Farm Cultural Park: in Sicilia una galleria d’arte da visitare

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Una esplosione di colori e di arte moderna nel cuore della Sicilia più antica e tradizionale. Una sorpresa che vuole affascinare tutto il mondo dal centro storico di Favara.

Il cuore più profondo della provincia siciliana, dove sorge Favara, non è una delle mete preferite del gran turismo. Non c’è mare, non ci sono vulcani, non ci sono monumenti colossali. Tra pascoli aridi, campi sterminati e paesini di pietra in apparenza chiusi e distanti, la gente tuttavia continua a cercare la bellezza. Ad amarla. E a crearla.

In provincia di Agrigento questa ricerca del bello si dimostra ogni anno di più. Il magnifico Teatro di Andromeda a Santo Stefano Quisquina, per esempio, o il Farm Cultural Park di Favara sono gioielli da scoprire. In particolare il Farm Cultural Park è qualcosa che non ti aspetti. O meglio, non te l’aspetti qui … . A Milano, forse. A Berlino. Ma non qui, tra le campagne agrigentine.

Favara, sorgente di bellezza

Favara è un grosso paese (32.000 abitanti) che gravita nell’orbita del capoluogo Agrigento. Da esso assorbe anche lo stimolo culturale continuo che lo rende un comune diverso dagli altri. Il suo nome viene dall’arabo fawwra – sorgente – e così come il territorio è ricco di acque, la sua gente è ricca di iniziative.

Dopo un periodo ricco e glorioso, durato dalla conquista Araba fino al XVI secolo, la città era caduta in abbandono. Fu recuperata solo dopo l’Unità d’Italia, motivo per cui il suo bel centro storico elegante presenta molti edifici del XIX secolo. Sono invece antiche e bellissime le chiese e il Castello, quest’ultimo risalente al 1200. Fuori città, in Contrada Stefano, sorge un ampio sito archeologico preistorico.

I colori di Favara sono i colori della pietra morbida di queste terre, sono quelli del cielo azzurrissimo che sfiora i pascoli verdi tutto intorno. Sono i colori delle casette del centro storico, man mano che vengono restaurate. E sono i colori sconvolgenti e sorprendenti di Farm Cultural Park.

I colori del mondo a Favara

L’idea di Farm Cultural Park è venuta a una coppia di intellettuali, il notaio Andrea Bartoli e la moglie Florinda Saieva, avvocato. Inizialmente, nel 2010, l’idea era quella di recuperare un gioiellino del paese, Cortile Bentivegna, uno spazio formato dall’unione di sette piccole piazzette.

Per restaurarlo, però, hanno pensato bene di ispirarsi a forme e colori di alcune località turistiche del mondo molto particolari.  Tra gli esempi da cui hanno attinto, il Palais de Tokyo di Parigi, la piazza marocchina di Marrakech e il mercato londinese di Camden Town. Il risultato è stato immediatamente d’impatto, al punto che solo un anno più tardi l’idea è stata premiata alla Mostra Internazionale di Architettura di Venezia.

Cosa è Farm Cultural Park di Favara

Da quel progetto iniziale, sono state recuperate allo stesso modo altre case della zona. Molti palazzi, strade e piazzette del centro storico sono nati a nuova vita con forme, colori, installazioni sorprendenti. Un museo di arte contemporanea a cielo aperto che ha trasformato Favara nella seconda attrazione agrigentina dopo la Valle dei Templi.

Non tutti hanno recepito bene il cambiamento di Farm Cultural Park. In effetti, questo spaccato di arte moderna – in un paese che fino a poco tempo fa viveva quieto tra i propri monumenti ottocenteschi – non è stato capito da molti. Ma gli addetti ai lavori hanno apprezzato tanto, al punto che diversi artisti hanno scelto proprio quei vicoli  e quelle casette come propria residenza.

Sono stati avviati corsi d’arte, si tengono mostre, conferenze, presentazioni, eventi. Un fiume di vitalità che ha ridato vigore a una cittadina bella ma forse poco considerata. E nonostante diversi ostacoli e difficoltà, Farm Cultural Park va avanti. Oggi, qui, è possibile frequentare corsi di design, di grafica, corsi di architettura per bambini. Sono sorti sulla scia di questo richiamo alberghi e B&B, locali e anche una scuola di Hotellerie d’avanguardia.

Informazioni su Farm Cultural Park

Orari e biglietti: gli accessi a Farm Cultural Park sono gratuiti, essendo il centro storico di Favara. Si paga soltanto la partecipazione ad alcuni eventi. Per avere informazioni più precise: telefono 0922/34534 oppure email farmculturalpark@gmail.com .

Gli orari di ingresso sono relativi ai musei, alle mostre e agli eventi e seguono queste disposizioni: in estate – dal martedì al venerdì, ore 10-24   – sabato e domenica, dalle 10 alle 2 del mattino; in inverno – dal martedì al venerdì ore 10-22   – sabato e domenica, dalle 10 alle 24. Resta chiuso, sempre, il lunedì.

Come arrivare: gli aeroporti più pratici per arrivare a Favara sono Catania o Comiso. Da Catania prendere l’autostrada A19 direzione Palermo, quindi uscire a Caltanissetta e proseguire fino alla SS 640 per Favara.

Da Comiso, seguire la Provinciale 5, quindi la SS 115 direzione Vittoria. Proseguire sulla stessa statale fino ad Agrigento e poi immettersi sulla Provinciale 3 per Favara.

Per chi arriva da Palermo, seguire la A29 uscendo sulle Statali 189 oppure 115 in direzione Favara.

(Si ringrazia per le foto il sito di Farm Cultural Park Favara)

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