fbpx

Il Santuario di Sombreno e il mistero dell’osso gigante

Stampa

Il santuario dedicato alla Natività della Beata Vergine a Sombreno, vicino Bergamo, è un mondo da scoprire: offre paesaggi naturali, storia, cultura, fede e anche misteri legati allo strano osso gigante appeso alla navata.

Il Santuario di Sombreno è uno dei monumenti più belli del paese di Paladina (Bergamo) e anche quello di cui va più fiera la comunità locale. Per chi ama la storia, visitare questo santuario – sul colle omonimo – significa riscoprire l’antico forte difensivo medievale, di cui rimane però solo la antica torre. Per chi arriva a Paladina con spirito religioso, qui si viene soprattutto a venerare la Natività della Beata Vergine Maria.

Il tutto è corredato da diverse attrattive turistiche, come le sponde del fiume Brembo, la campagna bergamasca, la stessa Bergamo che non è affatto lontana da Paladina. E ancora, splendide ville settecentesche e chiese medievali. Ma quel che attira la curiosità è quell’osso gigante che viene custodito proprio nel santuario. Un osso che parla di mistero, anche se oggi quel mistero è stato in parte rivelato.

Alla scoperta del Santuario di Sombreno

Domina il paesaggio dalla cima della collina verde di Sombreno questa grande chiesa, costituita da due edifici sacri riunificati, Santa Maria Addolorata e Natività di Maria Santissima. Furono eretti entrambi nel XV secolo e il più recente dei due, la chiesa dell’Addolorata, porta la data esatta del 1493.

Il sentiero pavimentato in pietra diventa scalinata e conduce all’ingresso, tramite un cancello con la forma di tempietto. Oltrepassato questo, si arriva all’entrata principale della chiesa, costruita intorno alla antica cappella del castello medievale ormai scomparso. Sebbene sia stata ampliata e restaurata tra i secoli XVII e XIX, la struttura in pietra dell’edificio richiama ancora una bellezza fiabesca che si intona benissimo all’ambiente.

Dentro, le opere d’arte che la arricchiscono coprono diversi periodi. Molto bella la Pietà di legno (datata  XVI secolo) creata da un artista anonimo, di grande valore le tele del Vigna – Madonna sul Carro e la Congregazione alla Messa. Tra gli affreschi firmati Baschenis, Ceresa e Genovesino e gli intagli di legno del pulpito del Mariani, bisogna alzare lo sguardo per rimanere senza parole. Eccolo, il mistero. Quella costola gigantesca che pende dal soffitto della navata centrale sull’assemblea!

L’osso di Sombreno

Leggenda vuole che un tempo, non lontano dal colle di Sombreno, sorgesse un lago preistorico – oggi scomparso, ma le cui prove scientifiche confermano la storia religiosa. In questo lago viveva un terribile drago che periodicamente usciva dalle acque e terrorizzava le campagne intorno.

Il terrore dominò sovrano fino al medioevo, quando un coraggioso quanto anonimo cavaliere straniero decise di affrontare il drago una volta per tutte. Combatté e lo uccise, lo fece a pezzi e donò parte del suo scheletro alla chiesa locale. Quella costola enorme è rimasta appesa al soffitto della chiesa a ricordare a tutti i fedeli quanto potere ha la forza della fede. Ma gli scienziati hanno voluto vedere più lontano, oltre il credo personale. E dal XIX secolo fino alla metà del XX si è attribuito quell’osso non certo a un drago ma ad un mammuth.

In effetti, la zona della bergamasca e il fiume Brembo hanno portato testimonianze di insediamenti e reperti preistorici antichissimi. Dunque era possibile che un mammuth fosse vissuto in queste campagne millenni fa. Sono stati ulteriori studi, avvenuti dopo il restauro dell’osso nel 2018, a rivelare cosa c’era dietro il mistero.

Il nuovo mistero dell’osso di Sombreno

Se i nuovi studi hanno avuto il merito di rivelare che l’osso gigante non era né un fossile né un osso di mammuth – grazie anche agli esami al Carbonio 14, che lo datavano piuttosto al XVI secolo – non ha risolto del tutto il suo mistero. O meglio, ha svelato la verità dietro la misteriosa provenienza di quella costola, ma ha aperto altri interrogativi.

Non si tratta di una costola di mammuth, né di elefante. Si può però attribuire con certezza all’osso costale di una piccola balena, vissuta tra i secoli XV e XVI. Ma come è arrivata una balena nel cuore della Lombardia? E soprattutto perché un suo osso è stato donato al santuario di Sombreno? L’attenzione degli studiosi, e in particolare del giornalista Maurizio Scalvini, si è concentrata sulle lettere AM incise sull’osso insieme a una croce.

Le iniziali corrispondono a quelle di Antonio Moroni da Breno, il cui affresco per ex voto dedicato alla Madonna è esposto proprio al santuario. L’affresco è datato 1580. Grazie alla persona per cui il voto è stato offerto si risale a una famiglia bergamasca che commerciava per mare con le proprie navi, dal porto di Venezia. A questo punto l’osso potrebbe essere la prova che uno dei Moroni si sia salvato dall’attacco di una balena durante un viaggio per mare. Ed ecco perché fu offerta la prova della grazia ricevuta alla venerazione di tutta la comunità.

Le notizie su questa famiglia però sono ancora poche, e non si conoscono molte conferme dei loro viaggi per mare. Questo il motivo per cui l’osso resta un mistero affascinante e i turisti amano venire ad ammirarlo per immaginare, ancora, draghi e mammuth!

Altro da vedere intorno al santuario

Intorno al santuario di Sombreno e al suo osso misterioso si aprono meravigliosi panorami. Nelle immediate vicinanze, il bellissimo Parco dei Colli che si può percorrere tramite diversi sentieri naturalistici. Il punto panoramico di Colle dei Roccoli, ad esempio, è imperdibile! Per salire al santuario dal paese, prendete il sentiero di via Breno (giro lungo) oppure lo sterrato che conduce alla salita della Via Crucis (giro breve) per arrivare in cima tra splendide vedute.

In appena 15 minuti d’auto da Sombreno si arriva a Bergamo centro. Mentre occorrono 35 minuti per ritrovarsi sull’ultimo lembo orientale del Lago di Como (Calolzocorte). Monza si trova a 40 minuti di strada e il lago di Garda a circa un’ora d’autostrada. Non mancheranno quindi le occasioni per arricchire il vostro soggiorno a Paladina e Sombreno con itinerari culturali e naturalistici indimenticabili.

Come arrivare

Per arrivare a Paladina, in auto: da Bergamo prendere le Statali 671 e 470; dal sud, A14 e poi A1 direzione Cremona-Brescia per poi imboccare l’autostrada A21. Quindi da Brescia, la A4 con uscita Dalmine, verso SS 470. Chi arriva da Milano seguirà la A4 con uscita Dalmine.

Si arriva in treno alla stazione di Bergamo e poi con i bus locali in meno di un’ora a Paladina. L’aeroporto di riferimento è Orio al Serio di Bergamo (12 km dal paese).

Da Paladina, poi, si sale facilmente al santuario a piedi o in bicicletta in meno di 15 minuti.

SI RINGRAZIA PER LE FOTO MAURIZIO SCALVINI: tali foto restano di esclusiva proprietà dell’autore e pertanto ogni uso non è consentito, se non previa sua autorizzazione scritta.

Stampa