Al TTG di Rimini abbiamo incontrato i rappresentanti dell’Ente del Turismo Egiziano per conoscere le nuove prospettive di viaggio: dal Grand Egyptian Museum alle oasi del deserto, fino ai grandi investimenti che stanno trasformando la costa mediterranea.
L’Egitto piace sempre di più agli italiani. Nei primi cinque mesi del 2026 gli arrivi dal nostro Paese sono cresciuti del 15,1%, confermando una rinnovata attenzione verso una destinazione che sta ampliando la propria offerta turistica. Al TTG Travel Experience di Rimini, abbiamo approfondito con l’Ente del Turismo Egiziano due aspetti particolarmente interessanti per chi ama viaggiare: la riscoperta del Cairo come destinazione culturale e lo sviluppo di nuove località dedicate al turismo di lusso.
Turismo in Egitto: gli italiani crescono del 15,1%
I numeri presentati dall’Ente del Turismo Egiziano durante il TTG, che si è svolto dal 14 al 16 ottobre 2026, confermano il momento positivo della destinazione.
Secondo i dati del Ministero del Turismo e delle Antichità, nei primi cinque mesi del 2026 l’Egitto ha registrato 5.193.270 arrivi dai suoi primi quindici mercati internazionali, con una crescita complessiva dell’8,2% rispetto allo stesso periodo del 2025.
L’Italia occupa il quinto posto nella classifica, con 461.059 arrivi, contro i 400.692 dell’anno precedente, preceduta da Russia, Germania, Polonia e Regno Unito.
La crescita italiana, quasi doppia rispetto alla media dei principali mercati, testimonia un interesse che va oltre le tradizionali vacanze balneari a Sharm el-Sheikh e Hurghada. L’Egitto sta infatti investendo nella valorizzazione del patrimonio archeologico, nelle infrastrutture e nello sviluppo di nuove esperienze di viaggio, rivolte anche a un pubblico indipendente e culturalmente esigente.
Il Cairo cambia volto: cinque giorni per conoscere la capitale egiziana
Durante il nostro incontro al padiglione Egitto abbiamo posto una domanda precisa: quale Egitto proporre a un viaggiatore italiano che conosce già le piramidi, ha navigato sul Nilo e ha soggiornato sulle spiagge del Mar Rosso?
La risposta ha messo in evidenza un cambiamento nelle strategie turistiche del Paese, sintetizzato nello slogan «diversità unica».
Per molti anni Il Cairo è stato considerato soprattutto una tappa dei grandi itinerari organizzati: uno o due giorni per visitare le piramidi e il Museo Egizio, prima di proseguire verso Luxor, Assuan o il mare.
Oggi l’obiettivo è incoraggiare soggiorni più lunghi, anche di quattro o cinque giorni, nei quali dedicare tempo alla scoperta della città e dei suoi dintorni.
Gli investimenti nelle strade, nella rete metropolitana e nei nuovi collegamenti di trasporto stanno contribuendo a rendere più accessibile la capitale anche ai viaggiatori che preferiscono organizzare autonomamente il proprio soggiorno.
Un ruolo importante è svolto dall’aeroporto internazionale di Sphinx, vicino all’area archeologica di Giza, che favorisce nuovi collegamenti aerei e l’arrivo di visitatori interessati principalmente al patrimonio culturale.
Anche l’ospitalità sta cambiando. Nella zona delle piramidi si stanno sviluppando piccoli boutique hotel, alcuni con terrazze affacciate direttamente sui monumenti, che rappresentano un’alternativa ai grandi alberghi internazionali.
Grand Egyptian Museum: il nuovo protagonista del turismo culturale
Il principale motivo per andare al Cairo è il Grand Egyptian Museum (GEM), inaugurato ufficialmente il 1° novembre 2025 nei pressi della piana di Giza.
Con una superficie complessiva di circa 500.000 metri quadrati e una collezione di oltre 100.000 reperti, è il più grande museo archeologico al mondo dedicato a una singola civiltà.
Il complesso museale, progettato dallo studio di architettura Heneghan Peng, propone un percorso attraverso millenni di storia egizia, dalla preistoria fino all’epoca greco-romana.
Tra gli elementi più attesi figura l’esposizione del corredo funerario di Tutankhamon, presentato per la prima volta in modo unitario, con oltre 5.000 oggetti rinvenuti nella sua tomba.
Durante l’intervista è emerso un aspetto interessante: la visita del nuovo museo richiede da sola almeno quattro o cinque ore, alle quali occorre aggiungere il tempo necessario per esplorare la piana delle piramidi.
Questo cambia radicalmente il modo di organizzare un viaggio al Cairo, soprattutto per chi desidera approfondire la storia dell’antico Egitto accompagnato da un egittologo o da una guida specializzata.
La capitale offre inoltre altri importanti percorsi museali, dal Museo Nazionale della Civiltà Egizia, dove sono custodite le mummie reali, ai musei dedicati all’arte copta e islamica.
L’oasi del Fayoum e la Valle delle Balene: l’Egitto meno conosciuto
Un’altra proposta emersa dalla nostra conversazione riguarda l’oasi del Fayoum, a sud-ovest del Cairo, raggiungibile in automobile e particolarmente interessante per chi desidera alternare le visite archeologiche a un’esperienza naturalistica.
