendo la stazione dei treni affacciata direttamente sul Lago dei Quattro Cantoni, il cuore del paesaggio di questa città. Lasciate le cose più pesanti al Capsule Hotel dove avrei dormito la notte, decido di fare un giro panoramico di circa un’ora sul lago, a bordo del battello Bürgenstock. Il panorama è veramente fiabesco: ci si trova nel bel mezzo di un grande specchio d’acqua, con l’abbraccio delle montagne tutt’intorno. Colori vividi, fra cui spiccano il bianco delle cime innevate e il verde brillante della vegetazione. Relax totale e piacere per gli occhi!
Cosa vedere a Lucerna: chiese, mura e centro storico
Scesa dal battello, inizia a piovere. Mi rifugio nella sontuosa chiesa barocca di San Francesco Saverio, detta “dei Gesuiti”, che custodisce un abito originale del patrono della Svizzera. Smette di piovere, il cielo comincia ad aprirsi. Ci sono tre alte torri lungo le vecchie mura medievali sulle quali si può salire per ammirare Lucerna dall’alto. Il paesaggio da lassù è mozzafiato. Fatico ad a andare via, difficile lasciare indietro un posto che riempie di tanta bellezza e armonia.
Il centro storico si caratterizza per piazzette colorate e palazzi decorati in modo singolare. I simboli di Lucerna, come i lunghi ponti coperti in legno, si possono ammirare passeggiando sulle rive del Reuss. La sera, ci sono vari locali per una cena in tutta tranquillità vista fiume. Per chi, invece, cercasse folklore, musica e cibo tradizionale, consigliata la Stadtkeller di Lucerna.
Bourbaki Panorama e capsule hotel a Lucerna
Al mattino, dopo una colazione vista lago, visito un’altra importante chiesa cattolica, la Hofkirche (San Leodegario in Corte), dedicata ai patroni della città. Accedo poi gratuitamente al Bourbaki Panorama, un dipinto circolare di 112 metri che racconta una di quelle storie di vita che non si studiano a scuola. La vicenda riguarda 87847 soldati francesi sfollati in Svizzera nel 1870 (un numero impressionante, circa il 3% della popolazione svizzera), soccorsi e accolti da soldati e popolazioni locali. Un racconto profondo di una storia di umanità, sofferenza e solidarietà assolutamente da scoprire.
La notte trascorsa nella capsula-letto, sicuramente curiosa, risulta comoda, tranquilla e riposante. Esperienza positiva!
Losanna: Lago Lemano, Olimpiadi e Art Brut

Arrivare a Losanna tra vigneti e paesaggi del Lago Lemano
L’arrivo a Losanna in treno è di una bellezza inaspettata: dal finestrino, si gode la poetica vista sulle distese di vigneti che circondano la sponda nord-est del Lago Lemano, tra Montreux e Losanna. Losanna è una città collinare che si sviluppa su più livelli e si affaccia sul lago Lemano, caratterizzata da un territorio “su e giù”. Per questo motivo e per la giornata piovosa, ero veramente felice di poter usare liberamente i mezzi pubblici per muovermi.
Losanna olimpica: CIO, Museo Olimpico e Piramidi di Vidy
Per gli interessati al mondo dei giochi olimpici, Losanna è la destinazione per eccellenza. Qui hanno sede il Comitato Internazionale Olimpico, visitabile esternamente, ed il Museo Olimpico. Nei dintorni della sede del CIO, da vedere le cosiddette “Piramidi di Vidy”, un luogo simbolo dello spirito olimpico e di unione fra popoli. Il quartiere di Vidy è, fra l’altro, il luogo dove storicamente nascono i primi insediamenti umani della zona, testimoniati da resti archeologici visitabili, fra cui un grande mosaico romano.
Il Museo Olimpico è imperdibile, da vedere sia per scoprire tutto su nascita, cultura e curiosità delle Olimpiadi, ma anche per lasciarsi ispirare e commuovere dalla storia e dai grandi ideali di Pierre De Coubertin, il fondatore dei giochi olimpici moderni.
Notre-Dame de Lausanne e Collection de l’Art Brut
Non può mancare una visita della cattedrale, Notre-Dame de Lausanne, che si erge in alto su una collina del centro città. Un edificio gotico imponente dentro e fuori, che al suo interno, però, conserva un’atmosfera di spiritualità intima e autentica.
Per chi fosse in cerca di esperienze uniche, a Losanna c’è un museo decisamente alternativo: la Collection de l’Art Brut. Questa collezione, voluta dal pittore Jean Dubuffet, raccoglie opere di artisti poco noti, trovatisi per ragioni diverse in condizione di isolamento nella loro vita. Dei creativi spesso geniali, come detenuti, orfani, persone con disabilità fisiche o mentali, pazienti psichiatrici, “ai margini” della società. Le storie di questi artisti sono forti, colpiscono, fanno riflettere su che cosa sia effettivamente l’arte, dove e come nasca. Opere che decisamente non si vedono altrove!
