La mostra di Guttuso a Roma riporta nella Capitale uno dei protagonisti più intensi del Novecento italiano. Dal 17 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027 il Museo Storico della Fanteria dell’Esercito Italiano ospita infatti la mostra intitolata Renato Guttuso. Anima mediterranea, una grande antologica con 59 opere tra dipinti, disegni, acquerelli, incisioni e tecniche miste.
Il percorso attraversa più di cinquant’anni di ricerca artistica e restituisce un Guttuso complesso, profondamente legato alla Sicilia ma anche alla Roma della cultura, della politica e dell’impegno civile. La mostra è curata da Vittorio Sgarbi e Marina Giordano.

Perché vedere la mostra di Guttuso a Roma
Roma non è una sede casuale. Guttuso, nato a Bagheria il 26 dicembre 1911, visse e lavorò nella Capitale dal 1937 fino alla morte, avvenuta nel 1987. Qui entrò in relazione con artisti e intellettuali destinati a segnare profondamente la cultura italiana del Novecento, tra cui Corrado Cagli, Afro e Mirko Basaldella, Mario Mafai, Alberto Moravia e Mario Alicata.
La mostra a Roma permette quindi di rileggere la sua carriera proprio nella città che più di ogni altra fu teatro della sua maturità artistica e pubblica.
Per Guttuso la pittura non poteva separarsi dalla vita. Vittorio Sgarbi sintetizza questo principio ricordando che per l’artista non esisteva pittura senza realtà: natura, amore, amicizia, giustizia, politica e lavoro appartengono tutti allo stesso orizzonte umano.
Il significato di “Anima mediterranea”

OLIO SU TELA
cm. 45×50 – CON CORNICE cm. 68,5x74x5,5
FOTO PAOLO VANDRASCH
Il titolo della mostra, Anima mediterranea, non va letto soltanto come un riferimento geografico alla Sicilia.
Marina Giordano lo interpreta come una vera e propria forma mentis: un modo di stare al mondo costruito attraverso luce e ombra, vitalità e tragedia, memoria e storia, sensualità e consapevolezza della finitudine.
In Guttuso tutto questo si traduce in una pittura fisica, intensa, spesso teatrale, nella quale la realtà viene osservata, trasformata e restituita attraverso il colore, la forma e la partecipazione emotiva.
Le cinque sezioni della mostra di Guttuso
La mostra è articolata in cinque sezioni tematiche: Volti, Sicilia, Natura viva, nature morte, Artista e società e Il femminile.
Il percorso non segue una semplice progressione cronologica. Le opere sono organizzate per nuclei capaci di mettere in relazione temi, stili e fasi differenti della carriera.
L’arco temporale è molto ampio: si parte dalla metà degli anni Trenta, con un Autoritratto del 1936, e si arriva fino agli anni Ottanta, con opere come Fichi d’India e la rilettura della Testa di Medusa di Caravaggio.
Volti: autoritratti, Mimise e Kafka

La prima sezione è dedicata a ritratti e autoritratti.
Per Guttuso il volto non è mai soltanto una fisionomia. È piuttosto un luogo di memoria, di affetto e di relazione. In mostra compaiono autoritratti, immagini della moglie Mimise, il ritratto di Mario Alicata e altre figure legate alla vita privata e intellettuale dell’artista.
Tra le opere da osservare con maggiore attenzione c’è il Ritratto di Mimise col cappello rosso, in cui il colore assume una funzione quasi psicologica: il rosso del cappello e dell’abito si confronta con il nero dei contorni e con l’azzurro della finestra, dando alla figura una presenza molto intensa.
Interessante anche il Ritratto postumo di Kafka, costruito sulla base di fotografie d’epoca, che apre il percorso al dialogo con la letteratura.
Il Sorriso dell’ignoto marinaio
Tra le opere più suggestive della sezione c’è anche il Sorriso dell’ignoto marinaio, acquaforte che rimanda al celebre Ritratto di ignoto marinaio di Antonello da Messina e al romanzo di Vincenzo Consolo.
È un esempio emblematico del modo in cui Guttuso rilegge la tradizione, facendola entrare in rapporto con la storia, la letteratura e il presente.
Sicilia: La Vucciria e l’Eruzione dell’Etna
La Sicilia è uno dei temi centrali dell’intera produzione guttusiana.
Bagheria rimane per tutta la vita il luogo delle origini, dei colori, del paesaggio, del lavoro, dei mercati e di una memoria che continua ad affiorare anche negli anni romani.
Studio per La Vucciria

