Viaggio in Kenya, la terra dei Masai: sole, mare e safari

? terra dei mitici guerrieri Masai dalle vesti rosso-fuoco, come le sfumature della savana al tramonto. ? terra brulicante di leoni, leopardi, elefanti, giraffe e gazzelle, che trascorrono le notti inseguendosi e sfuggendosi per amarsi, giocare e sopravvivere. ? terra dalle spiagge incantevoli e misteriose, che compaiono e scompaiono con le maree celando qua e là uno scrigno di pesci colorati. ? terra di gente allegra e dal sorriso contagioso, che ha molto e poco ma io preferisco pensare che abbiano di più? e per capire bisogna andarci.

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Il Kenya è meta ideale per una vacanza invernale, in fuga dal grigiore cittadino e dalle temperature rigide cui fatichiamo adattarci.  Il periodo che va da novembre-marzo corrisponde alla stagione secca (quindi sole garantito) e piacevolmente calda, con temperature che vanno dai 23-26 gradi notturni ai 32-34 durante le ore diurne, con una ventilazione che rende la permanenza molto piacevole. 

In questo periodo il rischio di contrarre la malaria – che pure nelle zone interne è già molto raro – si riduce  praticamente a zero. Resta tuttavia molto alta la possibilità di contrarre il mal d'Africa, ma questo è un problema che potrete curare solo tornandovi più spesso…

Malindi è un piccolo villaggio a 120 km a nord di Mombasa che si affaccia sull'Oceano Indiano. Cosa si puó fare a Malindi? Facendovi base come soggiorno si possono effettuare alcune uscite per visitare il piccolo villaggio, le stradine brulicanti di persone che vanno e vengono; il via-vai dei tuc-tuc (i tipici mezzi di trasporto a tre ruote) ed il mercato del paese, un’occasione per avvicinare gli abitanti del posto che non aspettano altro che accompagnarvi per far conoscere le bellezze della loro terra e magari vendere qualche oggetto di artigianato. Se al vostro arrivo ancora non avete programmi precisi recatevi in spiaggia, guardatevi attorno con l'aria di chi è appena arrivato e non mancherete di essere circondati dai beach boys che vi proporranno varie escursioni o esperienze in loco. Ma non fermatevi alla prima offerta: trattare è d’obbligo, poi trattate ancora ed infine lasciatevi convincere… benvenuti in Kenya!

Per gli amanti del mare, le spiagge sono davvero molto belle e vanno… esplorate! A 300 metri dal litorale c’è la barriera corallina che si può apprezzare da vicino e in tutte le sue sfumature dedicando una visita al Malindi National Marine Park: un importante parco marino acquatico che ricopre una superficie di 213 kmq e si protende a sud fino a Watamu allo scopo di proteggere le barriere coralline. Andando un po’ al largo con una delle tante barche messe a disposizione per i turisti è possibile fare snorkeling e nuotare fra pesci colorati, approdare e passeggiare o oziare lungo bellissime spiagge fantasma che compaiono e scompaiono con le maree, gustare del pesce appena pescato o semplicemente osservare i colori del mare…

Nelle vicinanze del parco naturale si trova il porto, dove nel 1948 approdò l’esploratore portoghese Vasco de Gama, durante la sua navigazione verso l’India. Ancora oggi si può osservare il pilastro che che egli fece erigere in quella occasione.

A pochi chilometri da Malindi (facilmente raggiungibili con i divertenti tuc-tuc), meritano una visita le spiagge incantevoli di Watamu, dalla sabbia bianca e dal mare cristallino: Garoda-Turtle Bay, Blue Lagoon, Ocean Breeze e la meravigliosa scogliera di Kaanani regalano momenti di vero paradiso a contatto con il mare in tutte le sue declinazioni.

Malindi è un perfetto punto di partenza per una spedizione di uno o più giorni alla scoperta dell’Africa più autentica: come si può rinunciare ad un safari nella savana?
Già nel lontano 1932 sorgevano in questo piccolo villaggio di pescatori, ad opera dei coloni inglesi, i due primi hotels. Uno di questi esiste ancora ed è il Lawfords Hotel. A quei tempi vi soggiornavano i gentlemans inglesi dediti alla caccia ed ai safari. Alle 5 di pomeriggio verso il calare del sole, durante il tradizionale tea time, si narravano le avventure di caccia innaffiando i loro racconti con fiumi di gin tonic, con la scusa che il tonic conteneva la sostanza del chinino ed era un ottimo sistema per prevenire la malaria. Attualmente nell’ingresso dell'albergo si respira ancora quest'aria un po’ retro con qualche richiamo in stile coloniale, alle pareti le vecchie foto sbiadite delle antiche partite di caccia nel bush…

A circa 3 ore e mezzo di strada si trova il grande Parco Nazionale dello Tsavo East, in cui è stato girato il film “La mia Africa”. Con una estensione di oltre 21 mila km, è il più grande parco naturale del paese ed è una delle riserve naturali più preziose al mondo. Un’esperienza assolutamente da non perdere… le emozioni che si possono provare osservando gli animali nel loro habitat sono indescrivibili. Questa parte della savana si caratterizza per la sua terra rossa e gli elefanti ricoperti di polvere si confondono con il colore del tramonto… 
The Red Elefant Lodge è solo uno dei tanti dove è possibile trascorrere almeno una notte nell’atmosfera del selvaggio bush: dal calar del sole all’alba tutto si anima ed è possibile assistere a scene da National Geographic con incontri ravvicinati con tantissime creature della savana. Il respiro ed i passi degli animali che si avvicinano alle pozze d’acqua per dissetarsi, l’impressionante ruggito del leone alle prese con la caccia, le gazzelle che fuggono impazzite dalla paura di essere catturate… da non dimenticare la macchina fotografica con un buon obiettivo ed un quaderno di appunti di viaggio per appuntare emozioni e ricordi!

Per raggiungere Malindi si vola su Mombasa, da Milano o Roma ci sono varie compagnie di linea ma anche voli low cost, nel nostro caso all’andata abbiamo volato con Blue Panorama. Giunti a Mombasa si può scegliere tra un transfer con un breve volo interno di circa 30 minuti oppure con un taxi, ma per percorrere 120 km ci vorranno circa 3 ore. Ne vale comunque la pena in quanto lungo la strada ci si può fare un’idea di come sono i villaggi e come si vive in Kenya, dove tutto avviene lungo le strade.
Al ritorno abbiamo volato con la compagnia aerea tedesca Condor, di cui abbiamo apprezzato l’ottimo servizio.

Ivana Gabriella Cenci

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