Portobuffolé, gioiello del Veneto cantato da Dante

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Venite a Portobuffolé, in provincia di Treviso, piccolo paradiso sul fiume Livenza dove visse una bellissima donna cantata da Dante nel suo Purgatorio.

Uno degli ultimi comuni del Veneto prima del confine col Friuli, in provincia di Treviso, ha un nome simpatico e una storia importante che colpì anche Dante Alighieri. Portobuffolé, sul fiume Livenza, è molto più del tranquillo paesino di campagna che sembra, a prima vista. Era già noto ai tempi dei Romani, col nome di Septimum – perché sorgeva a 7 miglia dalla città di Oderzo. Semplice villaggio di contadini, divenne famoso alle cronache perché qui passarono le reliquie di San Tiziano da Oderzo.

Nel Medioevo la sua fama territoriale crebbe sempre più, grazie al suo castello e alle famiglie che gestirono il feudo negli anni. I Carraresi, il patriarca di Aquileia, vescovi, perfino l’imperatore Berengario la ebbe come sua proprietà. Nel XIII secolo tra i signori di Septimum si ricorda Tolberto da Camino, la cui storia fu citata anche da Dante. Il nome Portobuffolé venne adottato nel 1242 dalla indicazione “porto dei bufali”. Oggi, per molti turisti, Portobuffolé con i suoi paesaggi verdi e quel nome allegro è anche uno dei Borghi Più Belli d’Italia. A pieno merito.

Cosa vedere a Portobuffolé

Il Duomo di San Marco è la chiesa più importante del borgo. Secondo la leggenda risalirebbe a tempi antichissimi e fu costruita su una sinagoga sconsacrata. La storia ci riporta invece al 1200, ad un antico altare dedicato a San Prosdocimo, poi ingrandito e rinominato nel XV secolo. Venne consacrato definitivamente nel 1559. La semplicità della facciata esterna  prepara alla bellezza degli interni: dipinti del primo Novecento, coro ligneo del XVIII secolo, l’altare settecentesco e il fonte battesimale del Cinquecento, in pietra.

Le eleganti ville di campagna che abbelliscono il territorio di Portobuffolé sono dei veri monumenti. Villa Cellini Giustinian, seicentesco edificio candido circondato da un parco bellissimo, è famosa per le statue e per gli affreschi del Fabris al suo interno. Un tempo si poteva accedere direttamente in barca, da un canale – ora asciutto – che partiva dal fiume Livenza. Molto bella anche la Villa Turon.

Il fiume Livenza è parte della bellezza di Portobuffolé, perché si insinua sotto i ponti e accanto alle sue vie in piena armonia. Questo è uno dei pochi paesi, sul suo corso, a coprirne entrambe le sponde. Da ammirare, in centro, anche la bellissima Torre Civica e naturalmente la casa di Gherardo da Camino e della sua figliola Gaia.

Portobuffolé nel Purgatorio di Dante

Il canto XVI del Purgatorio della “Divina Commedia” introduce due personaggi che qui a Portobuffolé tutti conoscono molto bene: Gherardo da Camino, signore locale verso la fine del XIII secolo,  e Gaia, sua figlia. Il Sommo Poeta fu ospite per due anni nel palazzo dei Da Camino, essendo amico di Gherardo, e vide la bella e intelligente Gaia – ottima poetessa.

La giovane andò sposa al cugino Tolberto III e morì dieci anni dopo le nozze, per una grave malattia. Di lei si narra che fu una donna molto colta e attenta, ma secondo altre voci era invece dissoluta e amante dei piaceri. Dante la cita nel Purgatorio, forse credendo ai pettegolezzi o perché a conoscenza di motivi che li confermassero. Certamente la fama derivata da questo canto ha fatto sì che oggi, a Portobuffolé, esista una antica costruzione medievale indicata ai turisti come “Casa di Gaia”.

Nei dintorni, tra ville e Templari

A cinque minuti di strada da Portobuffolé sorge il piccolo comune di Mansué. Il suo nome deriva da Mansio, ovvero “stazione”, un termine che veniva usato dai cavalieri Templari per indicare le località agricole sotto la loro giurisdizione. Si trovava infatti lungo la via tra Tempio Ormelle e Sacile, due luoghi molto importante per l’Ordine.

Pochi chilometri più a sud si arriva a Oderzo, cittadina famosa per le sue bellissime chiese ma anche e soprattutto per le Ville eleganti edificate tra i secoli XVI e XIX. Da vedere, sicuramente: Villa Wiel, Villa Bortoluzzi, Palazzo Foscolo, ma anche l’antica cascina di Casòn e il Parco di Ca’ Diedo. In circa 20 minuti di strada si arriva sia a Pordenone che a Motta di Livenza, località altrettanto ricche di storia e di bellezza.

Portobuffolé si trova al centro di diversi itinerari turistici tra cui la risalita del Livenza (itinerario Scivolando sull’Acqua) e percorsi enogastronomici importanti, in particolare quelli che portano alla scoperta della Strada dei Vini di Piave.

Informazioni utili

Come arrivare: per arrivare a Portobuffolé le strade da percorrere sono l’autostrada A4 per Trieste, uscendo a Noventa-San Donà di Piave e seguendo le indicazioni per Oderzo e Portobuffolé.

In alternativa, la Statale per Pordenone-Oderzo seguendo le direzioni per Oderzo e Portobuffolé. Gli aeroporti che servono questa zona al confine tra Veneto e Friuli sono sia il San Marco di Venezia che Ronchi dei Legionari.

Per visitare Casa di Gaia: tutti i sabati dalle 9 alle 14  e tutte le domeniche dalle 10 alle 18, preferibilmente su prenotazione. Per informazioni contattare il numero 0422/850742 oppure via email: ufficioturistico@comune.portobuffole.tv.it .

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