Tra le opere principali della mostra figura anche lo Studio per La Vucciria del 1974, appartenente alla Collezione Famiglia Mezzacane.
Si tratta del grande studio preparatorio che precede la celebre tela della Vucciria. Guttuso organizza la scena attraverso venditori, figure, carni, pesci, ortaggi e frutta, definendo già quell’incastro serrato di forme e colori che caratterizzerà la composizione definitiva.
È importante sottolinearlo: non è esposta la tela definitiva della Vucciria, ma il suo grande studio preparatorio. Proprio per questo l’opera è particolarmente interessante, perché consente di entrare nel processo creativo del pittore.
Eruzione dell’Etna
Altro vertice del percorso è Eruzione dell’Etna, databile al 1983 e proveniente dalla Fondazione Sicilia.
L’opera nasce da un’eruzione realmente avvenuta nello stesso anno e durata oltre 130 giorni. La lava domina la scena come una forza naturale incontenibile, mentre alcune figure scure viste di spalle evocano la tradizione romantica di Caspar David Friedrich.
È una delle opere in cui l’idea di “anima mediterranea” appare più evidente: natura, paura, bellezza e senso del sublime convivono nella stessa immagine.
Natura viva, nature morte
La sezione Natura viva, nature morte mostra un Guttuso attento agli oggetti, alla materia e alle cose di ogni giorno.
Sono esposte opere come Natura morta con garofani e frutta, Pannocchia di granturco, La finestra blu, Fichi d’India e la litografia I girasoli, omaggio a Van Gogh. Compaiono anche paesaggi di Tivoli e Varese.
Per Guttuso una sedia, una bottiglia, un frutto o un fiore non sono mai elementi neutri. Portano con sé il tempo, il lavoro, la quotidianità e la memoria.
Il dialogo con Caravaggio, Cézanne e Morandi
Dietro le nature morte emerge anche il confronto con la storia dell’arte.
Guttuso guarda a Caravaggio, Cézanne e Giorgio Morandi, assorbe modelli e suggestioni, ma li rielabora all’interno di un linguaggio sempre personale.
Questo dialogo con il passato è uno degli aspetti più interessanti dell’intera mostra.
Artista e società: lavoro, politica e impegno civile
La sezione Artista e società riunisce le opere nelle quali emerge con maggiore chiarezza il rapporto tra pittura e responsabilità civile.
Il lavoro dei pescatori, dei contadini e degli operai, la guerra, le lotte sociali e le grandi fratture della storia entrano nei dipinti senza mai ridursi a semplice cronaca.
La pesca del pesce spada
Tra le opere più significative c’è La pesca del pesce spada, legata al cosiddetto primo ciclo di Scilla.
Marina Giordano la indica come un esempio di quel “neocubismo mediterraneo” che unisce la lezione di Picasso alla forza narrativa tipica di Guttuso.
Marcia di contadini nel feudo
La Marcia di contadini nel feudo rimanda invece alle lotte per la riforma agraria e all’occupazione delle terre.
La pittura assume qui una dimensione apertamente politica, ma resta ancorata ai corpi, ai gesti e alla fatica reale degli uomini.
Massacro degli agnelli
Più drammatico è il Massacro degli agnelli, del 1947.
La violenza sugli animali diventa immagine universale della sofferenza e richiama la memoria delle stragi e della guerra appena conclusa. Sgarbi vi riconosce anche un confronto con Goya e con il tema della violenza esercitata sugli esseri indifesi.
La notte di Gibellina
Tra le altre opere della sezione compare La notte di Gibellina, ispirata al terremoto del Belice del 1968, insieme all’acquaforte Omaggio a Picasso – Colombe.
Guttuso e Picasso
Il rapporto con Picasso attraversa più volte la mostra. Picasso non fu per Guttuso soltanto un modello artistico. Fu anche un amico e un interlocutore. Dopo la guerra, Guttuso guarda con attenzione alla scomposizione cubista e al postcubismo, ma senza abbandonare mai la figurazione e il racconto della realtà. Questa tensione tra modernità e realismo è una delle caratteristiche più riconoscibili della sua pittura.
Il femminile nella pittura di Guttuso
L’ultima sezione è dedicata al femminile, tema che attraversa tutta la carriera dell’artista.
La donna compare come lavoratrice, compagna, musa, presenza sensuale oppure figura attraversata dal dolore.
Tra le opere segnalate nel percorso figurano Donna che grida e Ragazza bionda su poltrona nera, databile al 1967. È presente inoltre una Figura femminile del 1978, proveniente dal MART di Rovereto.
Anche in questo caso biografia e pittura tendono a sovrapporsi. Nella vita di Guttuso ebbero un ruolo importante la moglie Mimise e, successivamente, Marta Marzotto.
Guttuso e i grandi maestri della storia dell’arte
Uno degli aspetti più interessanti dell’esposizione è il continuo dialogo tra Guttuso e gli artisti del passato.
Nel suo universo figurano Antonello da Messina, Caravaggio, Goya, Ingres, Van Gogh, Picasso, Grosz, Michelangelo, Raffaello e Courbet.
Guttuso usa la storia dell’arte come strumento di confronto. I maestri diventano interlocutori attraverso i quali misurarsi con il proprio tempo.
Una mostra per conoscere Guttuso oltre i capolavori più celebri
Uno dei motivi più interessanti per visitare Anima mediterranea è la possibilità di andare oltre l’immagine più conosciuta di Guttuso.
Accanto all’artista politicamente impegnato emergono infatti l’uomo degli affetti, della sensualità, delle amicizie, della natura e della memoria.
Le opere provengono sia da collezioni private sia da importanti istituzioni pubbliche, tra cui MART di Trento e Rovereto, Fondazione Sicilia e Banca d’Italia.
La mostra non pretende di essere esaustiva rispetto a una produzione durata più di cinquant’anni. Vuole piuttosto costruire un percorso evocativo, fatto di opere capaci di mostrare le molte anime di un pittore che ha attraversato gran parte del Novecento italiano.
Informazioni utili sulla mostra di Guttuso a Roma
Dove si trova la mostra
Renato Guttuso. Anima mediterranea è ospitata al Museo Storico della Fanteria dell’Esercito Italiano, in Piazza Santa Croce in Gerusalemme 7, Roma.
Date della mostra
La mostra è aperta dal 17 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027.
Orari
Dal lunedì al venerdì l’orario è 9.30-19.30. Sabato, domenica e festivi la mostra è aperta dalle 9.30 alle 20.30. L’ultimo ingresso è previsto 30 minuti prima della chiusura.
Biglietti
Il biglietto intero costa 13 euro nei giorni feriali e 15 euro nei festivi, lo si può acquistare anche on line. È disponibile anche un biglietto open con ingresso salta la fila a 17 euro, oltre alle formule ridotte. Per i bambini fino a 5 anni l’ingresso è gratuito.