Sicilia, Rocca Busambra e il mare ad alta quota

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Un itinerario originale e particolare, oltre ogni pregiudizio … a Corleone. Qui sorge la splendida Rocca Busambra una montagna ricca di paesaggi mozzafiato e di misteri legati, addirittura, al mare!

Rocca Busambra sorge in un angolo di Sicilia che somiglia, piuttosto, alle Dolomiti. In quel magico punto di incontro tra la catena dei Monti Sicani, che occupa la parte centro-occidentale dell’isola, e le Madonie. Con i suoi 1613 metri, anzi, è proprio Rocca Busambra la cima più alta dei Sicani. Domina la distesa verde della Riserva Bosco della Ficuzza, ma dalla cima lo sguardo si perde fino al Parco delle Madonie e alla costa tirrenica del palermitano.

La presenza di tutte queste aree di verde intorno alla montagna, faceva apparire la zona come una enorme macchia scura nel paesaggio, da cui il nome. Infatti, Rocca Busambra viene dall’arabo qalat abu samra” (il castello dell’oscurità).

Questa rocca è in realtà un complesso monutoso che si estende su 15 km di territorio con almeno cinque cime comprese. Appare roccioso, frastagliato, consumato in parte dagli elementi atmosferici ma ugualmente possente. Come un pezzo di catena alpina precipitato per caso al centro della Sicilia, uno spettacolo da vedere e … da vivere.

Il mistero del “mare ad alta quota”

In pochi riescono a raggiungere la cima di Rocca Busambra, perché la scalata è impegnativa e il cammino lungo e faticoso. Chi si affida alle ottime guide locali, però, se è ben allenato riesce ad arrivare e a sperimentare personalmente il misterioso fenomeno del “mare ad alta quota”.

Gli anziani dei paesi circostanti lo conoscono da tempo e ne parlano spesso. I giovani, però, non ci credono finché non lo vedono – anzi, lo sentono – dal vivo. Perché in cima alla Rocca Busambra, in certe giornate, si sente il rumore delle onde del mare come se foste su una spiaggia qualsiasi della Sicilia. Un effetto straordinario e sconvolgente che lascia senza parole. E che ha una spiegazione logica.

Quando il vento spinge dal Tirreno, ingrossando il mare e creando le alte onde che si abbattono sul litorale,  l’eco di quel rumore rimbalza sulle colline e viene incanalato nelle valli. Tramite uno strano collegamento, dovuto alla forma delle valli e all’esposizione delle pareti rocciose, l’eco raggiunge Rocca Busambra. La grande parete dolomitica fa da cassa di risonanza e riflette quel rumore alla cima. Il risultato è davvero emozionante e difficile da descrivere a parole!

I comuni della Rocca Busambra

Rocca Busambra ha un territorio vasto che viene suddiviso tra i comuni circostanti: Godrano, Mezzojuso, Monreale, Corleone e per una piccola parte anche Palermo. La fetta più significativa della montagna ricade nelle municipalità di Godrano e Corleone che la proteggono grazie alla Riserva Naturale Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere e Gorgo del Drago.

Un itinerario che tocchi i comuni della rocca è interessante, soprattutto per sfatare un altro mito negativo: quello che lega questi nomi solo ai fatti di mafia. Scoprirete, ad esempio, che Corleone è un posto meraviglioso. Le architetture barocche del suo centro storico regalano monumenti come la Chiesa di San Martino, la chiesa di Santa Rosalia, il santuario Madonna del Rosario. Nel suo territorio sorge il meraviglioso bosco della Ficuzza. Al suo interno si trova la elegante Casina di Caccia di Re Ferdinando – oggi un museo di storia naturale. Da non perdere le spettacolari gole del Gorgo del Drago – una serie di vortici formati dal fiume Frattina mentre si incanala tra le rocce – e le cascate Due Rocche.

Nel comune di Godrano, oltre al centro storico ricco di chiese, si può ammirare la Peschiera dei Borbone, una riseva di pesca del re che comprende alcuni laghi nei pressi del Gorgo del Drago. Mezzojuso è famosa per i resti del suo antichissimo castello arabo-normanno e per le eleganti fontane che abbelliscono il centro storico. Inutile elencare le bellezze di Monreale e di Palermo, universalmente note, che racchiudono almeno quattro epoche storiche tra campanili, chiostri, mosaici e palazzi nobiliari.

La Riserva Naturale di Rocca Busambra

La Riserva Naturale Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere e Gorgo del Drago è stata istituita solo nel 2000. Ma è arrivata fino a noi in tutta la sua bellezza grazie ai Borbone, che ne fecero la propria riserva di caccia. Il divieto di toccare quei boschi, imposto dai re, ha fatto sì che siano scampati all’edilizia selvaggia e alla “mafia dei pascoli”.

Oggi, la Riserva si estende su 7398 ettari che comprendono: Bosco della Ficuzza e Bosco del Cappelliere, tipiche foreste mediterranee, parte dei Monti Sicani – con Rocca Busambra a dominare su tutto, diversi corsi d’acqua. Molti i laghetti che costellano la Riserva, qui chiamati “gorghi” per via dei vortici che si formano a causa dei fondali argillosi. Inoltre, un bellissimo lago artificiale – Lago Scanzano, sullo sbarramento del torrente Eleuterio – illumina la vicina Piana degli Albanesi.

Esplorando la Riserva potrete ammirare querce da sughero, aceri, castagni. Ci sono anche alcune piante indigene che non troverete mai altrove (fiordaliso di Busambra, erba Croce, camomilla del Cupani). Tra gli animali che qui vivono, incontrerete cinghiali, volpi, gatti selvatici ma anche daini! E ovviamente decine di uccelli rapaci.

Rocca Busambra per i turisti

Come arrivare: da Palermo, tramite autostrada A20 con uscita Villabate – oppure tramite le Statali 121 e 118. Seguite le indicazioni per Misilmeri e Bolognetta, quindi andate verso Marineo e Godrano seguendo i segnali turistici. Da Catania, si arriva tramite autostrada A19, uscendo a Buonfornello e proseguendo poi verso Villabate. Da lì, seguite le indicazioni come spiegato in precedenza. L’aeroporto più vicino è Falcone e Borsellino, di Palermo

Dove alloggiare: l’idea migliore è quella di alloggiare presso i tanti agriturismi della zona. Uno degli elenchi più completi si trova sul  sito della riserva Se preferite un B&B, i più organizzati sono a Marineo, Godrano e Corleone.

(si ringrazia per alcune delle foto il signor Michele Torrisi)

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