Mostra Magnifica Eleganza a Brescia: Tiepolo, Longhi e Guardi tra arte e moda

Dal 12 settembre al 6 dicembre 2026 la Fondazione Paolo e Carolina Zani di Cellatica, alle porte di Brescia, ospita “Magnifica Eleganza. Tiepolo, Longhi e Guardi tra arte e moda”, una mostra che racconta la Venezia del Settecento attraverso un punto di vista particolarmente affascinante: quello dell’abito. Dipinti e disegni dei grandi maestri veneziani dialogano con autentici vestiti del XVIII secolo e con i costumi creati da Danilo Donati per Il Casanova di Federico Fellini. Trentasei opere permettono così di leggere la società della Serenissima attraverso ciò che si indossava, dal taglio di una manica alla scelta di una maschera.

Arte e moda per conoscere la Venezia del Settecento

mostra a Brescia racconta la Venezia del Settecento attraverso Tiepolo, Longhi e Guardi
mostra a Brescia racconta la Venezia del Settecento attraverso Tiepolo, Longhi e Guardi – Pietro Longhi (Venezia 1701-1785), Due dame che si salutano; Dama, carboncino e gessetto bianco su carta marrone

Mentre nel XVIII secolo il peso politico della Repubblica di Venezia diminuisce progressivamente, la città continua a esercitare una fortissima influenza culturale sull’Europa. Teatri, Carnevale, caffè, Ridotti e vita mondana contribuiscono a creare quell’immagine di eleganza e libertà che ancora oggi associamo alla Serenissima.

La mostra, ideata e coordinata da Massimiliano Capella, parte proprio da questo aspetto e propone di osservare Pietro Longhi, Francesco Guardi e Giambattista Tiepolo anche come testimoni della moda del loro tempo.
Nei loro dipinti e disegni gli abiti non rappresentano infatti semplici elementi decorativi. Stoffe, fogge, ricami, maschere e accessori permettono di riconoscere posizione sociale, occasioni mondane e modelli culturali.
È forse questo l’aspetto più interessante di Magnifica Eleganza: osservando insieme un dipinto e un abito originale del Settecento si scopre quanto accuratamente gli artisti registrassero ciò che avevano davanti agli occhi.

Il Ridotto di Pietro Longhi, ritratto della mondanità veneziana

mostra a Brescia racconta la Venezia del Settecento attraverso Tiepolo, Longhi e Guardi
mostra a Brescia racconta la Venezia del Settecento attraverso Tiepolo, Longhi e Guardi – Pietro Longhi (Pietro Falca detto) (Venezia 1701 – 1785), Il Ridotto in Venezia, 1750 ca., olio su tela

Una delle opere centrali dell’esposizione è Il Ridotto in Venezia di Pietro Longhi, databile intorno al 1750.
Più che una semplice scena di genere, il dipinto appare come una fotografia della società aristocratica veneziana: dame dalle silhouette amplificate dai panier, gentiluomini in velada, tricorni, sete, broccati e maschere popolano uno dei luoghi simbolo della mondanità settecentesca.

Il Ridotto era uno spazio dedicato al gioco e agli incontri, strettamente legato alla lunga stagione del Carnevale veneziano. Qui apparire, osservare ed essere osservati faceva parte dello stesso rituale sociale.
In mostra Longhi è presente anche con Dama con maschera al ridotto, La presentazione prima del matrimonio e Il risveglio della Dama, oltre a un importante gruppo di disegni provenienti dal Gabinetto Stampe e Disegni di Ca’ Rezzonico.

I disegni di Longhi, Tiepolo e Guardi sembrano figurini di moda

Uno dei nuclei più curiosi della mostra è costituito proprio dai disegni.
Alcuni fogli di Pietro Longhi possono essere osservati quasi come figurini ante litteram. Nella Dama con ventaglio, per esempio, l’artista annota direttamente sul foglio indicazioni sui merletti, sulle maniche, sulla pettorina e sulle proporzioni dell’abito.
È una testimonianza preziosa perché permette di capire quanto Longhi prestasse attenzione non solo al comportamento dei suoi personaggi, ma anche alla costruzione sartoriale dei loro vestiti.

