La regale Siviglia: arte Mudejar e tanto verde

Massimo e Veronica giungono, per la loro tappa numero 6 nella città di Siviglia. Scopriamo cosa li ha affascinati di questa splendida località…

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Parcheggiamo appena fuori dal centro, nei pressi del mercato delle carni. Attraversiamo i Jardines del Murillo, il primo di una serie di splendidi parchi della città. Questo è dedicato a Cristoforo Colombo, personaggio che incarna l’identità cittadina e che presto incontreremo nuovamente. Superata una colonna che celebra la nave del grande navigatore, la “Santa Maria” ed entriamo subito nel barrio di Santa Cruz, il più pittoresco.
Avevamo letto che è il quartiere più affollato dai turisti, in quanto ogni guida lo pone in cima alle passeggiate “must” di Siviglia, ma forse anche per il fatto che siamo di prima mattina, lo viviamo praticamente in solitudine. E’ bellissimo perdersi tra le strette vie che improvvisamente si aprono su piccole piazze adorne di aranceti o che si colorano di tessuti ed oggetti degli artigiani che qui hanno i loro laboratori-vetrina. Ci concediamo un caffè in un bar, come tutti, serve più bocadillos salati con jamon serrano che churros con chocolate, ed eccoci in Plaza San Francisco, centro nevralgico della parte storica. 

Le carrozze con cavalli e il brusio dei turisti mischiato a quello di chi Siviglia la vive quotidianamente, sono la cornice dei due monumenti che qui si confrontano: da un lato la cattedrale cristiana con la famosa Giralda, dall’altra il Real Alcazar, emblema dell’arte mudejar.
Iniziamo con la cattedrale. Immensa. La più grande cattedrale del mondo (con dieci porte di accesso) e il terzo tempio cristiano più grande dopo San Pietro a Roma e San Paolo a Londra. Anch’essa era una moschea (Mezquita) che nel 1248, con la reconquista, divenne cattedrale. Dal 1403 iniziò la vera riconversione con la costruzione gotica, mentre due secoli più tardi venne estesa, con la parte rinascimentale. Fantastiche le ricche decorazioni interne delle cupole, ma quello che ci colpisce è il monumento/mausoleo dedicato a Cristoforo Colombo. Molti sono i luoghi in cui si crede siano le sue spoglie tra Spagna e Portogallo e Nuovo Mondo, ma di tutti, questo è il più imponente. Il monumento, posto all’estremità di una navata, vede scolpiti a grandezza naturale i rappresentanti dei quattro regni spagnoli (Castiglia, Leon, Navarra e Aragona) che sostengono il feretro del navigatore. La luce che penetra alle loro spalle dona alla composizione ancor maggior grandezza, schiacciando il visitatore e costringendolo a prendere coscienza della grandezza storica che sta ammirando.

Dalla parte opposta della cattedrale sta l’ingresso alla Giralda, la torre simbolo di Siviglia. Quando fu costruita era la torre più alta del mondo con i suoi 97,5 metri di altezza. Realizzata in parte dai musulmani (il sultano voleva potervi salire a cavallo, per questo ancora oggi se ne raggiunge la cima con 35 rampe e non con degli scalini!) e in parte dai cristiani dal XVI secolo. I terremoti che hanno colpito la città hanno fatto si che solo il secolo scorso venisse restaurata completamente e dal 1987 è Patrimonio dell’Umanità.
Altro Patrimonio UNESCO e, secondo noi, imperdibile è il Real Alcazar, il più antico palazzo reale abitabile d’Europa, che porta l’arte mudejar, ovvero quella forma di arte che nasce con l’influenza musulmana in Europa e a cui viene concesso di rimanere su suolo cristiano anche dopo la reconquista, ai suoi massimi livelli. Per certi versi questo palazzo ci impressiona più dell’Alhambra di Granada in quanto, se le dimensioni sono certo più contenute, l’insieme architettonico è coerente e continuo. Passando da un ambiente all’altro, da un patio a una stanza, mai viene meno il contatto visivo con l’atmosfera mudejar. Vaste sale per il ricevimento sono illuminate da luce che penetra dall’alto grazie ad aperture a stella, come per ricreare una volta celeste. Ampi giardini coloratissimi e adorni di fontane e giochi d’acqua cercano di rubare l’attenzione del visitatore che sta ancora meditando a quei graziosi angoli intimi che separano spazi pieni e spazi vuoti. L’armonia è continua, come nel Patio de las Doncellas o in quello de las Muñecas. Dall’anno 720 qui vivono i re e ogni regnante ha apportato modifiche fino al 1364, quando Pedro I fu il primo re cristiano a volerci vivere. E visitandolo, ben comprendiamo il perché di questa decisione!

Usciamo. Solo la natura può competere con tanta bellezza e così visitiamo alcuni dei numerosi parchi di Siviglia, alternandoli ad alcune puntate nel piacevole centro città, dove facciamo un po’ di shopping godendo dell’ombra che il Comune ha saggiamente posto tra i tetti dei bei palazzi storici che contribuiscono all’aria regale di Siviglia. Ovviamente Piazza di Spagna non può mancare in un tour di Siviglia. Risale al 1929 e fu edificata per l’Expo di allora, in uno stile detto regionalista. Infatti ogni regione spagnola è rappresentata nelle ceramiche che corrono lungo il diametro semiellittico di una piazza ampia ben 50.000 metri quadrati e che intende rappresentare la Spagna che guarda l’America, oltre il fiume Guadalquivir. Simbolo della regalità, è una piazza piacevole dove sostare e dove concedersi una pausa quando il sole scotta troppo!
Abbiamo ancora un paio di ore e decidiamo di visitare l’unico museo dedicato al Flamenco noto (al momento) al mondo. Torniamo quindi nel quartiere di Santa Cruz, per conoscere da vicino le origini e l’evoluzione di una tradizione e cultura ormai centenaria. La creazione del Museo si deve all'iniziativa della ballerina di flamenco sivigliana Cristina Hoyos e anche il palazzo che lo ospita è degno di nota: risale al secolo XVIII e dal 2006 accoglie migliaia di turisti da tutto il mondo. In effetti, la sera, se avessimo avuto modo di pernottare qui, di certo avremmo cercato una verace tabla di flamenco. Se passate da Siviglia, informatevi sul sito apposito oppure per organizzare il vostro tempo ecco il sito web ufficiale.
Noi proseguiamo per la costa…

Foto e testi di Massimo Frera e Veronica Del Punta (trovate altri post di archeologia su questo ed altri viaggi sul loro blog)

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