Via Amerina nel Lazio: trekking e mountain bike tra forre, borghi e sapori della Tuscia

Esiste un Lazio che sfugge alla fretta, dove la pietra racconta storie millenarie e la terra si esprime attraverso sapori autentici. È il territorio dell’Agro Falisco e dei Monti Cimini, attraversato dall’antica via Amerina: un cammino storico risalente al IV secolo a.C. che oggi è diventato il cuore pulsante di un vero e proprio distretto biologico e slow, perfetto per chi concepisce il viaggio a piedi o in bicicletta.
Se cercate un’esperienza outdoor che unisca il trekking profondo alla cultura del cibo genuino, questo corridoio verde saprà sorprendervi.

@martinophuc-barley-pixabay

Un cammino tra storia e geologia unica

Conosciuta anche come il cammino della luce, la via Amerina unisce idealmente Roma a Perugia, per circa 250 chilometri, ma trova nel suo tratto laziale una delle sue espressioni più spettacolari. Qui il paesaggio è dominato dalle “forre”, spettacolari canyon di tufo scavati dai corsi d’acqua e ricoperti da una fitta vegetazione.

Camminare lungo questa antica strada consolare è un’esperienza che riporta indietro nel tempo: calpestare i basoli romani originari, attraversare imponenti tagliate falische, corridoi scavati direttamente nella roccia dalle popolazioni preromane, e scoprire borghi sospesi nel tempo, come Calcata Vecchia, Nepi, Civita Castellana e Corchiano.
Da non perdere l’attraversamento di Falerii Novi, una città romana racchiusa da mura monumentali in cui la via Amerina fungeva da asse principale, il cardo, e le oasi naturalistiche protette come il Parco naturale Valle del Treja.

Il Bio-distretto: dove l’outdoor incontra il gusto

Forre – @palmik-tuff

La vera magia di questo percorso risiede nella filosofia che lo custodisce. La zona è protetta dal Biodistretto della via Amerina e delle Forre, una realtà pionieristica che tutela l’agricoltura biologica e la biodiversità. Per gli escursionisti, questo si traduce in un’esperienza culinaria unica lungo le tappe del cammino, fortemente legata ai princìpi di Slow Food.
L’itinerario non offre solo panorami, ma un vero e proprio viaggio sensoriale tra i prodotti tipici della Tuscia e dell’Agro Falisco.
Le nocciole dei Monti Cimini sono un presidio e un motore dell’economia agricola locale, base per dolci tradizionali indimenticabili. I formaggi e i salumi della tradizione raccontano invece un sapere artigianale nato da allevamenti sostenibili, perfetto per ricaricare le energie durante un pranzo al sacco sul sentiero. A completare l’esperienza ci sono l’olio extravergine d’oliva della Tuscia e i vini locali, che restituiscono nel gusto la natura vulcanica del suolo.

Informazioni utili per organizzare il viaggio

@heiteu-tuscany – Pixabay

Il distretto è particolarmente adatto a chi ama la mobilità dolce e il turismo sostenibile. La via Amerina può essere percorsa a piedi, in mountain bike o in gravel, scegliendo il ritmo più adatto al proprio modo di viaggiare. Il tracciato è bidirezionale e, procedendo da sud verso nord, incontra la via Francigena nell’area di Campagnano, offrendo così la possibilità di collegare più cammini e costruire un itinerario più ampio.

L’accoglienza è diffusa e coerente con lo spirito del territorio: agriturismi biologici, B&B, piccole strutture familiari e realtà integrate nel paesaggio permettono di vivere il percorso senza strappi, entrando in contatto con le comunità locali. Per orientarsi lungo le tappe, è possibile fare riferimento alla rete sentieristica del CAI e ai percorsi mappati, con tracce GPS e mappe disponibili anche sul portale ufficiale della DMO In Agro Falisco. In questo modo l’esperienza può essere personalizzata in base al tempo a disposizione, al livello di allenamento e agli interessi, alternando cammino, borghi, archeologia, natura e soste gastronomiche.

Esempio di itinerario di 3 giorni lungo la via Amerina

Questo percorso lineare tocca alcuni dei punti più spettacolari del tratto laziale dell’antica via, offrendo la perfetta combinazione tra natura incontaminata, storia preromana e tappe enogastronomiche d’eccellenza.

Giorno 1: da Nepi a Castel Sant’Elia

Nepi Lazio
Nepi Lazio

La prima tappa, di circa 10 chilometri, è un’immersione totale nel paesaggio delle forre e nella spiritualità del territorio.
Si parte da Nepi, la “città dell’acqua”, famosa per il suo imponente castello dei Borgia e l’acquedotto monumentale. Uscendo dal borgo, il sentiero si addentra nella forra, costeggiando pareti di tufo verticali e fitta vegetazione, fino a raggiungere la spettacolare Valle del Fosso della Mola. Il percorso conduce poi al Santuario di Maria Santissima ad Rupes a Castel Sant’Elia, un luogo carico di misticismo scavato direttamente nella roccia.
A Nepi, prima di partire, è d’obbligo una sosta per acquistare il salame cotto di Nepi, una specialità artigianale locale perfetta per un panino lungo il sentiero, accompagnato dal rinomato pecorino romano DOP prodotto nei caseifici della zona.

Giorno 2: da Castel Sant’Elia a Civita Castellana

asso74-civita-di-bagnoregio-5812212

La seconda giornata, di circa 12 chilometri, è dominata dalle grandi testimonianze archeologiche e da panorami mozzafiato. Il sentiero prosegue verso nord seguendo i tratti originari del selciato romano della via Amerina. Si attraversa il sito archeologico di Falerii Novi, una città romana racchiusa da una cinta muraria in tufo quasi completamente intatta, con le sue torri e la suggestiva porta di Giove. Da qui, tra coltivazioni biologiche e uliveti, si arriva a Civita Castellana, l’antica capitale dei Falisci, arroccata su un imponente sperone tufaceo.
Civita Castellana è il luogo ideale per sedersi in una trattoria tipica e ordinare i frittelloni, una sottilissima crespella salata cosparsa di pecorino e pepe, piatto tradizionale della zona. Per cena, cercate i piatti preparati con l’olio extravergine d’oliva della Tuscia e accompagnati da un calice di vino locale dei Colli Cimini.

Giorno 3: da Civita Castellana a Corchiano

L’ultima tappa, di circa 14 chilometri, esplora il cuore naturalistico del Bio-distretto, tra monumenti naturali e antiche vie scavate nella roccia.
Si cammina in direzione di Corchiano, attraversando un paesaggio rurale dove i noccioleti a perdita d’occhio si alternano alle profonde gole tufacee. Arrivati a destinazione, si esplora il Monumento naturale delle Forre di Corchiano, un’area protetta dove il percorso si snoda tra antichissime “tagliate” falische, le profonde vie cave scavate a mano nel tufo, ponti romani e cavernette preistoriche.
Il territorio di Corchiano è il regno della nocciola tonda gentile romana DOP, coltivata biologicamente da molte aziende del distretto. Fermatevi in una pasticceria artigianale del borgo per assaggiare i tozzetti, i tipici biscotti secchi alle nocciole, o acquistate una crema spalmabile alla nocciola 100% biologica e locale come souvenir gastronomico del viaggio.

PROPOSTE