Alla fine del mio soggiorno a Losanna, esce il sole. Passeggio nel quartiere di Ouchy, davanti al lago Lemano, un’atmosfera da respirare profondamente, che riappacifica col mondo. Arriva il tempo di prendere il treno e raggiungere l’ultima tappa del viaggio.
Ginevra: ONU, CERN, Riforma e vita internazionale

Arrivare a Ginevra e passeggiare sul Lago Lemano
A Ginevra, si può respirare subito aria di una Svizzera un po’ diversa, meno composta, più multiculturale. Bellissimo la sera fare due passi sul lungolago, anche per vedere l’iconico jet d’eau (getto d’acqua) illuminato. Passo due notti in ostello presso Geneva Hostel, pulito, centrale e dotato anche di ottimo ristorante interno. Il via vai di persone di tutte le età e da tutto il mondo qui è notevole, c’è un grande fermento internazionale!
Visita alla basilica di Notre-Dame de Genève, qualcuno suona l’organo e l’atmosfera è solenne e spirituale. Notre-Dame è l’unica chiesa romanica cattolica in questa città che fu culla della Riforma Protestante nel XVI secolo.
Cosa vedere a Ginevra: Palazzo delle Nazioni, ONU e CERN
Per chi fosse interessato, con gli autobus si può facilmente raggiungere il quartiere delle organizzazioni internazionali di Ginevra. Io qui faccio una visita guidata al Palazzo delle Nazioni, ovvero la sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) a Ginevra. La struttura è davvero imponente ed elegante, ci vengono spiegate anche varie cose sul funzionamento dell’ONU. Visita emozionante per chi si appassiona di politica internazionale! Passeggiando per il quartiere, poi, si trovano molte altre sedi di organismi internazionali, è una zona di palazzoni moderni e maestosi. E a proposito di istituzioni, a Ginevra ha sede il Consiglio Europeo per la Ricerca Nucleare (CERN), il cui museo interattivo CERN Science Gateway, progettato da Renzo Piano, propone visite gratuite per scoprire i “misteri” della fisica.
Sempre qui, si trova il Museo Internazionale della Croce Rossa, per scoprire il lavoro di questa organizzazione storica. Il percorso espositivo è profondo e interattivo, ricco di storie di vita vera, testimonianze umane potenti, che fanno immedesimare, riflettere ed emozionare. Poi, al bar del museo si può approfittare di ottimo cibo, anche esotico.
Ginevra storica: Cattedrale di San Pietro e Museo della Riforma
Il centro storico di Ginevra è da girare a piedi, anche un po’ perdendosi per stradine e sali-scendi. Per comprendere la storia della città e il suo ruolo centrale nella Riforma Protestante, imperdibili la Cattedrale di San Pietro ed il sito archeologico annesso, una vera e propria città antica sotterranea, di estensione sorprendente.
È poi una piacevole scoperta il Museo Internazionale della Riforma, perché racconta la storia di questo periodo in modi accurato e originale, con tanto di sale musicali immersive e inaspettati collegamenti tra passato e presente. Parlando di protestantesimo, un monumento di grande impatto visivo è il Muro dei Riformatori, nel parco dei Bastioni, dove si trova anche l’università di Ginevra.
Tour del Monte Bianco in battello e serata a Carouge
Per concludere in bellezza il mio soggiorno in città, decido di fare un giro panoramico in battello sul lago Lemano, il “Tour del Monte Bianco”, che con una rotta circolare permette di ammirare entrambe le sponde del lago. Suoni dell’acqua, sole sul viso, pace e paesaggi variegati, tra colline, prati e altissime vette che si stagliano nel cielo. Indimenticabile.
Per le attività serali, a Ginevra, c’è l’imbarazzo della scelta. Io scelgo di passare l’ultima sera nel giovane e vivace quartiere Carouge, che nella Place du Marché ospita eventi e colorati mercati settimanali. Quel giorno, la piazza è piena di camioncini di street food, brulicante di persone e di vita. Dopo cena, vado al club Chat Noir, un locale molto conosciuto e frequentato che ospita serate di musica dal vivo. Concerto di jazz-funky scatenato, con un’atmosfera festosa e partecipe. Una perfetta conclusione di viaggio.
Rientro in Italia dopo otto giorni in Svizzera
Dopo otto giorni, meravigliosi ed intensi, è tempo di rientrare in Italia. In stazione, tutto è pronto per partire. Con un ultimo sguardo al lago Lemano, baciato dal sole del mattino, saluto con gratitudine la Svizzera per questa splendida avventura con lo zaino in spalla.