Botero in Sicilia: le mostre ad Agrigento e Palermo

Dal 23 luglio al 31 ottobre 2026 la Sicilia dedica a Fernando Botero un progetto espositivo in due sedi, con 37 opere provenienti dalla Fernando Botero Zea Collection e dal Botero Family Estate. Alla Valle dei Templi di Agrigento la mostra “Fernando Botero. L’incanto del mito” mette in relazione sculture, acquerelli e disegni con la classicità mediterranea; dal 24 luglio, a Palazzo Riso di Palermo, “Fernando Botero. Il peso dei sogni” approfondisce la dimensione più intima e visionaria dell’artista colombiano. Le due esposizioni sono curate da Fernando Botero Quintana, nipote del maestro, e da Nicola Barbatelli

Le due mostre di Botero in Sicilia

Il progetto siciliano permette di osservare l’opera di Botero da prospettive diverse. Agrigento mette in risalto la relazione tra il suo linguaggio e la classicità, mentre Palermo conduce verso un universo più mentale, costruito attraverso ricordi, desideri e immagini quotidiane.
Le 37 opere coprono tecniche e periodi differenti: bronzi, oli, acquerelli, carboncini e disegni, compresi numerosi lavori degli ultimi anni. La mostra restituisce così un artista più complesso rispetto all’immagine popolare delle celebri figure dilatate.

Botero ha costruito un linguaggio fondato sulla solidità, sulla calma e sulla permanenza. Nella Valle dei Templi le sue forme sembrano assorbire la luce e il tempo dell’antica Akragas; a Palazzo Riso, corpi e oggetti custodiscono il peso silenzioso della memoria. Due itinerari da visitare insieme, trasformando la mostra nell’occasione per un viaggio d’arte tra Agrigento e Palermo.

Botero in Sicilia: date, sedi, orari e biglietti

Fernando Botero. L’incanto del mito ad Agrigento

Mostra Botero Sicilia
Mostra Botero Sicilia

La mostra di Agrigento si tiene dal 23 luglio al 31 ottobre 2026 tra gli spazi esterni del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi e le sale di Villa Aurea.
Il percorso comprende 25 opere: otto sculture in bronzo collocate all’aperto e 17 lavori tra acquerelli, disegni e tecniche miste esposti a Villa Aurea. Le opere provengono dalla Fernando Botero Zea Collection e dal Botero Family Estate.
La mostra è aperta dalle 10 alle 19, con ultimo ingresso alle 18.30. Il biglietto unico, comprensivo dell’ingresso al Parco archeologico e all’esposizione, costa 17 euro.

Fernando Botero. Il peso dei sogni a Palermo

Mostra Botero Sicilia
Mostra Botero Sicilia

Il secondo capitolo del progetto è ospitato dal 24 luglio al 31 ottobre 2026 a Palazzo Belmonte Riso, sede del Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo, in via Vittorio Emanuele 365.
Sono esposte 12 opere: una scultura in bronzo dorato e undici lavori tra dipinti, acquerelli, disegni e tecniche miste, tutti provenienti dalla Fernando Botero Zea Collection.
Palazzo Riso è aperto dal martedì al sabato dalle 9 alle 18.30 e la domenica e nei giorni festivi dalle 9 alle 13. Il museo resta chiuso il lunedì, salvo quando coincide con una festività.
Le due mostre sono prodotte da Renaissance Exhibitions e promosse dal Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana. Il progetto gode, tra gli altri, del patrocinio del Ministero della Cultura e dell’Ambasciata di Colombia in Italia.

Un unico progetto espositivo tra Agrigento e Palermo

I due titoli, L’incanto del mito e Il peso dei sogni, raccontano aspetti differenti ma complementari dell’arte di Fernando Botero.
Agrigento pone l’accento sulla monumentalità, sul corpo e sul dialogo con il mondo classico. Palermo guarda invece alla memoria, all’immaginazione e alla capacità dell’artista di trasformare persone, oggetti e ricordi in presenze dotate di una straordinaria consistenza fisica.
La mostra si estende così idealmente dalla luce della Valle dei Templi agli ambienti raccolti di Palazzo Riso. A unire i due percorsi è la riflessione sul volume, elemento centrale nel linguaggio di Botero e spesso interpretato in maniera troppo sbrigativa come una semplice deformazione delle figure.
Le forme dilatate dell’artista possiedono invece una precisa funzione espressiva. Conferiscono gravità ai personaggi, rallentano la percezione dell’immagine e sottraggono ogni soggetto alla fugacità dell’episodio quotidiano.