Accanto ai suoi studi compaiono quelli di Francesco Guardi, tra cui La corte del Ridotto con nobili in maschera e Mercante che mostra una stoffa a una coppia, e quelli di Giambattista Tiepolo, con studi e caricature di gentiluomini.
Visti insieme, questi fogli permettono di entrare quasi dietro le quinte della pittura veneziana, quando un gesto, un mantello o la posizione di un tricorno venivano studiati prima di entrare nella composizione definitiva.

Andrienne, velada e robe à la française: gli abiti originali del Settecento

Il confronto con gli autentici abiti settecenteschi è uno dei motivi per cui Magnifica Eleganza va oltre una tradizionale esposizione di pittura.
Tra gli esemplari esposti compare una sopravveste femminile del tipo andrienne in damasco di seta verde, probabilmente di manifattura veneziana, databile intorno al 1760-1765. Ha maniche a pagoda, pettorina ricamata in filo d’argento e una passamaneria di seta a fiocchetti chiamata “Sourcils de hanneton”.
L’abito è presentato insieme a un tricorno originale della fine del XVIII secolo e a una bauta con maschera bianca e zendalo nero.
Sono esposti anche completi maschili à la française costituiti da marsina, gilet e culotte. A Venezia la marsina prendeva il nome di velada e la sottomarsina quello di camisiola.
Particolarmente ricca è una robe à la française in damasco rosso e bianco decorata con vasi, frutti e fiori. A Venezia questa foggia era chiamata “Andrié” ed era considerata un abito di gran conto, ambito dalle dame dell’aristocrazia.
Osservare questi vestiti accanto alle figure dipinte permette di capire anche qualcosa che un quadro da solo difficilmente restituisce: quanto gli abiti condizionassero il movimento, la postura e perfino lo spazio fisico occupato da chi li indossava.

La moretta, la misteriosa maschera delle dame veneziane

mostra a Brescia racconta la Venezia del Settecento attraverso Tiepolo, Longhi e Guardi
mostra a Brescia racconta la Venezia del Settecento attraverso Tiepolo, Longhi e Guardi – Pietro Antonio Rotari (Verona 1707 – San Pietroburgo 1762), Dama con moretta, olio su tela

Tra le opere più intriganti c’è la Dama con moretta di Pietro Antonio Rotari, dipinto presente in mostra insieme alle scene mascherate di Longhi.
La moretta, detta anche “muta”, era una maschera femminile nera particolarmente diffusa nella Venezia del Settecento. Il termine “muta” non era casuale: non essendo fissata al volto mediante lacci, veniva tradizionalmente trattenuta stringendo con i denti un piccolo elemento posto all’interno.
Chi la portava non poteva quindi parlare senza togliersela.
Un dettaglio che rende ancora più interessante il rapporto tra maschera, seduzione e anonimato nella cultura veneziana. Nelle opere di Longhi compaiono inoltre bautta e larva, altri elementi fondamentali del complesso codice del travestimento veneziano.

Francesco Guardi e la moda francese a Venezia

Il percorso comprende anche Villa Loredan a Paese di Francesco Guardi, dipinta intorno al 1780 e appartenente alla Fondazione Paolo e Carolina Zani.
Nelle figure che animano la scena è riconoscibile la robe à la polonaise, una delle fogge che testimoniano quanto la moda francese avesse conquistato anche Venezia.
Lo stesso accade con le robe à la française e con i cosiddetti plis Watteau, le ampie pieghe posteriori che scendevano dalle spalle.
L’abbigliamento racconta così anche la geografia culturale dell’Europa settecentesca: Venezia possiede una propria identità fortissima, ma osserva Parigi e ne assorbe mode e modelli, reinterpretandoli secondo il gusto della Serenissima.

