Stampa

Un mix di femminilità e design ispirato all’arte per la poltrona firmata dal giovane designer

Driade è da sempre sinonimo di un’estetica dell’abitare aristocratica e in progressiva e costante evoluzione.  Le sue proposte sono caratterizzate da una marcata valenza simbolica e sono in grado di costruire un habitat che sintetizza le differenze in un segno unitario, reso coerente dalla medesima tensione espressiva.
All’ultima edizione del Salone del Mobile di Milano 2008 sono stati realizzati dei pezzi firmati da alcuni dei più importanti designer del panorama internazionale, complementi d’arredo che presentano un’estetica così diversa ma in grado di armonizzarsi in un complesso dallo stile ineguagliabile.
Oggi è infatti il mix a fare la differenza e a mostrare lo stile e il gusto di ciascun consumatore e così Driade mescola stili, epoche e materiali molto diversi per dar vita a complementi che sono delle opere d’arte da usare.
E tra le nuove proposte non poteva mancare una seduta dalle linee atipiche, progetto del designer italiano Fabio Novembre.
Divina nasce dalla mescolanza insolita ma efficace degli elementi che identificano le opere di Henry Moore a Ludwig Mies van der Rohe, ovvero lo scultore maestro di un organicismo sensuale e l’architetto padre di un minimalismo insuperato. Per Fabio Novembre Mies, con la sua semplicità, sta sotto, alla base, Moore, con la sua umanità, sopra. Ovvero, tramutato in termini tipologici, Mies è la seduta, Moore la spalliera. Ma non basta: la spalliera ha una forma nera, sinuosa, dai caratteri sessuali ben più sfumati delle odalische ispiratrici. “Divina” è un personaggio del nostro tempo chiuso in una sessualità inesistente o indefinita.

Stampa