Andalucia tra costa e montagne

Ultima tappa di viaggio di Massimo e Veronica, collaboratori di VeraClasse che ci hanno appassionato con le loro avventure in terra spagnola…

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Ci dispiace tornare a voi così tardi, ma purtroppo l’esplorazione della Andalucia non è cosa da poco! Abbiamo preferito rientrare in Italia e inviare questo nostro ultimo reportage, per un viaggio che consigliamo a tutti. Sempre in auto, dopo Siviglia, Granada, Malaga e Cordova, ci siamo addentrati nella parte più aspra dell’Andalucia, raggiungendo l’affascinante Ronda. Posta su uno sperone roccioso, famosa per un ponte a strapiombo sul fiume, Ronda è come divisa in due parti, proprio dal ponte. Il centro storico, poco oltre l’arena per i tori (dove centinaia di spagnoli appassionati accorrono per rendere omaggio a quella che è la più famosa arena di Spagna, in quanto si dice che qui sia nata la corrida), è un gioiello. Case bianche, piazzette e invitanti locali, ma anche un bel parco e angoli di verde dove trovare ristoro dal caldo del deserto.

Nei pressi di Ronda consigliamo di vistare la grotta de La Pileta. La visita va prenotata, si entra in gruppi di massimo 10 persone solo 4 volte al giorno. La grotta custodisce tra le pitture rupestri più antiche dell’umanità e, a differenza delle famose Lascaux e Altamira, è ancora aperta al pubblico grazie all’attenzione dei custodi che la salvaguardano da tutto e tutti. Un’esperienza mistica, anche per il fatto che arrivarci comporta addentrarsi tra canyon e rocce, boschi e pianure. Rientrando verso la costa ci fermiamo ad un altro sito archeologico che vale la pena di visitare: Antequera. Qui sono visitabili ben tre dolmen, dell’epoca del Bronzo e probabilmente luogo di culto per molti secoli. Un motivo? Stanno proprio di fronte al “Monte dell’indio”, una montagna che pare ricordare il profilo di una donna dormiente o di un indigeno (a causa del naso da pellerossa) e che comunque fu certamente un luogo considerato magico. Antequera è anche il nome dell’omonima cittadina il cui parco e i cui viali alberati sono piacevoli da percorrere, anche solo per un caffè. Tappa successiva la famosa Marbella. Ce la aspettavamo ben più caotica, invece la costa è lunga e distesa, una strada che corre accanto alla spiaggia è ottima per fare jogging o andare in bici e trovi sempre un posto dove prendere il sole, anche nelle giornate clou estive. Il centro storico antico è anch’esso un gioiellino di paese bianco, seppur i ristoranti (bellissimi a vedersi) sono molto turistici e quindi la qualità ne risente. Forse la scelta migliore è assaggiare il pesce fresco servito direttamente sulla spiaggia dal circolo dei pescatori!

Ci spostiamo verso est, e – saltando la già visitata Malaga, eccoci a Nerja, dove sta il “balcone d’Europa”. Questo pittoresco paese marino vive su una piccola baia le cui due spiagge sono una meraviglia e l’acqua è spesso pulita. Il “balcone” è il nome del promontorio centrale del paese, oggi trasformato in una piacevole piazza alberata da cui godere del paesaggio assaporando un gelato o un buon caffè.

Risaliamo la costa e, prima di Barcellona, ci fermiamo qualche giorno a Tarragona. Patria delle “torri umane” (qui sport per eccellenza), Tarragona è la più importante città romana giunta intatta a noi. Il bellissimo anfiteatro sorge proprio sulla spiaggia, ed è visibile anche dalle mura del circo massimo, dove si correva con le bighe. Tra un resto romano e l’altro, mura e porte incluse, piazze all’italiana e stretti vicoli invitano all’esplorazione. E le spiagge, soprattutto quelle verso est sono immense, pulite, di sabbia fina. Forse i migliori bagni per rilassarci dopo tanto girovagare, li abbiamo fatti qui a Tarragona.

Ora tocca a voi! Ci leggiamo al prossimo viaggio!

Foto e testi di Massimo Frera e Veronica Del Punta (trovate altri post di archeologia su questo ed altri viaggi sul loro blog)

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