Il paesaggio cambia rapidamente: alla densità urbana della capitale subentrano distese desertiche, laghi, formazioni rocciose e villaggi che conservano antiche tradizioni artigianali.
La destinazione più sorprendente è Wadi Al-Hitan, la Valle delle Balene, iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO dal 2005.
In questo paesaggio desertico sono conservati straordinari resti fossili di antichi cetacei vissuti milioni di anni fa, quando l’area era occupata dal mare. Le testimonianze permettono di ricostruire una fase fondamentale dell’evoluzione delle balene, dal loro passato terrestre all’adattamento alla vita acquatica.
Un’escursione con una guida naturalistica consente di conoscere questo patrimonio paleontologico, attraversando scenari di grande suggestione.
L’oasi del Fayoum merita almeno una giornata intera, preferibilmente con un pernottamento per chi desidera vivere il silenzio del deserto e visitare la regione senza fretta.
Turismo di lusso in Egitto: nuove prospettive tra Mar Rosso e Mediterraneo
La seconda domanda che abbiamo rivolto ai rappresentanti dell’Ente del Turismo Egiziano riguardava un segmento particolarmente vicino agli interessi dei lettori di Veraclasse: il turismo di fascia alta, orientato verso esperienze personalizzate, ospitalità raffinata e itinerari privati.
La risposta ha evidenziato una strategia di sviluppo che coinvolge sia il Mar Rosso sia, soprattutto, la costa mediterranea.
A sud di Hurghada, lungo la costa del Mar Rosso, si sta rafforzando l’offerta di resort esclusivi, con sistemazioni riservate, servizi personalizzati ed esperienze legate al mare e alla barriera corallina.
Ma la trasformazione più ambiziosa riguarda il Mediterraneo, dove gli investimenti internazionali stanno dando vita a nuovi poli turistici destinati a competere con alcune delle località balneari più rinomate.
Ras el-Hekma e SouthMED: il nuovo lusso sulla costa mediterranea
Una delle località sulle quali si concentra maggiormente l’attenzione è Ras el-Hekma, lungo la costa settentrionale dell’Egitto, a circa 350 chilometri dal Cairo.
Questa regione mediterranea, caratterizzata da spiagge chiare e acque turchesi, è protagonista di un grande progetto di sviluppo sostenuto dagli Emirati Arabi Uniti.
L’accordo annunciato nel 2024 prevede un’operazione complessiva da 35 miliardi di dollari, con l’obiettivo di realizzare una destinazione integrata che comprenda strutture ricettive di lusso, residenze esclusive, servizi turistici e infrastrutture moderne.
Tra le nuove iniziative della costa settentrionale figura anche SouthMED, progetto sviluppato dal gruppo immobiliare egiziano Talaat Moustafa, che punta su ville, ospitalità di alto livello, porti turistici, ristorazione e centri benessere. L’idea è quella di creare località in grado di attirare una clientela internazionale interessata a soggiorni riservati, turismo nautico e proprietà affacciate direttamente sul Mediterraneo.
Sono progetti ancora in fase di sviluppo, ma indicano chiaramente la direzione degli investimenti: trasformare la costa settentrionale egiziana in una destinazione capace di accogliere visitatori di fascia alta anche oltre la tradizionale stagione estiva.
Alam Al Roum: il Qatar investe sul Mediterraneo egiziano
Un altro progetto emerso durante l’intervista riguarda Alam Al Roum, nei pressi di Marsa Matruh, una località che personalmente conosco e che si distingue per la bellezza del suo mare.
Qui è prevista un’importante operazione immobiliare e turistica sostenuta dal Qatar, attraverso Qatari Diar.
Il progetto, del valore annunciato di 29,7 miliardi di dollari, comprende quartieri residenziali esclusivi, hotel, campi da golf, marine per yacht e infrastrutture destinate a rendere la località vivibile durante tutto l’anno.
La prima fase di sviluppo è stata avviata nel 2026, con le prime consegne programmate a partire dal 2030.
L’obiettivo è realizzare una nuova destinazione mediterranea internazionale, capace di integrare turismo, residenzialità e servizi di fascia alta.
Un Egitto da conoscere con un nuovo itinerario
Dall’incontro al TTG di Rimini emerge dunque un Paese che sta investendo su due direzioni complementari: la valorizzazione del suo straordinario patrimonio storico e naturale e lo sviluppo di una nuova ospitalità internazionale.
Per chi ha già visitato le mete più celebri, il suggerimento è dedicare un viaggio interamente al Cairo, aggiungendo un’escursione nel Fayoum e alla Valle delle Balene. Cinque giorni possono offrire un’esperienza culturale sorprendentemente ricca, soprattutto scegliendo visite private e un programma costruito sui propri interessi.
Per chi invece guarda alle nuove destinazioni balneari, la costa mediterranea fra Ras el-Hekma e Marsa Matruh merita attenzione nei prossimi anni, seguendo l’evoluzione dei progetti turistici e delle nuove aperture alberghiere.
L’Egitto conserva il fascino di una civiltà millenaria, ma oggi offre anche nuove ragioni per tornare, osservare e lasciarsi sorprendere.