L’incanto del mito: le sculture di Botero nella Valle dei Templi

La sezione all’aperto di Agrigento riunisce otto bronzi inseriti nel paesaggio archeologico dell’antica Akragas. Le figure compatte e silenziose di Botero si confrontano con l’architettura dorica, con la pietra color miele dei templi e con una concezione della forma legata alla misura e alla durata.
È questo dialogo a rendere particolare l’esposizione. Le sculture non sono utilizzate come semplici presenze decorative all’interno di uno scenario celebre, ma come opere capaci di misurarsi con l’idea classica di monumentalità. La stessa ricerca di equilibrio che governa i templi sembra ritornare, con un linguaggio contemporaneo, nei corpi pieni e nei volumi chiusi dell’artista colombiano.

Leda e il Cigno e il confronto con la mitologia

Mostra Botero Sicilia valle dei templi
Leda and the Swan, 1995 – Mostra Botero Sicilia valle dei templi

Fra le opere più strettamente connesse al titolo della mostra compare Leda e il Cigno, bronzo del 1995. Botero riprende uno dei miti più rappresentati dall’arte occidentale e lo traduce nel proprio vocabolario plastico.
Il corpo di Leda e la figura del cigno formano un’unica composizione compatta, sensuale e monumentale, pur nelle dimensioni contenute dell’opera. La scultura fu realizzata durante gli anni nei quali Botero lavorava a Pietrasanta, città toscana legata alla grande tradizione della fusione in bronzo.

Maternità, un tema universale

La Maternità, proveniente dal Botero Family Estate, richiama un soggetto che attraversa la storia dell’arte dalle statuette antiche fino alla scultura del Novecento.
La madre tiene il bambino in una struttura verticale solida e raccolta. La generosità delle forme accentua il senso di protezione e trasforma un gesto familiare in un’immagine universale.

Le figure femminili distese

Mostra Botero Sicilia valle dei templi
Woman Laying Down on Mattress – Mostra Botero Sicilia valle dei templi

Una parte consistente del percorso è dedicata alla figura femminile. Donna sdraiata che guarda in alto, Donna sdraiata e Donna sdraiata sul materasso mostrano diverse variazioni sul tema del corpo disteso.
In queste sculture la posa quotidiana acquista una stabilità quasi totemica. Il bronzo, la patina e la superficie levigata danno consistenza al riposo, al sogno e all’abbandono, mentre il rapporto tra pieni e vuoti diventa determinante nella percezione dell’opera.

Donna a cavallo e Donna seduta

Con Donna a cavallo, Botero riprende la tradizione della figura equestre, condensando in un bronzo di dimensioni raccolte la stessa autorevolezza delle sue grandi sculture pubbliche.
Donna seduta, realizzata nel 2008, presenta invece una figura compatta e composta. La posa stabile permette di osservare la cura riservata alla superficie e alla patina, aspetti centrali nella produzione scultorea dell’artista.

Uomo su donna e la rappresentazione dell’intimità

Uomo su donna appartiene alle composizioni nelle quali Botero accosta due corpi. La sensualità nasce dal contatto fisico e dal dialogo tra i volumi, più che dalla descrizione narrativa della scena.
La coppia diventa così una struttura plastica autonoma, costruita attraverso equilibri, pressioni e corrispondenze formali.

Villa Aurea: la dimensione intima dell’universo di Botero

Dopo la solennità del paesaggio archeologico, il percorso prosegue nelle sale di Villa Aurea con 17 lavori su carta e su tela.
Qui emergono i temi privati e quotidiani dell’artista: la famiglia, la coppia, la musica, la danza, gli animali, il circo e le attività domestiche. Alcuni lavori appartengono agli ultimi anni della sua vita e furono realizzati nel 2022 e nel 2023.
Il passaggio dagli spazi aperti agli interni modifica anche il rapporto con le opere. Il visitatore può avvicinarsi al segno, osservare la trasparenza degli acquerelli e riconoscere la sicurezza di un disegno maturato durante oltre settant’anni di attività.

Il circo tra spettacolo e dignità

Due acquerelli intitolati Donna del circo testimoniano l’interesse di Botero per il mondo circense, affrontato con particolare intensità dalla fine degli anni Settanta.
Costumi, pose teatrali e fisicità degli artisti offrono al pittore un repertorio ricco di colore e ironia. Le figure, tuttavia, conservano sempre una propria dignità. Botero le rappresenta con la stessa attenzione riservata a madri, musicisti e personaggi pubblici.

Famiglia al parco e la memoria dell’America Latina

Famiglia al parco, tecnica mista su tela del 2019, richiama i rituali domenicali e la vita della classe media latinoamericana.
La scena mostra uno degli aspetti più narrativi della pittura di Botero. Il gruppo familiare appare formale e affettuoso, inserito in un mondo sospeso tra ricordo personale e memoria collettiva.

