fbpx

Mauritania ed il mistero dell’occhio del deserto, patrimonio UNESCO

Stampa

Un meteorite? Un antico vulcano? Oppure la mappa sepolta dell’antica città del mito, Atlantide? La Richat Structure è ancora oggi un mistero, storico e geologico. Scoprirlo non è facile ma è una sfida che emoziona.

Attenzione, il deserto ci guarda! E ci guarda davvero, non per modo di dire, perché ha occhi. Anzi, un occhio. Lo videro chiaramente, e con immensa sorpresa, i primi astronauti che osservarono la Terra dallo spazio ma lo avevano già scoperto – sebbene solo in parte – alcuni esploratori negli anni Cinquanta del secolo scorso.

Sul limite occidentale del deserto del Sahara, nel territorio di Ouadane in Mauritania, la sabbia si ferma  sui bordi di un gigantesco cerchio al centro del quale si eleva una roccia a forma di chiocciola. La chiamano la Struttura di Richat ed è un mistero ancora oggi senza soluzione.

L’occhio misterioso è un vulcano?

Le prime indagini, eseguite dagli anni Sessanta in poi, hanno dimostrato che questo enorme cerchio, di oltre 40 km di diametro per 100 metri di altezza, e gli altri cerchi concentrici che si trovano al suo interno sono formati da rocce vulcaniche. Dunque cade immediatamente la prima ipotesi, dell’impatto di un meteorite, in favore della più geologica visione di un super-vulcano dell’era preistorica che dopo essersi spento è stato lentamente eroso e ricoperto dal deserto.

Il super-vulcano era formato probabilmente da due distinti centri eruttivi, perché i tipi di lava che formano questo “occhio” sono diversi tra loro. E proprio per questa diversità si sono consumati in modi e tempi differenti sotto l’azione dell’erosione naturale. Le parti azzurrine all’esterno sono le rocce più dure che resistono, e anche le più alte;  quelle rosse al centro sono le rocce che vengono levigate con forma più rotonda. La parte chiara che circonda tutto sono rocce sedimentarie bianche.

Forse la Richat Structure era Atlantide

Ultimamente si stanno intrecciando diverse teorie, scientifiche, filosofiche e storiche secondo le quali questo misterioso “occhio del deserto” potrebbe essere in realtà quel che rimane della mitica città di Atlantide! Gli antichi racconti descrivono Atlantide come una città “a pianta circolare, in cui si alternavano anelli di terra e anelli d’acqua, a ridosso di grandi montagne situate a nord-ovest”. Esattamente la mappa della Struttura di Richat!

Il fatto che Atlantide sia affondata nel mare non scoraggia gli studiosi che credono in questa teoria. Si sa, infatti, che milioni di anni fa il Sahara era in gran parte invaso dal mare (il Mediterraneo sarebbe solo un residuo di esso) e, secondo i racconti, Atlantide prendeva l’acqua per i propri cerchi marini da un ampio canale che la collegava a questo “mare”. Proprio da quel canale venne la sua distruzione quando i ghiacciai si sciolsero oppure quando un’onda di piena causata da uno tsunami la travolse.

Abbandonata, sommersa dal mare, poi dai sedimenti e infine dalla sabbia del deserto che si era formato al ritiro delle acque, Atlantide sarebbe rimasta nascosta per migliaia di anni finché l’erosione non ha spostato di nuovo le sabbie facendola riemergere alla luce. Ovviamente, se ciò fosse vero, scavando nella Richat si dovrebbero trovare tracce di una antichissima civiltà umana. Finora gli studi non hanno rivelato niente di simile, ma chissà … !

Cosa vedere nei dintorni dell’ “occhio” di Richat

Dalla fine del secolo scorso, la Richat Structure è diventata una notevole attrattiva turistica e ha portato un nuovo interesse, e movimento economico, per i territori poveri della Mauritania. Nonostante sia un luogo inospitale e difficile da esplorare, alcuni coraggiosi ci provano ogni anno e molti scienziati vi si recano per lavoro. Il paesino di Ouadane – 3.600 abitanti appena – è quello che usufruisce maggiormente della nuova fortuna economica.

Il suo centro storico berbero è stato riscoperto dall’UNESCO che lo ha dichiarato Patrimonio dell’Umanità anche per la tecnica di costruzione – in fango e paglia – con cui sono fatte le case.  La Richat Structure si troverebbe a mezz’ora di strada da Ouadane, se ci fossero le strade! A piedi certamente il percorso si allunga drammaticamente. Per fortuna vengono organizzati dei tour in jeep o col cammello con partenza sia da Ouadane che dalla cittadina di Chinguetti – a due ore d’auto dal paesino.

Pure il centro storico di Chinguetti è Patrimonio UNESCO, così come le sue moschee che la rendono una delle città sacre dell’Islam. A un’ora e mezza di strada da Chinguetti si trova la città di Atar, con un bellissimo centro storico e due musei. E l’aeroporto di riferimento per chiunque voglia andare a visitare l’ “occhio del deserto”.

Informazioni utili

Per arrivare alla Richat Structure: dovreste prima arrivare in aereo a Nouakchott, la capitale della Mauritania, quindi prendere un volo nazionale per Atar. Da qui, seguire i tour organizzati diretti per la Richat Structure – circa tre ore e mezza di ulteriore viaggio. Oppure potrete trasferirvi a Chinguetti o a Ouadane e far base in una delle due cittadine, da dove partono altri tour per la Richat.

Come affrontare il viaggio: la Richat Structure si trova in una zona depressa dentro una ancor più grande depressione calda. Le temperature qui raggiungono picchi di calore inimmaginabili, quindi non basta portare un cappello e una bottiglia d’acqua. Informatevi molto bene prima di intraprendere questo viaggio e ascoltate sempre i suggerimenti delle guide locali. Preparatevi a camminare a lungo, perché per quanto possiate muovervi in jeep o sul cammello, per arrivare materialmente “dentro l’occhio”, dovrete camminare sotto il sole per chilometri.

Stampa