Dal Settecento al cinema: i costumi Oscar del Casanova di Fellini

A un certo punto il percorso compie un salto di quasi due secoli.
Sette costumi realizzati da Danilo Donati per Il Casanova di Federico Fellini, film del 1976 con Donald Sutherland, mettono in relazione la Venezia dipinta da Longhi e Guardi con quella reinventata dal cinema.
Donati vinse nel 1977 l’Oscar per i migliori costumi.
Le sue creazioni non vogliono però essere semplici copie degli abiti settecenteschi. Fellini e Donati esasperano proporzioni, colori e materiali fino a trasformare il Settecento in un universo artificiale e visionario.
Si incontrano marsine in velluto rosso, taffetà, grandi panier, rasi e paillettes. Tra i pezzi più significativi c’è anche il costume di Casanova indossato da Donald Sutherland, composto da marsina, pantaloni e gilet in taffetà grigio cangiante, jabot in raso nero plissé e una parrucca di fantasia costruita su un’anima metallica.
È un confronto particolarmente riuscito: da una parte gli abiti realmente indossati nel XVIII secolo, dall’altra il modo in cui il Novecento ha ricreato e reinventato quell’immaginario.

Mustafa Sabbagh fotografa i costumi di Fellini

Il dialogo arriva infine alla fotografia contemporanea.
All’interno del percorso permanente della Casa Museo sono esposti gli scatti realizzati da Mustafa Sabbagh nel 2014 per il ciclo Trame di Cinema.
Il fotografo fa indossare i costumi di Donati a figure reali, oscurandone il volto secondo uno dei tratti caratteristici della propria ricerca. Gli abiti cessano così di essere semplici costumi conservati su un manichino e acquistano una nuova presenza visiva.
Il percorso iniziato con Longhi e Guardi arriva quindi fino al nostro tempo: il costume reale viene trasformato in pittura, la pittura alimenta l’immaginario cinematografico e il cinema torna infine a essere materia per la fotografia contemporanea.

Visitare anche Casa Museo Zani

Magnifica Eleganza offre anche l’occasione per conoscere la Casa Museo della Fondazione Paolo e Carolina Zani.

La collezione permanente comprende oltre 1.200 opere, con dipinti di Canaletto, Tiepolo, Guardi, Longhi e Boucher, sculture, arredi barocchi e rococò e importanti oggetti d’arte applicata del XVII e XVIII secolo.
La visita prosegue nel giardino e nella nuova Sala Esposizioni inaugurata nel 2026, uno spazio di circa 100 metri quadrati progettato per accogliere mostre temporanee e dotato di illuminazione orientabile e controllo termo-igrometrico.
L’abbinamento tra mostra temporanea e Casa Museo è particolarmente coerente in questo caso: le opere e gli arredi della collezione permanente appartengono infatti allo stesso universo culturale settecentesco raccontato da Magnifica Eleganza.

Date, orari e biglietti della mostra Magnifica Eleganza

La mostra “Magnifica Eleganza. Tiepolo, Longhi e Guardi tra arte e moda” è visitabile dal 12 settembre al 6 dicembre 2026 nella Sala Esposizioni della Fondazione Paolo e Carolina Zani, in via Fantasina 8 a Cellatica, in provincia di Brescia.
Gli orari indicati per la mostra sono dal martedì al venerdì dalle 9 alle 13 e sabato e domenica dalle 10 alle 17.
Il costo del biglietto è di 15 euro per la visita accompagnata alla Casa Museo più la visita autonoma al Giardino e alla Sala Esposizioni. Il biglietto ridotto costa 12 euro ed è applicato anche a chi desidera visitare soltanto in autonomia il Giardino e la Sala Esposizioni. 

Per ulteriori informazioni e prenotazioni visitare il sito della Fondazione Zani .

Come arrivare alla Fondazione Paolo e Carolina Zani

In automobile, dalla A4 Milano-Venezia l’uscita indicata dalla Fondazione è Ospitaletto; da qui si prosegue lungo la SP19 in direzione Cellatica, località Fantasina.

Dalla stazione ferroviaria di Brescia si può invece utilizzare la linea 13 del trasporto pubblico. La fermata “Loc. Fantasina” si trova di fronte al museo.

Per chi arriva dall’aeroporto di Bergamo, la Fondazione suggerisce il collegamento in bus fino alla stazione centrale di Brescia e quindi la linea 13 per Cellatica.

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