Musicisti, danza e cultura colombiana

La musica occupa un ruolo importante nella mostra. Gli acquerelli Musicisti, realizzati nel 2022 e nel 2023, e Uomo con chitarra richiamano la cultura popolare colombiana.
La forma arrotondata degli strumenti dialoga con quella dei corpi, mentre la composizione trasmette il piacere del suonare insieme. In Coppia che balla, del 2023, la massa delle figure sembra alleggerirsi attraverso il movimento. È uno dei paradossi più affascinanti dell’arte di Botero: corpi visivamente pesanti riescono a comunicare grazia e leggerezza.

Le ultime opere realizzate nel 2023

Diversi acquerelli furono completati nell’anno della morte dell’artista. Donna con i guanti, Uomo e Donna, Coppia con cane, Uomo con cavallo e uno dei due lavori intitolati Musicisti documentano una creatività rimasta attiva fino agli ultimi mesi.
Il segno è essenziale, le composizioni sono nitide e i fondi spesso appena accennati. Botero concentra l’immagine sulla relazione tra le figure, affidando alle posture e alle distanze il compito di suggerire sentimenti e legami.

Donna che cuce e la monumentalità del quotidiano

Tra i lavori di maggiore formato compare Donna che cuce, acquerello su carta di oltre un metro.
La donna è assorta in un’attività domestica, ma le dimensioni del foglio e l’ampiezza della figura trasformano il gesto in un’immagine solenne. È un esempio particolarmente efficace della capacità di Botero di conferire presenza e importanza ai momenti ordinari.

Il peso dei sogni a Palazzo Riso

A Palermo il percorso cambia atmosfera. Le 12 opere di Palazzo Riso costruiscono una riflessione sulla capacità dell’immaginazione di assumere corpo.
Per Botero il sogno non è evanescente. Attraverso il volume, anche ciò che appartiene alla memoria o alla fantasia acquista stabilità. Le figure femminili, gli artisti del circo, le nature morte e gli animali diventano elementi di una mitologia personale, familiare e al tempo stesso enigmatica.

Serpente, la scultura che apre il percorso palermitano

La scultura Serpente, lunga 180 centimetri, rappresenta un soggetto insolito nella produzione di Botero.
Il corpo sinuoso del rettile impone all’artista una ricerca differente rispetto ai consueti volumi umani. La forma allungata mantiene comunque una forte presenza fisica e una qualità quasi emblematica. La superficie dorata accresce il carattere simbolico dell’opera, posta in relazione con gli ambienti storici del museo.

Il circo, il carnevale e la memoria colombiana

Mostra Botero Sicilia Palermo
Equilibriste, 2006 – Mostra Botero Sicilia Palermo

Equilibrista, olio su tela del 2006, mostra una figura corpulenta impegnata in un esercizio di equilibrio precario. La tensione tra peso e leggerezza produce una scena insieme ironica e commovente.
In Carnevale, dipinto nel 2016, Botero recupera invece colori, maschere e ricordi delle feste popolari della sua infanzia colombiana. La tela riunisce figure e costumi in una composizione densa, attraversata dall’energia collettiva della celebrazione.

Le figure femminili di Botero

La presenza femminile attraversa l’intero percorso palermitano.
Donna con ventaglio, del 2017, mostra una figura solenne che regge un accessorio legato alla tradizione iconografica spagnola e latinoamericana. In Donna con reggiseno, grande tela del 2013, la dimensione intima del gesto viene amplificata fino ad assumere una scala monumentale.
Seguono gli acquerelli Donna che si veste, Nudo sdraiato e Donna con specchio, opere nelle quali Botero torna a interrogare il corpo, l’autorappresentazione e la quotidianità. Il piccolo formato dei fogli contrasta con la solidità delle figure, confermando come la monumentalità, per l’artista, dipendesse dalla costruzione della forma più che dalle dimensioni materiali dell’opera.

Nature morte, animali e oggetti dotati di presenza

Mostra Botero Sicilia Villa Aurea
Dog – Mostra Botero Sicilia Villa Aurea

La natura morta accompagna Botero lungo tutta la sua carriera. Natura morta con anguria, olio del 2013, affida al frutto tagliato il centro della composizione. Colore, consistenza e volume trasformano gli oggetti in presenze silenziose.
Lo stesso principio ritorna nella Natura morta ad acquerello del 2023, appartenente all’ultima fase creativa dell’artista.
In Ragazza con gatto, matita e acquerello del 2002, il rapporto tra la giovane e l’animale introduce invece una nota affettuosa, resa attraverso contorni precisi e delicate variazioni tonali.

Picador e il tema della corrida

Con Picador, dipinto nel 1991, riemerge uno dei temi più conosciuti della produzione boteriana: la corrida.

Il soggetto richiama sia la cultura colombiana sia gli anni trascorsi dall’artista in Spagna. Botero evita una lettura apertamente celebrativa o moralistica e concentra l’attenzione sulla figura, sul costume e sull’equilibrio della composizione.

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