Craco Vecchia, la città fantasma in Basilicata

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Craco Vecchia, in Basilicata, domina la provincia di Matera dall’alto di una collina spezzata, che ha costretto per questo gli abitanti alla fuga ma che oggi attira, per bellezza, turisti da ogni luogo.

Craco Vecchia oggi brilla di luce riflessa, grazie al turismo di interesse storico artistico che porta molta gente per le sue strade in ogni stagione. Ma per molti secoli è stato un faro luminoso per tutta la Lucania, con una storia davvero ricca di eventi e di riconoscimenti prestigiosi. Il motivo per cui questo faro, infine, si è “spento” è una frana. Negli anni Sessanta del secolo scorso, alcuni lavori di scavo per le fognature causarono dei crolli da cui prese il via lo smottamento del terreno sottostante. Le forti piogge degli anni seguenti peggiorarono la situazione e nel 1972 iniziò lo spopolamento.

All’alba degli anni Ottanta, Craco era già un paese fantasma. La costruzione del nuovo centro, poco più a valle (Craco Peschiera), fece sì che il borgo venisse ribattezzato “Craco Vecchia”. E ci sono voluti quasi quarant’anni per restituirgli l’antica “magia”. Adesso questo luogo affascinante rientra in una serie di percorsi turistici che mirano a valorizzarlo nonostante le sue condizioni siano ancora cadenti. Insieme a Craco rinasce, turisticamente, anche il suo territorio.

I percorsi che portano a Craco Vecchia

Si può raggiungere Craco Vecchia dopo aver visto le meraviglie di Matera. Il borgo sarà infatti il completamento della bellezza medievale lucana alla quale vi avranno abituati i “Sassi”. Matera dista circa un’ora da Craco, e il percorso che collega i due centri passa dalla Riserva Naturale di San Giuliano con l’omonimo lago.

Partendo dalla costa jonica, invece, attraverserete i deliziosi borghi marinari di Policoro e Scanzano. Poi risalirete verso le colline argillose (i “calanchi”) circondate da sentieri immersi in una natura selvaggia. Su tutti, all’improvviso, appare Craco Vecchia!

Altri percorsi formano invece il Parco Museale Scenografico di Craco, una sorta di itinerario a cielo aperto che comprende il paese e i suoi immediati dintorni. Si visiteranno chiese, conventi ma anche antichi palazzi e angoli usati per anni come set cinematografici (per citare qualche titolo: Cristo si è fermato a Eboli, King David, Basilicata Coast To Coast, Terra Bruciata, Ninfa Plebea ma anche alcune scene di The Passion diretto da Mel Gibson).

Cosa vedere nella città fantasma di Craco Vecchia

Craco inizia ad esistere durante l’epoca Bizantina, quando alcuni monaci vi stabiliscono il primo convento. Diventa sempre più importante man mano che la potenza dei vescovi e degli abati  concentra sul posto l’interesse dei principi Normanni. Il Medioevo è per questo paese un periodo d’oro che si conclude intorno al XVI secolo quando il feudo inizia a passare di famiglia in famiglia. La fama di Craco si riaccende nel XIX secolo, per via dei moti rivoluzionari prima e delle scorrerie dei briganti – Carmine Crocco su tutti – nel post Unità d’Italia.

Craco fu città signorile, sede universitaria, roccaforte di difesa … una lunga storia che oggi si può leggere ancora nei suoi palazzi ormai vuoti. A Craco Vecchia si viene per vedere Craco stessa. Il paese è un immenso monumento. Passeggiando per le sue vie si possono ammirare, nello specifico: Palazzo Maronna, Palazzo Grossi, Palazzo Carbone e Palazzo Simonetti. Sono i nuclei delle grandi famiglie che – unificandosi nel XIII secolo – crearono proprio il centro abitato come lo si vede oggi.

Il più bello è Palazzo Grossi: il suo portale, le volte decorate, le ringhiere in ferro battuto testimoniano la ricchezza dei proprietari del tempo. Molto belli gli ingressi monumentali dei palazzi Maronna e Carbone. Il cosiddetto Castello di Craco è in realtà il torrione normanno che domina il paese e che fu inglobato, nell’Ottocento, al palazzo Maronna. Famosa per essere stata la prigione dei nemici di Federico II, in realtà la torre esisteva da prima dell’anno Mille anche se nessuna data certa è ad oggi conosciuta. Tra le rovine delle chiese di Craco, le più belle sono: Santi Pietro e Paolo (XVII secolo), Madonna della Stella, San Nicola e – fuori paese – la cinquecentesca Sant’Eligio.

I sapori lucani e la trattoria fantasma

I percorsi di Craco, in autunno più che mai, sono un piacere – anche gastronomico – da scoprire! Se il borgo storico è abbandonato, nelle frazioni che oggi ospitano il comune moderno le trattorie lavorano per rendere felici i turisti! Da provare: i cardi cacio e uova, le orecchiette fatte in casa con qualsiasi condimento (ma con le cime di rapa si indovina sempre!). E ancora, gli “strascinati” al ragù e per dolce calzoncelli e cartellate.

A proposito di trattorie, anche se ormai non esiste più andate a cercare la memoria storica della trattoria di Contrada Canzoniere. Narra la leggenda che la proprietaria fosse talmente bella da incantare gli uomini, i quali finivano prima nel suo letto e poi … per magia … nei piatti di portata trasformati  in varie pietanze!

Craco Vecchia, informazioni utili per la visita

Prima di effettuare qualsiasi visita a Craco Vecchia, con guida o meno, dovete fornirvi della cosiddetta “Craco Card”. In realtà si tratta di una dichiarazione rilasciata al comune in cui firmate consapevoli che il percorso è rischioso e che userete tutte le misure di sicurezza imposte dal buonsenso. Gli elmetti protettivi sono praticamente obbligatori.

Per arrivare a Craco: autostrada A3, uscendo a Sicignano si prende la direzione verso Potenza per poi seguire le indicazioni E847 Pisticci Scalo e SS176 fino a Craco Peschiera. Se siete già a Matera, potete raggiungere Craco in meno di un’ora, via Statale 7. Chi arriva in treno scenderà a Pisticci per proseguire poi con bus regionali. L’aeroporto più vicino è Bari.

Gli alloggi più vicini si trovano a 5, 8 o 10 km da Craco Vecchia. Si tratta per lo più di ampi e comodi agriturismi ( Casa Adriana, Casa Virò, Hotel degli Ulivi, Le Antiche Vie ). Un hotel molto rinomato è Palazzo Margherita ma si trova a 21 km dal paese.

 

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